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keith flint si è suicidato

La morte di Keith Flint, gli anni ‘90 e tante cose di cui dovremmo ricordarci

La morte di Keith Flint fondatore e frontman dei Prodigy ha sconvolto il mondo e, soprattutto, i quarantenni che con quella band sono cresciuti o almeno ci ha fatto i conti

Mentre siamo ancora in attesa della conferma ufficiale da parte della polizia sulla causa del decesso, vale la pena spendere qualche parola sui Prodigy e su cosa abbia voluto dire la loro prepotente entrata nella scena musicale degli anni ‘90.

Il 18 marzo 1996 esce il singolo Firestarter, titolo di per sé già abbastanza significativo, primo singolo e primo successo della band inglese, brano che diventa subito un mantra per le radio ed ancora di più per MTV che lo mette immediatamente in heavyrotation. Spinto da una base rave e un testo decisamente dissacrante (I’m the bitch you hated, filth infatuated, yeah I’m the pain you tasted, fell intoxicated), al grande successo del pezzo contribuiscono un video inquietante a cui il viso e le movenze di Keith Flint danno un tocco di satanico e disgustoso che immediatamente fanno breccia. Keith, all’interno di un tunnel, è vestito come un pagliaccio, tra IT e MCDonalds, danza in modo frenetico e scomposto incitando il disastro imminente. La base più che incalzare fa incazzare, un ruvidissimo riff di chitarra (pare campionato alle The Breeders) si muove su una batteria elettronica scomposta e viscida. La voce di Keith Flint è sgraziata e dolorante, l’invito al male e completato.

Il pezzo è figlio della cultura rave tanto in voga nell’Inghilterra degli anni novanta: droga, autolesionismo, nichilismo e rifiuto della bellezza sono i temi sotto traccia di Firestarter.

La scena musicale sarà sconvolta da questa apparizione diabolica, i Prodigy irromperanno nei sonnecchiosi anni novanta e ne influenzeranno il seguito.

L’Inghilterra di Toni Blair e del buonismo un po’ a mercato del liberismo progressista, viene messo a nudo dal bisogno di rabbia di una generazione che non si trova rappresentata.

Gli U2, con il loro solito modo ecumenico, sono i primi ad intuire che è successo qualcosa, che la musica elettronica si è contaminata col punk e i testi di protesta, infatti chiedono numi proprio alla band dell’Essex per produrre il proprio album. La cosa non si fa, ma gli U2 per primi svolteranno dal rock ad un rave-rock (un po’ banalotto, a dire il vero) con l’album POP, segnando che la svolta è avvenuta e qualcosa di nuovo si è affacciato sulla scena musicale.

Curioso che in Italia il fenomeno venga recepito anche dalla pubblicità, dove Superga sceglie uno scenario apocalittico e di guerriglia per pubblicizzare la propria scarpa sportiva ed indovinate con quale colonna sonora? Esattamente, Firestarter.

Ma non si ferma a questo primo clamoroso singolo il successo dei Prodigy.

Dopo Breathe toccherà a Smack My Bitch Up nel Novembre del 1997 sfondare i televisori e i lettori cd di mezzo mondo. Pezzo violento e sguainato, Smack My Bitch Up avrà un video che farà molto discutere. Una soggettiva mai svelata, mostra una ragazza che balla, si droga e viene picchiata. La band si ostina a dichiarare che non sia un incitamento alla violenza sulle donne, ma tra testo e video è veramente difficile non pensarlo.

Comunque sia il pezzo scala le classifiche e gli ascolti e diventa fondamentale per la cultura Nineteen.

Con tre singoli i Prodigy conquistarono un posto nella storia della musica, non soltanto degli anni novanta. Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che i Prodigy, la cui immagine rimarrà per sempre la faccia segnata e colata di trucco di Keith Flint, abbia avuto vita facile in un deserto musicale. Quando esce Firestarter ci sono all’attivo, anzi nei loro migliori anni, band entusiasmanti quali Blur, Oasis, Pearl Jam, Soundgarden, e ancora spostandoci sul trip-pop Morcheeba e Portishead, solo per fare qualche nome.

Ma la forza dei Prodigy sarò quella dei Sex Pistol negli anni settanta, violenza gratuita e pura ribellione, zero compromesso e zero piacioneria.

Una musica che ti trafigge, proprio come le droghe sintetiche che la faranno da padrone per tutti gli anni novanta.

MTV decide anche di organizzare un concerto dei Prodigy in Piazza Rossa a Mosca, nel 1997. Quel concerto rimarrà il simbolo del cambiamento di un epoca, dalla guerra fredda alla guerra sotto pelle, la guerra viscida del disagio per un mondo che non ci vuole mai come siamo.

Keith Flint ieri ci ha lasciato, dopo che due giorni fa aveva partecipato ad una gara podistica che farebbe pensare più ad un uomo ormai sereno che ad un punk disagiato. Chissà quali demoni hanno attraversato la sua mente, chissà cosa non abbiamo capito di quei mitici anni novanta.

La morte di Keith Flint, gli anni ‘90 e tante cose di cui dovremmo ricordarci ultima modifica: 2019-03-05T14:34:30+01:00 da Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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