Rolling Blackouts Coastal Fever

Rolling Blackouts Coastal Fever, la recensione di Sideways to New Italy

A vederli nei video non si capisce bene se ci facciano o ci siano i Rolling Blackouts Coastal Fever, diciamo che sicuramente, per usare una famosa battuta di Dylan sugli U2, di sicuro non spendono i soldi in vestiti. Giocosi e allegroni, un po’ nerd, ma quel nerd che a noi piace e che fa così rock’n’roll. Ma il problema non è centrale anzi: siamo di fronte in questo caso ad un vero disco rock con tanto di assoli e battute basso e batteria che riportano ai momenti migliori della storia di questo genere musicale. Questa è sicuramente la prima cosa che si nota ascoltando Sideways, un disco fatto con lo spirito sano e umile del rock’n’roll: suoni chiari, linee vocali e melodiche agili e magiche. 

Ma ovviamente non può passare inosservato il titolo del disco di questa band proveniente dall’Australia, Sideways to The new Italy. La band infatti ha dichiarato che è un chiarissimo omaggio alla nostra terra da cui provengono alcuni dei genitori della band. Tutto il disco è immaginato come un viaggio all’indietro, un ritorno verso il proprio passato, la ricerca delle origini che guarda caso tocca proprio l’Italia.

Se musicalmente la faccenda si percepisce bene sin dai primi suoni per ritmi e armonie, anche nella scelta dei video si capiscono con grande chiarezza i riferimenti all’Italia. Il secondo video tratto dall’album, Falling Thunder, è esplicitamente dedicato alle nostre belle spiagge che sono addirittura indicate in apertura del video. Le immagini sono quelle delle Isole Eolie, della Sicilia e della Sardegna. Colpisce vedere queste immagini, ovviamente a noi ben note, per la semplicità con cui sono state raccolte. Immagini amatoriali, battelli, spiaggette, tutta la semplice bellezza di cui il nostro paese éècapace. Per cui godiamoci questo bell’augurio innanzi tutto, poi ascoltiamo il disco.

 

The second in The first apre l’album con un ritmo dolce e delle chitarre aperte con tanto riverbero, poi parte la voce dolce e ampia, arriva dopo i primi 45 secondi il primo assolo di chitarra ed è subito una goduria. Meglio di così non si poteva partire.

Falling Thunder è piena e densa come un pomeriggio sulla spiaggia di Cefalù, godetevela, poco altro da dire. Bellissimi i giochi chitarra-voce.

She’s There continua emotivamente sulle prime due tracce, mescolando questa volta un po’ di suoni bassi che arricchiscono la profondità del pezzo. 

Con Beatiful Steven e The only One, i ritmi scendono leggermente ma per approfondire il discorso dilatazione e senso lisergico di chi vive l’estate come il momento della riflessione e del ricordo, ma anche dell’amore in riva alla spiaggia.

Cars in space è a mio sentire il pezzo più bello del disco e non certo per mancanza di competizione. Ritmo veloce ma mascherato, chiamate lunghe piene di reverbero che giocano ad aprire la melodia. Il cantato entra ed esce e lo fa sempre nei momenti giusti. Pezzo davvero suggestivo. Cameo si gioca bene i suoi tre minuti grazie anche ad un bel giro di basso e alla chitarra scordata che fa tanto ricordo. Not tonight è più cupa e notturna del resto del disco, ma ha una melodia quasi pop, riuscitissimo anche l’inserimento del piano dopo il ritornello. Sunglasses at The wedding è il pezzo più romantico, una ballata dolce e malinconica ma senza che sia sdolcinata o stucchevole. Insomma una vera canzone d’amore rock’n’roll, perfetta.

Chiude l’album Cool Changed pezzo simpatico e potente anche se forse non adattissimo a chiudere un disco così bello. Forse si potevano fare 9 tracce, Per farla breve, Cool Changed è bella ma non fa volare alto come gli altri pezzi.

Che dire, sicuramente è uno dei dischi più belli usciti quest’anno, di certo guadagnerà ascoltatori di passa parola in passa parola vista la bellezza di tutta l’operazione.

Su Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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