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Chiedi alla polvere – John Fante

In Chiedi alla polvere di John Fante, Arturo Bandini racconta un ritaglio di vita in cui, nel lato sbagliato di Los Angeles, si dimena cercando il successo come scrittore, tra amori sbagliati e un dio dai contorni sfumati. Fante trova ritmo in una narrazione che sfuma il racconto in stati d’animo e viceversa.

Chiedi alla polvere di John Fante

Arturo Bandini ci racconta un ritaglio della sua vita in cui, nel lato sbagliato di Los Angeles, si dimena cercando il successo come scrittore, tra amori sbagliati e un dio dai contorni sfumati. Fante trova ritmo attraverso la prima persona, in una narrazione che spesso sfuma il racconto in stati d’animo e viceversa, popolando le pagine di pensieri non filtrati e sogni spicci.

Arturo Bandini non è un uomo ammirevole, impregnato di contraddizioni, sempre in bilico tra arroganza e insicurezza, si muove nella polvere californiana cercando, allo stesso tempo, di rimanerci sepolto e scrollarsela dall’anima. Il suo racconto sfocia volentieri nello sproloquio, muovendosi al passo sghembo di pensieri accartocciati.

Dal vortice del narcisismo logorroico del protagonista, si staglia l’umanità affaticata di Los Angeles, il lato debole del sogno, quel mare sotterraneo di persone che si agitano per venirne a capo, in un interminabile spettacolo di grandioso anonimato.

Tutto ciò sarebbe alquanto deprimente, ma l’ironia che ci mette Fante non tralascia i risvolti della commedia umana, che della tragedia sono l’altra faccia della medaglia.

Nessuno finisce dentro per vagabondaggio, a Los Angeles, se indossa una camicia fantasia e un paio di occhiali da sole. Ma se avete le scarpe impolverate e portate un maglione pesante, come quelli che si usano dove fa freddo, state certi che non vi andrà liscia.

Poiché Alessandro Baricco, nell’introduzione, individua tre temi principali, chi sono io per non seguire le sue indicazioni?

La scrittura

Bandini desidera essere uno scrittore e, dato il racconto che gli hanno pubblicato, si considera già sulla buona strada. Il motivo di un’aspirazione del genere non ha nulla di aulico, bensì si tratta del modo che ha individuato per fare soldi, per uscire dalla mediocrità attraverso la propria penna.

E infatti, appena vende un racconto, Bandini parte per le strade del mondo a sperperare il denaro guadagnato, dimenticandosi dell’indigenza appena lasciata per affermare parodisticamente la propria personalità, il proprio rango di scrittore tra i poveracci, la propria magnanimità di essere umano superiore.

Per riuscire a partorire pagine interessanti, decide che deve vivere le strade di Los Angeles, perché tutto ciò che capita diventerà racconto, anzi vive proprio in funzione del racconto, ciò che gli accade viene trascritto nella sua testa in diretta. Il problema di Bandini è che della vita reale ha paura, sa che deve farne esperienza ma teme di trovarsela davanti: uno stallo insanabile tra aspirazioni, desideri e timori.

Si allontanò in tutta fretta, lasciandola lì a guardarlo e a gridargli dietro delle parole che non afferrò. Proseguì per mezzo isolato, contento. Almeno gliel’aveva chiesto. Aveva capito che era un uomo. Dalla gioia, si mise a fischiettare. Girare per la città: quello sì che era un modo per fare esperienza. Noto scrittore parla della notte con una donna di strada. Arturo Bandini, famoso scrittore, rivela i suoi rapporti con una prostituta di Los Angeles. I critici gridano al capolavoro.

Alla fine sarà l’unico campo in cui riuscirà, traendo spunto davvero dalle esperienze di vita. Il percorso è impacciato, ma il risultato è sorprendentemente riuscito.

Chiedi alla polvere

La religione

Bandini si dice ateo, ma l’impronta cattolica lo perseguita senza ritegno. Il rapporto con la religione è a dir poco discontinuo, giocato tra indifferenza, ribellione e ricadute. Quello che lo tormenta è il senso di colpa: ogni volta che commette qualche azione non idonea, viene sommerso dal senso di colpa e i fatti esterni si trasformano prontamente in punizione.

Quello di Bandini diventa un dio grottesco, pronto a punire tutti per la colpa di uno, un dio a cui chiedere favori ma incapace di giustizia. L’apice viene raggiunto dopo il terremoto, che il protagonista vede come la punizione per i suoi atti impropri. Terremoto che, per altro, segna profondamente Bandini, inducendolo ad uno stile di vita meno insensato, anche se non del tutto, naturalmente.

Pregai; certo che pregai. Per ragioni sentimentali. Dio onnipotente, mi dispiace di essere diventato ateo, ma hai mai letto Nietzsche? Ah, che libro! Dio onnipotente, voglio essere onesto. Ti farò una proposta. Fai di me un grande scrittore e io tornerò alla Chiesa. A proposito, Signore, devo chiederti un altro favore: fa’ in modo che mia madre sia felice. Del vecchio non mi interessa; lui ha il suo vino e la sua salute, ma mia madre si tormenta sempre. Amen

L’amore

L’amore e il desiderio, in questo libro, rispecchiano la parabola della vita: un inseguimento continuo per arrivare ad essere infelici. Il gioco di girotondi amorosi è un perenne inseguimento, vicinanze senza soddisfazione, tormenti senza via d’uscita: se non le pagine di un libro.

Bandini si innamora follemente della cameriera messicana Camilla, che però non lo ricambia perché innamorata follemente del cameriere Sammy; in questo gioco a perdere si inserisce Vera che vorrebbe alleviare la solitudine tramite Bandini. Ci si rincorre, si cercano disperate alternative, si è ossessionati, si campa di speranza: la somma è infelicità, incompiutezza, disperazione senza sbocco. L’insanabile inseguimento di altro.

Il rapporto di Bandini con Camilla è simile a quello che ha con la vita: la brama senza saperla maneggiare. C’è così tanto rifiuto in questo romanzo da rimanerne sconcertati, un’incapacità di incastro dei sentimenti che sa così tanto di vita, di passaggio sepolcrale su questo mondo. Sempre che non ci salvi la scrittura.

John Fante – Chiedi alla polvereEinaudi
Traduzione: Mariagiulia Castagnone

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Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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