RoadtoStramilano #3 – Chi ben comincia, si fa male

Come ci si allena per per prepararsi a una mezza maratona? Se pensate di trovare risposte in questo post, mi sa che avete sbagliato tutto. Qui troverete, al massimo, il goffo tentativo di una tabella d’allenamento homemade, un inizio soft per cercare di condizionare questo corpo di cristallo e renderlo adatto alla corsa.

Come si evince dalla mia triste biografia sportiva, il mio corpo nel corso degli anni è andato incontro a parecchi incidenti. Io non credo di avere molti talenti, e quelli che ho sono tutti confinati nella meravigliosa quanto impalpabile sfera dell’inutile. Ma se c’è qualcosa in cui davvero primeggio, beh, quella è senza dubbio, l’innata capacità di farmi male. Ci riesco nei modi più fantasiosi, l’infortunio mi capita quando meno me lo aspetto, anche mentre faccio cose del tutto innocue. Nulla di eccezionale, s’intende, però nel mio piccolo posso vantare una bella casistica di infortuni creativi. Mi sono rotto un braccio cadendo di testa da uno scivolo (dalla parte delle scale), mi sono rotto il polso volando sui pattini (dei ragazzi più grandi mi chiesero di andare a recuperare il loro pallone in un piccolo burrone, e io mi ci fiondai coi pattini, senza immaginare che rotelle ed erba non vanno d’accordo) e mi sono rotto la caviglia tre volte: giocando a calcio, mimando Alberto Tomba che slalomeggia sulle scale e testando la resistenza di un’auto francese gettandomici sotto con tutta la moto.
Mi sono scheggiato il bacino (sempre con l’auto francese), mi sono sderenato una costola contro un lastrone di ghiaccio cadendo con lo snowboard e nel 2004 ho lesionato la cuffia dei rotatori semplicemente alzando la borsa della palestra (credo in maniera definitiva, dato che il dolore ciclicamente torna fuori). Da piccolino mi sono persino devitalizzato un dente centrando con la bocca lo spigolo di una panchina e per concludere, ultimamente, mi sono stirato il tendine del dito indice facendo gli esercizi per gli accordi in barrè. Insomma, sono una sega e soprattutto sono portato all’infortunio creativo. Proprio per questo, con la Stramilano ho deciso di partire cauto: niente programmi esagerati, solo una lenta ma costante educazione alla corsa. Per questi primi due mesi, dunque, onde evitare l’insorgere di chissà quale patologia sconosciuta ho suddiviso il mio allenamento in tre sedute settimanali, qui sotto lo schema. Ah, se pensate di seguire anche voi questa tabella, sappiate che è del tutto improvvisata, per cui poi non rompetemi le palle se vi fate male o peggio, se non otterrete risultati. Se proprio-proprio volete dire la vostra, scrivete ad agafan, ci penserà lui ad accorpare e pubblicare le vostre rimostranze.

1° giorno – allenamento a battito regolare (60% frequenza) con aumento progressivo della distanza. Si parte da 10 km e si aumenta di 500 metri a seduta.

2° giorno – Fartlek. 20 minuti di corsa lenta, poi 10 allunghi di 100 metri intervallati da corsa lentissima utile a far scendere il cuore sotto i 130 ppm

3° giorno – Allenamento ossigenante. Un’ora ad andatura costante di 130 bpm.

Su massimo miliani

Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.