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AfterLife – Ricky Gervais, la colonna sonora della serie più vista al mondo

Per chi segue Ricky Gervais da tempo non è certo una sorpresa il grandissimo successo della serie TV AfterLife. Scritta, prodotta, recitata, amata da Ricky Gervais questa fiction dalle tinte black di certo, ha sfumature di colori e refoli di speranza davvero inaspettati. Ma guardando la serie non vi sarà sfuggito neanche di aver sentito della musica meravigliosa e azzeccatissima.

Beh lo avete notato perché Ricky Gervais partecipa attivamente alla scelta della colonna sonora, con ricerche e passioni personali che si riversano nella playlist. Per chi non conosce la serie diciamo che la sinossi più veloce e azzeccata sarebbe: un uomo dopo la morte della moglie, prova a riscoprire la vita tra alti e bassi.

I personaggi sono tutti caratterizzati benissimo a partire dalla scelta degli attori, facce vere raccolte dalla strada verrebbe da dire, con caratteri forti e a volte bizzarri.

In questo mondo proletario inglese, Gervais lavora per un giornale locale gratuito ma non è di certo ricco, si muovono le avventure normali di un uomo che vorrebbe rassegnarsi alla morte di sua moglie, ma che fortunatamente trova sempre un buon motivo per ancorarsi alla vita. Ruolo di coprotagonista assoluto e la “good girl”, ovvero la cagnolina che, coi suoi occhi addolcisce il proprio padrone anche nei momenti difficili.

Attorno a questa bello scorcio di vita normale, di vita da tutti i giorni, scorre una colonna sonora che è impossibile non notare anche solo dopo aver visto una puntata. E anche tra una tale varietà di suoni, avrete colto una “familiarità”. Bene vediamo da dove arriva.

Chi ha seguito le vecchie produzioni dell’attore britannico non può aver dimenticato Extra, cult mini serie, in cui Ricky Gervais interpretava una giovane comparsa con sogni di gloria devastati dalla prosaicità della vita di tutti i giorni: bollette, affitto, qualche bevuta. In mezzo al tram tram quotidiano l’incontro con le star. In ogni episodio, infatti,c’è  una star ad interpretare sé stessa, da Ben Stiller a Kate Winslet. Ma quando accade qualcosa di magico, l’improvviso successo del personaggio di Ricky Gervais, c’è solo un protagonista, David Bowie, che in un cameo straordinario griffa musicalmente tutta la serie.

Questo per raccontarvi il rapporto il rapporto stretto fra Ricky Gervais e la musica, ma ancor di più fra l’attore e David Bowie. 

In AfterLife si ritrova facilmente questa unione spirituale e artistica. La colonna sonora della serie infatti oltre a prevedere ben 6 brani del Duca Bianco, raccoglie molti canzoni che sono figlie delle suggestioni di Bowie. Per esempio troviamo Satellite of Love di Lou Reed ed Elton John. Un misto di glam e canzone che piace di certo a Ricky Gervais. 

Ma non c’è solo glam, anzi a spiccare dalla colonna sonora è un’altra grande passione di Ricky Gervais, cioè la chitarra e la musica acustica. In questa mood, molto aderente al tema della serie, troviamo alcune delle chicche di questa splendida colonna sonora. A farla da padrone è il folk americano, fatto che di per sé un po’ sorprende essendo l’Inghilterra la terra del grande folk psichedelico ma anche intimista. Un nome su tutti Nick Drake. Ma se si capisce il motivo dell’esclusione di Drake, d’altra parte si apprezza la presenza di un folk più classico e tecnico, John Taylor e Cat Stevens, ma anche quello più moderno e desertico di Iron Wine. 

La fa da protagonista invece il nostro amato Sufjan Stevens che compare con ben tre pezzi nella playlist.  

Figlia invece del post rock arriva invece la musica di alcune band prevalentemente americane che tra chitarre dilatate e ritmi lenti disegnano uno scenario di riflessione moderno e assolutamente cool! Un’altra band assolutamente da seguire anche dopo aver finito di vedere la serie sono i Balmorhea, un mix di violini e chitarre rilassante e sognante.

Tra le donne invece compaiono La Belle e Judy Collins, ma su tutte va segnalate la presenza di Daughter, giovane gruppo inglese che mixa rock e tempi dilatati ad una voce femminile emozionante. La colonna sonora di AfterLife è l’occasione buona per ascoltare nuova musica, che arriva dalla penisola britannica, magari segnandosi i nomi di una playlist che può tenervi sognanti per un bel paio di orette.

Su Piggy the pig

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Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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