Sortilegi - Bianca Pitzorno

Sortilegi – Bianca Pitzorno

Sortilegi di Bianca Pitzorno contiene tre racconti: La strega, Maledizione e Profumo. L’archeologia, formazione universitaria dell’autrice, e l’amore per le storie sono elementi fondanti, come la qualità della scrittura che si contraddistingue per la ricerca attenta e impeccabile di un linguaggio che arriva dritto al cuore.

Sortilegi di Bianca Pitzorno

Quando solo un paio di mesi fa ho letto che da lì a poco sarebbe tornata in libreria Bianca Pitzorno con una sua nuova opera, il cuore ha iniziato a battere all’impazzata, o, per dirla con le parole di Prisca Puntoni, a fare “BUM BUM BUM”[1] per la troppa gioia. Ad alcuni può sembrare una reazione esagerata, posso capirlo (forse), ma per chi ama e ammira questa scrittrice una notizia simile è un vero toccasana per l’anima.

Comunque dopo quell’annuncio non restava che aspettare.

L’attesa fortunatamente non è durata troppo perché a marzo 2021 Bianca Pitzorno ha richiamato l’attenzione del pubblico attorno a un libro ricco e intenso dal titolo Sortilegi, ultimo capolavoro della scrittrice sarda edito da Bompiani. I tre racconti racchiusi in questo testo, La strega, Maledizione e Profumo, sono legati da un fil rouge magico e pongono inevitabilmente il lettore di fronte a scenari carichi di mistero.

Ne La strega si racconta la storia di Caterina Farcigli una bambina che, dopo aver visto sterminata tutta la sua famiglia dalla peste del ‘600 (sì, proprio quella narrata da Alessandro Manzoni che, diversamente da quanto si pensa, non colpì solo Milano ma diversi paesi del centro Italia), continua a vivere nel podere appartenuto alla sua famiglia con la sola compagnia degli animali e della natura, imparando ad affrontare tutte le difficoltà quotidiane. Ma la vita non dà a Caterina un attimo di tregua: nonostante il dolore, la solitudine, l’abbandono e i pericoli, una volta raggiunta l’età adulta viene accusata di essere una strega e per questo perseguitata.

Fu il quattro di giugno 1641 che la gente di Albieri sentì parlare per la prima volta di colei che, in seguito, anche dopo che se ne conobbero il nome e il cognome, venne designata dal popolo come “la sconosciuta di Vallebuja”.[2]

In Maledizione approdiamo in Sardegna e conosciamo Vittoria Palmas, una trovatella destinata a essere solo una domestica per tutta la vita. Lungo il suo cammino però troverà qualcosa, o meglio qualcuno, che riuscirà a strapparla al suo destino. La giovane coppia assai innamorata diventerà, però, destinataria di una maledizione ricamata su tovaglietta commissionata dalla gelosia in persona. L’augurio di sventure non produrrà i suoi effetti grazie all’intervento inconsapevole di una fanciulla.

Pensando che nella vita la neonata avrebbe dovuto affrontare e vincere moltissime difficoltà, la chiamò per buon auspicio Vittoria.[3]

In Profumo, ultimo breve racconto che chiude questo libro, veniamo catapultati a metà del ‘900 ed entriamo in una storia in cui i protagonisti sono il vento, i biscotti, la loro misteriosa ricetta e il viaggio da un continente all’altro, dalla Sardegna all’Argentina, di un pezzo di carta velina che profuma di dolce.

Nella stiva del transatlantico, nascosto in una delle sacche di grossa tela della posta proveniente dall’Italia, viaggia un plico e dalla sua carta si spande attorno un profumo, un profumo forte, potente eppure leggero… nessuno ne aveva mai annusato uno così buono e seducente, un profumo incantatore.[4]

Alcuni documenti storici, la caccia alle streghe, la tovaglietta ricamata che si trova nella sezione etnografica del Museo Nazionale “G. A. Sanna” di Sassari , l’antica ricetta dei “biscotti di vento” gelosamente custodita da una famiglia di un paesino della Sardegna: non possiamo fare a meno di notare come l’archeologia, formazione universitaria di Bianca Pitzorno, e l’amore per le storie siano elementi fondanti dei suoi racconti. Infatti le trame nascono sempre dal reale e dalla voglia di indagare il mondo, ed è forse questo uno dei motivi per il quale il lettore riesce a perdersi per poi ritrovarsi, a porsi degli interrogativi, a emozionarsi, a indignarsi, ad arrabbiarsi e a gioire con i protagonisti.

Un altro motivo riguarda senza ombra di dubbio la qualità della scrittura della Pitzorno che si contraddistingue per la ricerca attenta e impeccabile di un linguaggio che arriva dritto al cuore.

Spunti didattici:

Alcuni romanzi di Bianca Pitzorno potrebbero essere letti dalla terza primaria, altri invece sono adatti per alunni più grandi, ma una cosa è certa: indipendentemente dal momento di inizio, i suoi libri non ci lasceranno mai.

Nello specifico la lettura di Sortilegi, viste le tematiche e le situazioni che descrive, è consigliata a partire dalla scuola secondaria di primo grado in quanto strumento utile per capire e conoscere alcune realtà storiche. L’insegnante potrebbe sia offrirsi di leggerlo insieme agli studenti, sia consigliarlo come lettura individuale: in entrambi i casi è una garanzia letteraria sia per chi ascolta sia per chi legge.

p.s. una coraggiosa insegnante della V primaria potrebbe altresì provare a goderne con i suoi studenti anche per visionare diverse epoche storiche: il bello di leggere ad alta voce con i propri ragazzi è proprio quello di avvicinarli a letture in cui da soli non si addentrerebbero.

Lo consigliamo a… a chi è superstizioso e a chi non lo è. A chi ha voglia di incontrare altre vite, altre infanzie e altri mondi.


[1] B. Pitzorno, Ascolta il mio cuore [1991], Milano, Mondadori, 2006.
[2] B. Pitzorno, Sortilegi, Milano, Bompiani, 2021, p. 53.
[3] Ivi, p. 107.
[4] Ivi, pp.  131-132.

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Su Francesca Izzo

Nel 2018 mi hanno regalato, credo per sbaglio, una laurea in Scienze della Formazione primaria, ma non ho la minima idea di quale piega prenderà la mia vita. La cosa certa è che sono una pessimista davvero brava (modestamente), una che il bicchiere mezzo pieno non sa nemmeno cos’è! Nonostante questa premessa poco entusiasmante, ci sono cose che amo e che mi rendono una persona migliore, come i libri, la musica, il cibo, l’Inter, e un altro paio di cose

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