Pooh Reunion – Le mie 5 canzoni preferite

Nell’attesa dell’imminente reunion dei Pooh in programma da giugno tra stadi e arene, è giusto che io faccia ammenda. Non credo di essere l’unico a cui piace qualcosa di cui si vergogna. Quando ti formi un gusto leggermente più attento della media, ti rapporti pure con soggetti che non ascoltano/guardano/leggono ciò che va per la maggiore e magari insieme vi lamentate di quanto il mercato soffochi la vera creatività e di come siano solo le cose facili ad arrivare al grande pubblico.

Tutto giusto, ma nell’animo di tutti si nasconde un angolo oscuro, un lato molle che subisce l’influenza di ciò che non dovrebbe incontrare il proprio gusto. Però è così e negarlo è possibile ma non salutare, significa frustrare una componente, seppur piccola, presente nel puzzle della nostra personalità. Naturalmente sono moltissime le ragioni di tali debolezze che affondando le radici in ricordi d’infanzia, in legami di amicizia o, semplicemente, nel gusto che ha preso vie distorte.
Comprendo che a frenarci sia la paura che l’essenza di un uomo si annidi nelle sue debolezze piuttosto che nella sua forza e, se così fosse, rispecchiarci in certe debolezze rimetterebbe in gioco il nostro stare al mondo. Personalmente ho superato questo scoglio, l’avanzare dell’età non solo ha abbattuto le barriere della vergogna, mi spinge fino a confessare ai quattro venti i miei punti deboli, chiaro segno di senilità precoce… d’accordo non precocissima ma leggermente in anticipo.
Bene, tra le mie inconfessabili curvature dell’anima figura la passione per i Pooh. Certo non una passione profonda, non conosco bene la discografia ma solo alcune delle canzoni più famose. Però mi piacciono e me le riascolto volentieri, di solito in slanci totalizzanti, per cui metto su una carrellata di pezzi che esauriscono la dose periodica. Non essendo un intenditore di Pooh dovrei astenermi dal fare una classifica delle loro canzoni, io dichiaro comunque, sull’onda dell’esibizione sanremese, le mie cinque preferite.

5. Notte a sorpresa
D’accordo, una pazza nottata di Facchinetti non prenderà le stesse vie di quella di Richards, ma con quegli occhi e quegli acuti può dire la sua.

4. Quando una lei va via
Crederci ancora per rendersi conto che è finita, con quella rabbia composta propria dei Pooh “so che a casa non ti troverò, so persino dove sei, ma se aspetti che ti cerchi io puoi morire insieme a lui”

3. Ci penserò domani
Una stronza, niente di più e niente di meno, una che quando viene lasciata torna a cercarti e ti dice di restare come sei, pur se a lei non bastava.

2. Pierre
Di questi tempi direi che risulta attuale. I Pooh che raccontano un travestito, ai confini della realtà.

1. Ultima notte di caccia
I Pooh che raccontano una vicenda di falso amore tra un indiano e una donna bianca, quello che è stato fatto agli indiani d’America è troppo pure per loro e se lo è per loro come potrebbe non esserlo per voi?

Batte il suo tempo sempre esatto
il forte tamburo del petto
cuore di guerra sempre attento
cuore di quercia nel vento.
Luna di maggio brucia il legno
per una donna ed un sogno
biondi capelli stretti fianchi
per una donna dei bianchi.
Occhi di donnola, bocca di fragola
pelle di nuvola, freccia che penetra.
Luna di maggio gialla falce
grido d’amore dell’alce.
Ombre di carri nella sera
fuochi di gente straniera.
Fiamme che ballano, occhi di cenere
resta invisibile, l’attimo giusto verrà.
Lei ha detto che verrà e lingua di serpente lei non ha,
nei suo corpo tiepido la sete del tuo sesso scioglierà
per altre notti ancora il frutto si aprirà
il lupo di frontiera nutrirà.
Stan giocando gli uomini, la bocca all’acquavite e gli occhi a lei
si sentono invincibili non sanno che li guardi e che ci sei.
La luna le sue spalle d’argento vestirà
l’amante del ribelle lei sarà.
Notte di corsa senza fiato
notte di volpe in agguato
batte coraggio nella pelle
fra l’agrifoglio e le stelle
porta la donna tua dentro la terra tua
dentro la gente tua dentro la storia tua.
Fuochi nel campo tutti spenti
mordi l’attesa tra i denti
vengono passi sul sentiero
mordi tra i denti il respiro.
Quella è la donna tua quella è la forza tua
gli uomini pallidi non la vedranno mai più.
Lei ha detto che verrà e lingua di serpente lei non ha
sul tuo corpo d’albero la seta del suo sesso scioglierà.
L’aurora le sue spalle di rosso vestirà
l’amante del ribelle lei sarà.
Ultima luna del tuo viaggio
cuore di puma selvaggio
vengono passi sul sentiero
un lampo di luce uno sparo.
Occhi di donnola, bocca di fragola,
pelle di nuvola, freddo che penetra.
Batte il suo tempo strano e stretto
il forte tamburo del petto
cielo pesante come roccia
l’ultima notte di caccia
luna che scivola dietro una nuvola
fiato di polvere senza capire perché.
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Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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