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Cosa succede in Italia? Tre dischi appena pubblicati che vi sorprenderanno

Stolen Apple – Wagon Songs

Disco che colpisce immediatamente per intelligenza, cattiveria e qualità della produzione. I riferimenti sono tanti senza mai cadere nel puro mimetismo, da Iggy Pop a Bowie, ai Talking Heads. Tanto mondo anni settanta ma senza alcuna malinconia, anzi guardando al possibile ritorno ad un tribalismo rock come accadeva all’intera società umana in Mid Max. Musica concreta, solida che fa percepire un mondo dietro la scrittura è una passione autentica. Chitarre aperte che incido con precisione negli appuntamenti previsti, una batteria potente e mai sopra le righe che regala la sana botta del rock da cantina. Il primo brano Suicide è una sberla in faccia apprezzatissima in periodo di post lockdown, Renegate e compatta e aperta, Tattoo ed Easier ti tirano su in piedi al primo ascolto.  Nei pezzi lenti la pronuncia del cantante un po’ strascicata in un inglese non perfetto un po’ distoglie dal emozione dei pezzi, ma stiamo davvero parlando di particolari che sono assolutamente ininfluenti ai fini della fruizione dell’energia del disco. Un disco davvero eccellente Water song, da ascoltare e riascoltare, aspettando di poter sentire dal vivo gli Stolen Apple godendoceli con più birre in mano.

Valentina Polinori – trasparenti 

Valentina Polinori è una cantautrice romana decisamente lontana da tutte le scene che in questo momento dominano la musica italiana. Decisamente dotata di talento vocale sia espressivo che esecutivo, la voce non diventa mai comunque uno strumento per stuccare ai muri anche i più coraggiosi ascoltatori come spesso accade di fronte ad alcune cantautrici. La voce è uno strumento che serve a raccontare delle fiabe, delle storie, delle favole, quindi come mezzo espressivo gioca insieme agli strumenti nel cercare la giusta atmosfera per ogni brano. In questo ultimo lavoro la vena narrativa emerge con particolare forza soprattutto in pezzi quali Camilla, Niente, Andiamo fuori, Lo spazio. Bellissimo Io credo che, brano con andatura leggermente swing che fa emergere un lato più leggero ma sempre molto poetico di Valentina Polinori. Un disco da giorni di pioggia e carezze, magari in futuro Valentina scriverà anche dei brani per quelli che vogliono qualcosa di più “picchiato”, anche perché la voce è il talento per smuovere anche le gambe non mancano alla giovane cantautrice romana. 

Clap clap! – Liquid Portrait 

Disco di elettronica italiano Liquid Portrait, ma che potrebbe essere stato registrato ovunque nel mondo, dote quella della poliglottismo che se sfruttata trasforma la musica a base di contatti elettrici in un cocktail esplosivo. In questo caso la parola Liquid nel titolo dovrebbe già di per se chiarire alcuni indirizzi del disco. Si percepisce infatti sin dalle prime tracce una certa atmosfera morbida e ovattata che ricorda in alcuni momenti la musica elettronica più soft di inizio anni duemila. Altra bella scoperta del disco nuovo di Clap Clap! e la contaminazione con la fascia mediterranea: tanta Africa, tanto Maghreb,  ma anche Puglia e Turchia and a little bit of London che non guasta mai. Dodici tracce per quaranta minuti di musica densa e coinvolgente, come il vapore di un bagno turco, dove la parte ritmica emerge per forza e mixaggio davvero notevoli. Cristiano Crispi alias Clap Clap, contamina linguaggi e mondi in un disco che appare da subito introspettivo e immaginifico all’ennesima potenza.  Le voce di Martha Da’ro nella brano Moving On, scelto anche come singolo e video ad aprire l’album sembra accompagnare in un sonno dolce l’ascoltatore ormai completamente sopraffatto dalle sensazioni e avviluppato dalle sensazioni calde e liquide dell’intero Liquid Portrait.

Su Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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