Milano City Marathon 2021 #14.2 – Quanto valgono 10 minuti?

Due mezze maratone a confronto, a distanza di 4 anni. Quando l’allenamento fa dimenticare persino l’età che avanza

Lo avrete anche capito oramai, in questo diario che parla di un avvicinamento a una maratona, tendenzialmente non si parla mai di corsa. Perché farlo sarebbe troppo banale, per questo io metto in campo le mie frustrazioni di allenatore mentre Agafan a ogni puntata intraprende un viaggio attraverso gli umori del suo corpo. 

Questa volta però, vuoi che dopo una giornata passata ad imbiancare di scrivere ho ben poca voglia, vuoi perché il dato sembra interessante, ho deciso di parlare di numeri. Nello specifico voglio mettere a confronto i risultati della mia Stramilano, datata 2017, con l’ultimo medio affrontato, di poco più di 21 km, percorso la scorsa mattina. Si tratta dei risultati di un povero incapace della corsa, ne convengo, ma nel loro piccolo, comunque significativi.

Le differenze tra le due prestazioni sono evidenti, soprattutto a livello cardiaco, la gara è stata corsa per 21 km con un battito al limite dell’inumano, mentre questo medio, come da tabella, è stato affrontato parecchio sottosoglia. Senza considerare il fatto che dopo la Stramilano sono stato sdraiato per tre giorni senza poter muovere un muscolo, mentre dopo questo medio, non dico fossi fresco, ma quasi. 

Tra le due prestazioni, l’unica vera differenza, dunque, oltre al fatto che sono più vecchio di 4 anni, è il puro e semplice allenamento. Se quattro anni fa affrontai la gara praticamente a cazzo di cane, cioè senza mai aver fatto una ripetuta o uno straccio di lungo superiore ai 13 km, questa volta la preparazione è partita da lontano, con consapevolezza e acume programmatorio.

Tutto questo per dire cosa? Nulla, in realtà. Come detto prima si tratta di risultati miserrimi, un maratoneta quei tempi li potrebbe tenere correndo sulle mani, però è soddisfacente vedere che anche una sega come me può migliorare nonostante l’età. 

Ah, per par condicio la prossima puntata metterò in piazza i tempi del mio compare che, noncurante di tutto, si sta avvicinando in maniera pericolosa alle mie prestazioni.

‘Sto ingrato figlio di puttana. 

 

 

 

Su massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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