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la respirazione nello yoga

La respirazione nello yoga e l’importanza del diaframma – Teoria e esercizi per svilupparlo

Sai quanti respiri fai, mediamente, in un giorno?
Dai 20.000 ai 30.000 circa e li fai senza rendertene nemmeno conto perché respirare è un meccanismo completamente naturale e involontario.
Il ciclo respiratorio è automatico, ma questo non vuol dire che avvenga in modo corretto.
I polmoni sono in grado di immagazzinare molta più aria di quella che noi immettiamo normalmente.
Pensa a tutte le volte che siamo più tesi: forse non ce ne rendiamo conto, ma l’ansia irrigidisce i muscoli e anche la respirazione ne risente, creando un circolo di respiri corti e quasi trattenuti.
Questo influisce su tutto.
Sui muscoli, sulla postura, sulla mente e di conseguenza sull’umore.
Questo è il caso più banale che posso raccontarti e se questo fenomeno lo leghiamo all’attività fisica, riscontriamo anche altri  problemi, quali la poca resistenza, la mancanza di forza e uno scorretto uso del corpo.
Quindi facciamo un bel respiro e partiamo.
Yoga e respirazione vanno di pari passo.
Quando arriva da me qualcuno che non ha mai praticato, la prima parte di lezione la dedico sempre alla respirazione e spiego che è l’aiuto principale che abbiamo nell’attività fisica e anche nella vita quotidiana.
Per la nostra società respirare è un puro atto d’abitudine incontrollato che ci permette di scambiare sostanze gassose con l’esterno attraverso una serie incessante di inspirazioni ed espirazioni.
Noi immettiamo aria nel corpo attraverso i polmoni e grazie ad un processo velocissimo espelliamo anidride carbonica acquisendo ossigeno.
Tutti abbiamo sentito parlare del diaframma.
Ce lo nominano di continuo.
“Usa il diaframma”, ok, ma pochi hanno la percezione reale di come sia fatto e di come funzioni, quindi anche se non ho una Laurea in Medicina posso affermare, anche con una certa prepotenza, che il trucco è proprio nel suo corretto utilizzo.
È un muscolo a forma di semi cupola che separa i polmoni dallo stomaco, nell’ispirazione si contrae e si abbassa, lasciando così che i polmoni crescano di volume insieme al torace facendo il “carico” d’aria necessario.
Nell’espirazione invece, accade il contrario: il movimento è opposto, si rilassa e si rialza tornando nella sua sede facendo uscire le sostanze di scarto.
Aria fresca che entra e aria calda che esce.
Ma nel mondo yogico, questo processo ha un valore aggiunto, respirare crea energia vitale che in sanscrito è chiamata Prana, ed ha due significati, ovvero “respirazione” e “vita”.
Proprio per questo esistono delle tecniche del controllo del respiro chiamate Pranayama, ma questo è un argomento molto vasto che affronteremo piano piano e con i dovuti mezzi.
Quando il Prana viene assorbito in modo corretto il corpo diventa più fluido, flessibile e gli allungamenti risultano più facili.
Nello yoga la respirazione corretta si chiama Ujjayi ed è da eseguire esclusivamente con il naso: l’inspiro e l’espiro avvengono dalle narici e l’uso della bocca comporterebbe un affanno inutile.
Il significato di Ujjayi Pranayama è “respiro vittorioso” perché ricorda l’atteggiamento del guerriero quando espande il torace, anche con una certa rumorosità se vogliamo proprio dirla tutta. Avviene così:
Si chiude parzialmente la glottide così l’aria rimane più a lungo nella faringe e nelle cavità nasali e poi si butta fuori in modo profondo.
Sembra più difficile a dirsi che a farsi.
Prova allora a fare questo esercizio:
Siediti in una posizione comoda, magari a gambe incrociate con la schiena ben dritta e il collo allungato.
Metti una mano sull’addome e una sul petto.
Ora fai un bel respiro dal naso e butta fuori l’aria pronunciando HHHHHAAAAA, ricorda che non va gridato, ma leggermente accennato. Un po’ come se stessi appannando un vetro.
Ripeti per un paio di volte cercando di essere sempre più lento e profondo.
Ora riprendi fiato dal naso e chiudi la bocca.
Espira cercando di chiudere leggermente la glottide e pronunciando lo stesso suono HHHHHAAAAA, ma con la bocca chiusa.
Ripeti anche in questo caso per più volte fino a che non ti sembrerà rilassante e naturale.
Congratulazioni! Stai imparando a respirare come un vero yogi.
Non a caso si narra la leggenda che i grandi yogin riescano a sciogliere la neve proprio con questo respiro, in effetti l’aria che fai uscire è sicuramente più calda di quella che entra.
Poi vuoi mettere i benefici di una respirazione corretta? 
Meno stress, il sangue che porta più ossigeno a tutto il corpo, la mente che si rilassa, il corpo che lavora meglio e la vitalità che aumenta.
E poi ricorda che “Chiunque riesca a respirare, può fare yoga”.

Namaste.

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La respirazione nello yoga e l’importanza del diaframma – Teoria e esercizi per svilupparlo ultima modifica: 2018-06-26T11:49:12+00:00 da Clara

Su Clara

Sono cresciuta a libri,moda e rock'n'roll. Mangio arte fin da piccola e ho sempre saputo che mi sarei occupata dell'immagine in tutto quello che la riguarda. Dopo i canonici anni di Liceo Artistico frequento l'Istituto Marangoni e l'Accademia del Lusso e della Moda a Milano dove spazio tra creazioni, styling e scrittura di settore. Ho una passione per il vintage a cui do una seconda vita, riutilizzando accessori e complementi d'arredo la cui immagine si stravolge e ne esce completamente rinnovata, la linea si chiama Resurrection Design, un nome che è tutto un programma, ma soprattutto una filosofia sulle possibilità. Scrivo, disegno e dispenso consigli su quello che sarà cool, una sorta di guida semiseria di quello che fotografo in giro per la City con l'occhio marcato dall'eyeliner e che racconto come se fosse una storia. Rido tanto, sogno molto e macino chilometri...ma sempre con un certo stile!

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