calibro 35 2020

Momentum, Calibro 35

Per chi abbia un minimo di dimestichezza con l’attività live degli artisti italiani all’estero la notizia di quanto fosse importante l’impatto dei Calibro 35 (soprattutto in America) non è certo una novità. Quello che invece suona come una novità per tutti, fan di vecchia data e nuovi adepti, è che i Calibro 35 dopo anni di concerti e passaggi in America e in giro per il mondo anche, ormai sembrano essere considerati una vera e propria istituzione della musica italiana all’estero, prova ne sono oltre a colonne sonore, collaborazioni e condivisione dei palchi con gruppi quali i Muse o Sun Ra Arkestra, i recenti campioni tratti dai loro brani da parte di due signori decisamente competenti in materia di suono come Jay-Z e Dr. Dre.

L’originalità è la qualità dei Calibro 35,  gioca ovviamente una parte decisiva nella faccenda ma alcuni riflessioni sono interessanti. Se pensate infatti al suono dei Calibro 35 certo non vi viene in mente la morriconata, con grandissimo rispetto per il Maestro ovviamente, ma dovrete costruire delle categorie nuove per spiegare le atmosfere della band, che certamente parte da un background italico specifico ma che ha saputo imporsi proprio per aver sperimentato qualcosa di estremamente nuovo proprio all’interno di una specifica tradizione nostrana.

Sembrava una formula chiusa e vincente quella dei Calibro da riprodurre in serie per scivolare nei cuori dei fans più pigri, ma è qui che il mostro a cinque teste Cavina, Colliva, Gabrielli, Martellotta e Rondanini, decide di cambiare tutto e inseguire famelicamente nuove prede.

Momentum decimo album in studio del collettivo sonoro italiano rimescola le carte,  guidati da una frase del Premio Nobel Albert Camus si lanciano nel presente sprofondandoci fino ad arrivare al futuro. “La vera generosità verso il futuro consiste nel donare tutto al presente” per i Calibro 35 deve essere stato un diktat artistico visto la stringente coerenza di tutto Momentum in ogni sua traccia. 

Colpisce davvero la solidità di questo nuovo lavoro dei Calibro, giudizio che non cambia al di là del proprio apprezzamento o meno.

Le differenze di Momentum rispetto agli altri album della band possono essere riassunte spannometricamente con una maggior utilizzo di macchine elettroniche, sinth e in generale un arricchimento dei suoni “freddi”.

Le atmosfere suonano più cupe ma anche meno violente rispetto a Decade, diciamo un’allucinazione privata, vista con morte da un palazzo di New York. 

Discorso valido questo sulle atmosfere da cui esula completamente però brano scelto per aprire il disco, Stan Lee, che invece ha un incedere Est Coast anni settanta che potrebbe ricordare artisti come Gil Scott Heron o i Funkadelic, il tutto impreziosito dall featuring di Illa J con una linea rap dal sapore prettamente pre-MTV.

Se tutto l’impianto sonoro è meraviglioso nel suo ricamare ogni punto dell’armonia ricercata dalla band, fatemi dire che la batteria di Rondanini spicca per compostezza ed originalità, in un album che per il suo strumento non era certo facile. 

E proprio dalla batteria che ho potuto ripescare un riferimento musicale durante l’ascolto di Momentum, The four carnation, Autreche oltre che i Tortoise ed in generale alcuni esperimenti dei primi anni 2000 tra il post rock e la classica contemporanea.

momentum copertina

L’apertura Glory – Fake – Nation è incisiva, malinconica e apolide, potresti suonarla in un film girato ovunque, l’importante è il contenuto della trama, non i paesaggi. Death of Storytelling rimane sospesa ed eterea come accadeva a volte ai pezzi migliori del post rock mentre Automata e Tom Down brillano per ricercatezza nell’atmosfera. Con Black Moon grazie al featuring di MEI ci ritroviamo ancora una volta in America questa volta in un bar di San Francisco, il beat è caldo e la voce impastata al punto giusto. 

One Nation under a format ci lascia in attesa della prossima partenza del jet Calibro 35, decisamente un pezzo che si discosta da tutto, pur contenendo tutto. Momentum lo gusteremo col tempo, questo è sicuro, e quando finalmente lo avremo capito del tutto, di sicuro i Calibro 35 ci sapranno stupire ancora con nuove rotte musicali.

Su Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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