Formula 1 2015 – GP di Singapore – A crederci ancora non si fa peccato

Formula 1 2015 Gran Premio di Singapore, una gara tutta “perFettel”! Nella città stato del leone il tedesco conquista la terza vittoria stagionale davanti alla Red Bull di Ricciardo e all’altra Ferrari di Kimi Raikkonen.

Già le qualifiche di sabato ci hanno fatto vedere qualcosa che non accadeva da ben 1155 giorni. Pensate all’epoca il presidente della camera era ancora Gianfranco Fini, oggi si parla di lui a Chi l’ha Visto. Quanta pazienza abbiamo dovuto avere e quanti rospi abbiamo dovuto ingoiare. Una vittoria tutta da gustare che a differenza delle altre due (Malesia e Ungheria) ha visto le Mercedes ritornare sul pianeta Terra. Hamilton, infatti, si è dovuto ritirare per un problema al motore e Rosberg (4° all’arrivo) non ha avuto il ritmo per stare con il gruppo di testa.
A questo punto ci si potrebbe chiedere come la situazione sia potuta cambiare così tanto nel giro di qualche settimana. Ciò può succedere per due motivi: primo perché la Formula 1 ha la memoria corta e secondo perché nello sport tutto può accadere altrimenti non riusciremmo neanche a spiegarci come la nostra Vinci abbia potuto vincere sulla Williams. Sicuramente, a Maranello, mentre noi eravamo al mare, si è continuato a lavorare soprattutto sull’aerodinamica, con tanti piccoli impercettibili cambiamenti, ritornando alla vecchia conformazione delle pance e rivisitando il fondo vicino alle ruote posteriori. Modifiche che hanno dato i loro frutti già nel Gran Premio di Monza, dove Vettel è arrivato secondo dietro al solito Hamilton.
La Mercedes, invece, credo stia lavorando su due aspetti fondamentali. Innanzitutto stanno cercando di capire se il nuovo motore, più potente rispetto al precedente, abbia il livello di affidabilità richiesto per vincere un campionato del mondo. Inoltre devono ancora risolvere i problemi di pressione bassa che hanno avuto a Monza (e probabilmente anche nei Gran Premi precedenti) e per i quali hanno rischiato di prendere una penalità dopo quella gara. A Monza la Mercedes è stata assolta perché il regolamento non prevedeva espressamente delle penalità a chi non rispettava i limiti di pressione indicati dalla Pirelli. Ora, dopo sole due settimane, il regolamento lo prevede. Fatto sta che sabato durante le qualifiche, in casa Mercedes, si lavorava ancora sulla pressione dei pneumatici perché non si riusciva a mandarli in temperatura. Allora ci si potrebbe anche chiedere se sul pianeta Mercedes le pressioni siano più basse rispetto al pianeta Terra e soprattutto se questo può aiutare a spiegare la netta superiorità rispetto a tutti gli altri.
In ogni caso credo che non si potesse immaginare un finale di campionato migliore di questo. Vettel ha dimostrato ancora una volta che il pilota conta e che i quattro titoli mondiali vinti con la Red Bull non sono stati solo merito di un certo Adrian Newey. Kimi dopo avere preso confidenza con la mano destra, con quella sinistra e con le leve della partenza (non più assistita elettronicamente) sembra essere un po’ più a suo agio all’interno della monoposto anche se i distacchi dal suo compagno di squadra rimangono importanti. Aggiungo anche che la sua conferma per l’anno prossimo è stata fondamentale per mantenere gli equilibri di squadra. Dopo questo Gran Premio credo che, in ottica campionato, con soli otto punti di differenza tra Rosberg (211 punti) e Vettel (203 punti), il secondo posto sia assolutamente abbordabile; se si aggiungono anche un paio di ritiri di Hamilton (252 punti) si potrebbe veramente iniziare a pensare che Vettel è l’uomo dei sogni che da tempo aspettiamo!

Su rossopero

Rosso perché a circa otto anni dicevo ai miei che da grande sarei diventato un pilota della Ferrari ( con mio padre che mi accompagnava ogni volta dal medico sperando in una cura). Però perché una volta guarito, mi sono dedicato ai primi esperimenti con la corrente elettrica iniziando a infilare le dita nelle prese, gironzolando a piedi nudi per casa. Con una percezione del rischio completamente azzerata e spinto da questa strana curiosità per le cose elettriche, ho preso la laurea in ingegneria dando fondo a tutti i miei risparmi. Rossoperò perché oggi mi ritrovo a lavorare sulle automobili, passando anche da Maranello, a un passo da quello che è stato il mio sogno. Seguo assiduamente la F1 e suono il sassofono…come non essere felice!

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