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Islanda, un paese tutto da scoprire – Diario di Viaggio – Parte 3

Gente locale

Una cosa che mi sarebbe piaciuto fare, ma per cui non c’è stata l’occasione, era interagire il più possibile con la gente locale. In giro si vedevano pochissimi islandesi, eccetto i soliti ristoratori e camerieri, e solo a Reykjavik ho visto veri islandesi in giro per strada. Per il resto, sbirciavo all’interno delle case per riuscire a carpire più dettagli possibili del loro stile di vita. Che detta così può anche sembrare una cosa da ficcanaso, e forse un po’ lo era davvero, però che ci volete fare, quello era l’unico modo per vedere una vera casa tipica all’interno. Prima di arrivare a Reykjavik, nell’unica vera città, abbiamo girato vari paesi davvero piccoli. Basti pensare per esempio che la notte di Capodanno l’abbiamo passata nella ridente Hella, che conta 781 abitanti, precisi precisi. Per sette giorni poi non si è vista anima viva per strada, nei lunghi tragitti passati in macchina. Si vedevano solo case indipendenti, a volte anche molto distanti l’una dall’altra, e la solita chiesa (color bianco crema con il tetto rosso) con accanto il cimitero colorato dalle tante croci illuminate.
Solo a Reykjavik, molto variopinta con case e tetti di colori diversi, abbiamo potuto avere un assaggio della vita cittadina tipica e proprio qui ho potuto constatare la verità di un’usanza che avevo letto e che, francamente, mi sembrava una follia. Ovvero: le famiglie lasciano il bambino che dorme in carrozzina fuori di casa, all’aperto, alle tipiche basse temperature. Mi è capitato appunto di vedere questa carrozzina sul marciapiede, all’apparenza abbandonata, con il bimbo dentro che se la ronfava. Questo dice tutto riguardo la criminalità presente in Islanda e la fiducia con la quale gli abitanti possono vivere nei confronti del prossimo. Un esempio bellissimo, una realtà utopistica per la nostra Italia.

Terme naturali

Non puoi andare in Islanda e non fare (almeno) un bagno nelle acque termali naturali. Noi ne abbiamo fatti due, in due posti molto diversi. Da una parte c’è stato il tipico Blue Lagoon, posto ormai esageratamente turistico. Il bagno, un drink, una maschera (un asciugamano a disposizione e tutti i prodotti per la doccia inclusi): 70 euro. Dall’altra invece c’è stata la Secret Lagoon dove c’erano pur sempre turisti, ma la “piscina” era molto più piccola e con (soli) 17 euro pagavi l’ingresso. In queste ultime c’erano diverse correnti e l’acqua tendenzialmente l’ho trovata molto più calda. Sarà per questo che mi piaceva anche uscire, fare il giro delle terme a temperature sotto lo zero e poi ributtarmi in acqua. Sentire lo sbalzo termico l’ho trovato godurioso.
Ah, da dire: a sorvegliare i “bagnanti” c’era anche lì un bagnino, solo che a differenza dei nostri era ricoperto di vestiti, compresi guanti e cappello. Altro che fisico scolpito, abbronzatura e chioma bionda, non si riusciva neanche a capire se sotto quell’ammasso di vestiti ci fosse un bel fusto giovine o un islandese stagionato!
Terme a parte, ho fatto un terzo bagno bollente, proprio la notte di Capodanno. Scoccata la mezzanotte, visti i fuochi d’artificio – che ogni famiglia compra singolarmente e spara dal proprio giardino –  e accertatisi che anche questa volta non ci fosse un’anima viva in giro, abbiamo approfittato della piscina dell’hotel. Acqua bella calda dentro, temperatura sotto lo zero fuori, e cappello (necessario) in testa. Quindi sì, indossavo il costume e il cappello contemporaneamente! Ho iniziato il 2019 così, immersa fino al collo in questa piscina avvolta dal buio e dal silenzio. Purtroppo nessuno ha potuto immortalare quel momento, il fumo dell’acqua calda non ce l’ha permesso, ma dirvi che è stata una figata è superfluo!

L’Aurora Boreale

Vederla, era il mio sogno. Erano già due anni che pensavo di fare questo viaggio, che guardavo documentari sull’aurora boreale e che mi perdevo a osservare con sguardo sognante le foto su Instagram. L’obiettivo primario, quindi, era avvistarla e l’aurora boreale si è mostrata in tutta la sua bellezza ben due volte, nei sette giorni previsti. La seconda volta è stata vista da pochi fortunati, a notte fonda, quando ahimé io già me la dormivo. La prima volta, invece, è accaduto proprio la prima sera, quando di ritorno dal ristorante e stanchi dopo il viaggio, siamo scesi dalla macchina per andare in hotel, e lei era lì, ad accoglierci. Era potente, e noi non eravamo neanche nel posto ideale per vederla, con la luce dei lampioni che disturbava questa visuale. Però quando l’ho vista “danzare” lì sì che mi sono davvero emozionata! Ero arrivata in Islanda da poche ore e stavo già guardando l’aurora boreale. È stato uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia, non ci potevo credere. Non poteva esserci, decisamente, inizio migliore.


Islanda, un paese tutto da scoprire – Diario di Viaggio – Parte 1


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Islanda, un paese tutto da scoprire – Diario di Viaggio – Parte 3 ultima modifica: 2019-02-04T07:37:16+02:00 da Serena Zunino

Su Serena Zunino

Serena Zunino
Ligure d'origine, milanese di adozione, vivo le passioni in maniera viscerale - per la felicità di chi mi sta vicino - e sono curiosa come una scimmia

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