Bertolt di Jacques Goldstyn

Bertolt – Jacques Goldstyn

Bertolt di Jacques Goldstyn è una storia che accompagna dolcemente il lettore attraverso le scoperte dei bambini e la riflessione del mondo che li circonda, tra domande interiori importanti verso una crescita personale.

Bertolt di Jacques Goldstyn

Bertolt

Mentre leggevo Bertolt, il testo di Jacques Goldstyn edito da Lupo Guido nel 2020, mi è subito venuto in mente il momento dell’intervallo vissuto dal punto di vista dei miei alunni che, come in ogni buona storia, si prodigano nel fare “cose” che ritengo a tratti normali, a tratti bizzarre. Si scende in giardino e si creano sempre tre gruppetti: chi raccoglie sassi, chi si nasconde nella siepe che diventa una casa, o un ristorante o persino una giungla, e chi mi chiede di poter andare a giocare sotto l’albero più grande del giardino. C’è anche poi chi ama star solo e “scrivere” con sassolini e foglie o riempire i vasi di terra per poi svuotarli e ricominciare. E poi c’è il protagonista del nostro libro, un bambino che – come alcuni dei miei – ama giocare con il suo amico Bertolt, un albero di 500 anni, che inizialmente si interroga sulla sua stranezza: tutti giocano con altri, ma a lui piace essere solitario: pesca da solo, cucina da solo, gioca a scacchi da solo, esce di notte da solo. Si può? O non si può?

Secondo me, si può. Senza troppi stress. Anche secondo lui si può, e fregandosene del parere degli altri, vive avventure solitarie o accompagnate da Bertolt.

Bertolt

Lo vediamo arrampicarsi e sbirciare altre vite dall’alto dei rami (tanto da lassù quando Bertolt è ricoperto di foglie nessuno lo becca, ma lui becca tutti) e vivere in compagnia di moltissimi amici: scoiattoli, corvi, cicale, picchi e anche un grande gufo che però dorme tutto il giorno e va rispettato. Ci sono anche le api, importantissime: non fanno nulla, a meno che tu dia loro fastidio (come tutti poi, no?). Tutto l’anno il nostro protagonista attende la primavera perchè è il periodo in cui gli alberi si ricoprono di gemme e di foglie: tutti infatti si risvegliano: il salice, il tiglio, l’olmo e il pruno. E Bertolt? Come mai ancora non si è risvegliato? È forse morto? Ma come si può capire la morte di un albero?

Bertolt

Non è comprensibile come quella di un animale, come lo si può dire? E cosa si può fare per far sì che Bertolt non diventi legna da ardere o mobili d’arredo? Cosa farà il bambino per aiutare il suo più caro amico?

Bertolt

Bertolt è una storia che accompagna dolcemente il lettore attraverso le scoperte dei bambini e la riflessione del mondo che li circonda, tra domande interiori importanti verso una crescita personale.

Spunti didattici:

Bertolt può essere proposto ai bambini dalla scuola dell’infanzia sino alla scuola primaria per guidarli verso diverse tematiche a cui avvicinarsi: il rispetto di sé e degli altri, la natura, gli animali e anche la stereotipia o il pregiudizio che spesso si ha nei confronti di qualcosa di diverso da noi. Ma anche tematiche più forti come la morte e il superamento della perdita di qualcuno a noi caro.

Lo consigliamo a… tutti coloro che amano star soli, ma anche chi non ama farlo, perché possa imparare a rispettare la dolce solitudine altrui. E lo consigliamo anche a tutti i tipi bizzarri perché si ricordino che “tutti i migliori sono matti”.

Jacques Goldstyn – BertoltLupoGuido
Traduzione: Gabriella Tonoli

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Su Ilaria Dui

Laureata in Scienze della Formazione primaria, specializzata in messaggi vocali dai 4 minuti in su, dottoranda in Netflix, amante di storie di qualsivoglia tipo, ladra di abiti di sorelle maggiori, carnivora di professione, goffa come secondo lavoro. Tra una pista da sci e il duomo di Milano, tra amici montagnini e amici San Carlini, mi piace pensare di poter percorrere diverse strade fatte di punti di vista diversi e dettagli opposti, il tutto con una vecchia auto perennemente dal meccanico grazie a un conto corrente perennemente in rosso

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