Diario di una Maratona: vabbè, noi la facciamo lo stesso

È notizia di 5 giorni fa che la Milano City Marathon è stata nuovamente annullata e noi, che ci stavamo preparando da mesi a questo evento, l’abbiamo, come si dice nei palazzi nobiliari, presa letteralmente nel culo. Ma non ci vogliamo abbattere, tanto che questi maledetti 42 km li correremo lo stesso

Alla fine, quello che temevamo da tempo si è realizzato. La Milano City Marathon non si farà, o meglio, non si correrà la maratona per gli amatori, confermate invece la Maratona Elite e la gara staffetta. Cambierà anche il percorso, si correrà in un circuito di 7,5 km per consentire agli atleti di provare a battere i loro record, dato che con ogni probabilità la MCM sarà l’ultima maratona importante prima delle Olimpiadi. 

 Ma come l’abbiamo presa io e il mio atleta?

Beh, in un primo momento parecchio male: dapprincipio sono volate bestemmie tonanti, poi è subentrata la vena polemica (perché le staffette sì e la maratona classica per gli amatori no? Di certo non per contingentare gli accessi, e non mettiamola sulla questione della beneficenza, perché si poteva fare benissimo anche con le quote degli amatori) e, infine, come dei veri vulcani creativi, abbiamo fatto fioccare le idee per far fronte a questo ennesimo ostacolo. 

Accantonata fin da subito l’ipotesi di rientrare nella Elite (idea proposta da Agafan, probabilmente in overdose da endorfine) abbiamo deciso di correre la nostra gara lo stesso, in forma privata, il 16 maggio. 

Per farlo avremo bisogno di un percorso comodo (no attraversamenti pedonali, no salite e discese, no macchine impazzite) e l’aiuto di qualche anima pia che ci segua e ci rifornisca di acqua alla bisogna. Attualmente stiamo studiando il piano d’azione, che prevede analizzare i percorsi possibili (quasi certamente sarà un circuito, in ogni caso resteremo in Lombardia), valutare le possibilità, selezionare i collaboratori. 

Entro breve, dunque, dichiareremo il luogo e l’ora (il giorno già lo sappiamo) in cui proveremo a completare in maniera degna un percorso fatto di fatica, entusiasmo e dolori vari. Lo rendiamo pubblico perché se anche solo una persona dovesse decidere di scegliere noi e venirci ad accogliere all’arrivo, invece di omaggiare i partecipanti della staffetta della MCM, noi ne saremo felici. E vogliamo anche rilanciare, visto che ‘sta cosa dell’annullamento della gara per gli Amatori ci ha infastiditi non poco, rendendo pubblici i tempi di arrivo (o eventuali quanto probabili fallimenti) tramite la pubblicazione dei nostri account Strava e, sempre alla faccia degli staffettisti della Milano City Marathon, donando l’equivalente dell’iscrizione alla MCM a un’associazione rigorosamente laica. 

Su massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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