Psicologi Millennium Bg

Psicologi, la recensione di Millennium Bug

Tutto nasce all’inizio del 2019, quando sul loro canale Youtube il duo napoletano-romano  pubblicò senza ancora un nome un brano dal titolo Psicologi // Diploma.

Da quel doppio titolo e dal suo fraintendimento, i fans del pezzo pensarono che il primo termine fosse il nome del duo, e così venne mantenuto. Il pezzo riscosse in pochissimo tempo molto successo fino a scomodare paragoni con artisti mainstream.

Dal 2019, da quell’esordio apparentemente in sordina, Gli Psicologi hanno macinato date e scritto canzoni con una notevole costanza fino a pubblicare un mini album dal titolo 2001 per Bomba dischi, sei brani, di cui molti delle potenziali hit. Progetto ibrido, Gli Psicologi riescono a farsi apprezzare a diversi livelli, grazie soprattutto alla commistione nella loro musica di generi e sonorità differenti. Per esempio, io che non ho l’età della trap, ma che pure la ascolto a volte con piacere a volte per dovere, ritrovo certamente molti stilemi del genere ora in voga, ma anche tanti stimoli provenienti da scuole più vecchie e in alcuni casi più nobili.

Drast e Lil Kaneki, pur essendo appena ventenni hanno di certo macinato musica.

Se Drast, da napoletano ha sicuro interiorizzato alcune metriche degli anni novanta e una scuola rap che punta sulla velocità e sullo sfottò, Lil Kaneki dalla scuola romana, invece, ha sicuramente colto un modo di rappare forte e aggressivo, aperto e pungente che con la mente rimanda ad Assalti Frontali e ancora di più a Colle der Fomento. Naturalmente è una piacevole scoperta trovare incastri e giochi che esulano dall’autoreferenzialità di molta trap, tratto che a volte è stucchevole di più dell’autotune.  

Amici, pezzo di apertura ha una base sicuramente più rap che trap è anche la linea melodica, molto forte, ha un’assalto più aggressivo rispetto ai pezzi che si sentono in giro.

Tristi e soli ha un’apertura quasi pop, dove la batteria è sparata e il ritornello ha una climax che ricorda più il rock che il rap. Potenza allo tanto puro. Spensieratezza è una canzone d’amore sincera ed entusiasta come solo l’adolescenza sa essere, ma anche qui la base é notevole. Funerale che vede la collaborazione di Tredici Pietro ha un testo divertente e interessante, ricorda molto l’energia dei Cypriss Hill. Nota a margine, bello sentir parlare ancora di antifascismo ogni tanto anche se in salsa diluita.

Sto bene invece è un pezzo strano, inizio quasi R’n’B una tromba che sottolinea il ritornello in stile classico, funziona ed emoziona, fa un po’ impressione sentire i due che essere romantici e smielati, ma in fondo si sa al cuore non si comanda.

Anche Vorrei e Fantasma filano sul binario prestabilito da Sto bene, la voce è rilassata e perfettamente a tempo (non è poco tra i trapper), i suoni sono profondi e morbidi, i riferimenti sono tanti ma suonano tutti freschissimi. Bello il rappato veloce sul finale di Fantasma. Radio è… radiofonica, viva la tautologia, ma funziona bene anche se appassiona meno di altri pezzi.

FCK U invece è proprio un pezzone, bello, forte travolgente, nella sua semplice emozione.

Va detto non come nota a margine che questo pezzo gode del featuring di Madame, vera e propria fuori classe della sua generazione. Nonostante il featuring non sia la cosa migliore che Madame ha prodotto nella sua carriera, arricchisce con piacere un pezzo che di suo era già ottimo.

Tutto ok mi ricorda gli Assalti Frontali, sarà all’accento nel caso perdonate la banalità, brano fragile e malinconico che arriva dritto alla pelle. Povero piace immediatamente per la sua scarna essenzialità truce come la tecno degli anni novanta, bello il featuring di Fuera (voce straordinaria), agita e sballa. Pezzo perfetto.

Su Piggy the pig

Avatar
Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

Può interessarti

bono vox compie 60 anni

60 canzoni per i suoi 60 anni: Bono Vox si racconta con una playlist d’eccezione

Bono compie sessant’anni e ovviamente la cosa non passa inosservata. Il rocker irlandese ci ha …

afterlife, recensione colonna sonora

AfterLife – Ricky Gervais, la colonna sonora della serie più vista al mondo

Per chi segue Ricky Gervais da tempo non è certo una sorpresa il grandissimo successo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.