note di viaggio 2 guccini

Note di viaggio 2 è Guccini dopo Guccini, ovvero un album fantastico

Quando due anni fa Francesco Guccini decise di prendere in mano il progetto proposto da Mauro Pagani di riaffrontare il proprio repertorio affidandolo ad artisti attuali della musica italiana, tutti rimasero colpiti, anche se nessuno probabilmente sconvolto. C’erano grandi pezzi interpretati in modo a volte fantastico, a volte un po’ deludente, ma in ogni caso il progetto denotò un grande spessore di fondo

Spiccavano in quella raccolta l’interpretazione di Elisa di una canzone difficile ed importante come Auschwitz, trattata coi guanti ma pure rinnovata. Anche Carmen Consoli aveva arricchito i colori di Scirocco con la sua abituale grazie ed eleganza. 

Alcuni brani, ironicamente quelli proposti proprio dagli artisti più vicini a Guccini, avevano invece nei migliori dei casi lasciato indifferenti aggiungendo poco all’originalità versione. Ligabue, Carboni e Samuele Bersani avevano prodotto dei buoni pezzi, ma decisamente non eclatanti.

Per il secondo appuntamento di Note di Viaggio invece la razio che ha guidato la produzione di questo album sembra differente, da un lato c’è più sperimentazione dall’altro una fedeltà alle atmosfere originarie che fa apparire il progetto meglio studiato. Del resto si sa, la seconda è sempre la migliore.

Quindi entrando a pié pari in questo lavoro partiamo ascoltando la prima traccia affidata a Zucchero, Dio è morto. La voce del soul man emiliano convince anche se si perde un po’ il senso del ritornello con una apertura forse un po’ troppo leggera. Fiorella Mannoia invece grazie alla grande capacità di interpretare le parole altrui, ci regala un momento di poesia leggera con la sua bella versione di Madame Bovary.

Autunno invece vede la coppia Emma-Roberto Vecchioni alle prese con un pezzo difficile e fragile,  ma la prova è convincente ed emozionante. Le prime strofe sono di Roberto Vecchioni, nella seconda entra Emma con classe da chansonnier. Il pezzo sembra scritto per loro, funziona, fa piangere e sorridere.

Capossela ci racconta invece Vedi Cara, pezzo ai primissimi posti delle preferenze di ogni fan gucciniano, lo fa con classe e intelligenza, alla fine arriva una piccola perla che gioca e seduce al pari l’originale.

Non convince invece Gianna Nannini, certo grande prova vocale e bella energia, ma alla fine non funziona la rocchettizzazione di Guccini, lo aveva capito un suo amico fidato come Ligabue che infatti era rimasto molto più rispettoso del materiale originale.

Jack Savoretti rinfresca Farewell, bella voce, bella atmosfera, la canzone rende una piacevole sensazione di leggerezza, proprio come da intenti di questa canzone raffinata.

Culodritto affidata a Levante è decisamente riuscita, sarà per la voce soffocata delle brava cantante di origini siciliane, sarà per il rispetto con cui è stata affrontata: la canzone c’è ed è molto intensa.

Un discorso a parte per Mahmood che compie un passo in più rispetto ai colleghi. Intendiamoci, era ovvio che il vincitore di Sanremo fosse chiamato a fare la differenza e semplicemente ci riesce. Del resto Mahmood aveva già mostrato la sua passione e la sua capacità di interpretare la grande tradizione italiana con le sue caratteristiche e la sua cifra ciclistica. In questo caso però il risultato è proprio piacevole, complice anche un pezzo con accordi diversi dalla scrittura più classica di Francesco Guccini.

Petra Magoni porta la sua voce calda tra le parole di Canzone di Notte 2, bel brano, emozionante, non sconvolgente. Acque affidata a Ermal Meta invece è il punto meno riuscito dell’album, anche qui complice ma in modo negativo un brano non semplicissimo.

Bella la versione di Fabio Ilaqua e Mauro Pagani di Canzoni delle domande consuete. La voce di Fabio Ilaqua e perfetta, roca e dolce, porta subito al punto della questione.

A chiudere Note di Viaggio 2 arriva un inedito cantato dallo stesso Francesco Guccini, Migranti. Un pezzo bello, che si inserisce perfettamente nel percorso del cantautore di Pavena. Nonostante l’età Guccini possiede uno sguardo lucido e affilato sull’attualità, una visione d’insieme invidiabile che tanto farebbe bene ad artisti ben più giovani.

Insomma, Note di Viaggio 2 è un disco che intriga e soddisfa, il lavoro di Mauro Pagani questa volta è stato certosino ma anche profondamente istintivo, caratteristiche che donano a tutto l’album una splendida cornice di bellezza.

Su Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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