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Stramilano 2017 – Come farsi venire le ansie dell’ultimo minuto #20

 

Il 19 marzo è ancora lontano ma la mia mente, manco fosse quella di Agafan, si riempie di dubbi e paure. Nuove scoperte mi gettano nello sconforto: ma davvero alla partenza verremo divisi in virtù dei tempi dichiarati? E come mi dovrò vestire? Se dovessi comprare un pantaloncino da corsa correrò veloce come un keniota?

 

Ieri ho terminato l’ultimo allenamento faticoso di questa preparazione, una cinquantina di minuti a passo gara che ho svolto con la felicità di chi si sta togliendo un peso enorme dai maroni. Finalmente è finita quest’agonia fatta di levatacce mattutine e dolori da anziano e da oggi potrò concentrarmi solo sulla gara di domenica prossima: scaricare, recuperare, magnare sano, questi saranno i miei unici problemi.

Questo, almeno, è più o meno quello che ho pensato fino a stamattina, quando dopo la colazione sono stato sopraffatto da due quesiti di importanza oserei dire monumentale. Il primo è sorto dopo una chiacchierata con un ragazzo che parteciperà alla Stramilano che, en passant, mi ha reso noto un particolare che mi era sfuggito. Alla partenza l’organizzazione dividerà i partecipanti alla competitiva in base ai tempi dichiarati, in modo da rendere omogenea la moltitudine di persone che prenderà il via dal Castello. Una soluzione intelligente (e infatti io non l’avevo proprio considerata) che serve a evitare che i più veloci vengano intralciati dai più lenti e, vivecersa, scongiurare che i più lenti possano venire investiti da orde di kenioti veloci come lampi. Sempre lo stesso amico, poi,  mi ha fatto presente che il tempo è autodichiarato per cui è facile trovare molti furbetti, soprattutto italiani, che barano dichiarando best-time inesistenti solo per poter partire davanti. Ebbene, per quanto voi tre lettori affezionati a questo diarietto possiate pensare alla mia figura come a quella di un integerrimo giornalista, amante della verità e della giustizia, sappiate che sul mentire o meno sul tempo di gara sono stato parecchio indeciso. Che fare?

-Barare spudoratamente dichiarando un tempo impossibile e partire così abbastanza avanti da avere poco traffico nei primi km di gara e sperare di centrare il mio obiettivo (1:45:00, nammerda, lo so)?

-Essere onesti e, visto che si tratta della prima competizione a cui partecipo, non dichiarare nulla e partire assieme ai vecchi ottuagenari, perdere tempo slalomeggiando tra le famiglie coi bimbi, i cani e i palloncini, anche a costo di rinunciare al “tempone” (se, vabbè)?

Dopo attenta e dilaniante riflessione ho optato per l’onestà, non tanto perché io sia un uomo onesto -sono un giornalista moderno, l’onestà non è certo il mio forte- ma perché ho pensato che partire dietro, assieme a vecchi e bambini, potrebbe darmi la possibilità di superare qualcuno e mentire a me stesso credendomi veloce. La psicologia è fondamentale per ottenere un buon risultato ma, soprattutto, è fondamentale per il mio morale, forgiato da anni di press meeting in moto, dove l’unica cosa che conta è essere più veloci del collega della testata rivale.

Il secondo dilemma, invece, riguarda l’abbigliamento tecnico. Con cosa correre la Stramilano? Confesso che non avevo pensato alla cosa prima di adesso, ma visto che mancano pochi giorni è il caso di darsi una sbrigata.

La mia prima idea era quella di correre esattamente come mi sono allenato e cioè con una sorta di muta aderente nera che copre dal freddo ma ti fa assomigliare drammaticamente a Diabolik. Sempre lo stesso amico di cui sopra, però, mi ha fatto presente che la gara è un’altra cosa e che sarebbe molto meglio essere il più liberi possibile, in modo da poter essere a proprio agio anche quando i tuoi polmoni decideranno di scapparti fuori dalla bocca, mandarti a fanculo e andarsi a bere una birra al chioschetto.

Al che, visto che la maglia della Stramilano è tutto fuorché mettibile (per una volta mi tocca dare ragione ad Agafan), ho iniziato a scandagliare il web in cerca di un completo da running il più possibile scosciato e leggero. Dopo qualche ricerca votata al risparmio, ho deciso di tagliare la testa al toro e affidarmi a mamma Adidas, l ascelta è caduta su: shorts neri Adizero Split, talmente corti che forse mi sa che un po’ mi vergognerò, e canotta bianca Supernova in materiale dellamadonna che, stando a quanto dice la scheda tecnica, mi consentirà di traspirare a volontà e dare il meglio di me stesso.

In definitiva: sono pronto, sono allenato e sarò vestito come uno vero. Il morale è alto e niente potrà scalfirlo.

Del resto cosa potrebbe succedere? Forse che una vecchietta vestita come Ondina Valla arrivi a superarmi di slancio mentre mi sbeffeggia per il pantalone troppo corto?

No, smettila Massi, non succederà.

Eh, ma metti che…

No. Stai tranquillo.

Oh, cazzo.

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Stramilano 2017 – Come farsi venire le ansie dell’ultimo minuto #20 ultima modifica: 2017-03-09T19:14:00+00:00 da massimo miliani

Su massimo miliani

Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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