Pagelle Serie A 24esima giornata – È stata la giornata dei pareggi in Serie A: sei partite su dieci sono finite con la X sul tabellino, eppure il divertimento non è mancato. Basta pensare al tre a tre di Verona, con un’Inter davvero “pazza” che rimonta i tre gol (di testa) subìti.
Vince ancora il Napoli, in casa contro il Carpi. Marcatore, guarda un po’, Gonzalo Higuain: per lui tra il numero di partite giocate ed il numero di gol fatti non c’è differenza. E nella settimana che porta allo scontro diretto dello Juventus Stadium persiste il vantaggio di due punti sui bianconeri, che escono vincitori dal Matusa di Frosinone (due a zero). Speriamo sia un bello spettacolo, anche se il divieto di trasferta per i tifosi ospiti suona un po’ come una beffa. Ad essere sconfitto, ancora prima della partita, è il calcio italiano (ma è anche l’ennesima sconfitta di uno stato che non sa o non vuole gestire il problema annoso delle tifoserie organizzate ndr)
Ma, tornando alle vicende di campo, non ci si può dimenticare della Roma. Con l’arrivo di Lucianone Spalletti sono nove punti in quattro partite: il tecnico toscano ha portato serenità all’ambiente e, soprattutto, una nuova idea di gioco. Difesa a tre e velocità sulle fasce la fanno da padrona.
Nuovi sono anche gli interpreti che vanno in campo e, a questo proposito, va sottolineato l’impatto devastante di Diego Perotti.
Parliamo di uno che dopo neanche mezzo allenamento coi compagni è riuscito a fare la differenza alla prima partita contro il Sassuolo nel turno infrasettimanale, giocando intelligentemente da punta “mascherata”. Uno che, al debutto all’Olimpico contro la Samp, ha tirato fuori dal cilindro un destro al volo da applausi e, soprattutto, da tre punti.
Se poi ti chiami Diego e vieni dall’Argentina hai quasi l’obbligo di fare la differenza.
Voto 7,5. Ah, però(tti)!
Tra i tanti pareggi di giornata c’è anche quello di Bergamo. L’Atalanta di Edy Reja sbatte sul muro toscano: è zero a zero.
Ad erigerlo ci ha pensato Lukasz Skorupski, estremo difensore empolese proveniente dalla Roma. Con i suoi voli elastici ma efficaci è arrivato su ogni pallone indirizzato verso la sua porta. Nessuna differenza tra uscite basse, alte e tuffi a mezza altezza, esegue tutto con tranquillità e precisione: con la sua divisa verde e quel suo mood un po’ stravagante, sta facendo cambiare idea (in positivo) a molti.
Sì, perché a Roma lo scorso anno era il vice di De Sanctis, ma quando è stato chiamato in causa non ha mai convinto al 100%. Forse anche perché era troppo difficile pensare di emergere in un ambiente così esigente come quello della Capitale.
Dunque via verso una nuova meta, o meglio verso una nuova porta da difendere. Ad Empoli non c’è tutta questa pressione e per Skorupski tutto è più facile. Comanda la difesa ed aiuta i compagni con grande sicurezza. Chissà che il prestito ad Empoli non possa facilitargli la via del ritorno a Roma…
Voto 7. Un ragno.
In fondo alla classifica rimane il Verona che, però, nel turno infrasettimanale ha ottenuto la prima vittoria in campionato (due a uno contro l’Atalanta).
Con l’ottima partita contro l’Inter nel weekend appena trascorso, la truppa di Delneri sta dando il massimo per provare una rimonta che avrebbe dell’incredibile. Bisogna ricordare che negli ultimi anni sono state poche le squadre che hanno saputo porre rimedio ad un girone d’andata disastroso, salvandosi miracolosamente. Una di queste è il Sassuolo 2013/2014.
Ma i veronesi ci credono comunque e Delneri sta dando una grande mano ai suoi giocatori. Come prima cosa ha sistemato i suoi con un 4-4-2 che più classico non si può: due ali con grande corsa e dinamismo (contro l’Inter Fares e Wszolek) e due attaccanti di grande livello come Toni e Pazzini.
Poi ha individuato in Gollini il portiere titolare, affidando al giovane portiere classe ’95 le chiavi della difesa. Contro l’Inter si è visto il risultato: il “Gollo” ha sfoderato due o tre interventi da ottimo portiere, nonostante l’imperfezione sul gol subito.
Delneri punta sulla linea verde, come dimostrano anche gli acquisti del mercato di gennaio e la riconferma di giocatori come Viviani e Ionita. Anche il pubblico ci crede ancora e continua ad incitare i calciatori.
Rimane un solo dubbio: come farà mai il buon Delneri a pronunciare giusto Wszolek con la sua parlantina? Ma soprattutto, il giovane polacco capirà le “dritte” del suo allenatore? Al momento sembrerebbe di sì.
Voto 6,5. In risalita.
La zona salvezza è al momento rappresentata dai ventiquattro punti della Sampdoria. Proprio la squadra di Montella è in una fase di crisi interminabile: viene da pensare che l’Aeroplanino non sia riuscito a mettere le ali alla sua squadra. E i numeri confermano le supposizioni: otto punti in tredici partite sono una miseria.
Rispetto alla gestione di Zenga la fase offensiva sembrerebbe migliorata, perché la squadra crea di più.
I problemi sono tutti là dietro, dove la Samp fa solo disastri. Moisander e Silvestre non sono mai entrati in condizione in questo campionato, mentre l’arrivo di Ranocchia ha risolto qualcosa. Sì, ma in favore degli avversari.
Anche a Roma si è vista questa difficoltà nel difendere in maniera compatta, il gol dell’uno a zero romanista è la dimostrazione lampante. Sembra quasi che aleggi un sentimento di abbattimento e di sconforto. Ma la cosa più strana è che un allenatore così preparato e dei giocatori discretamente capaci possano lottare per non retrocedere. Ma nel calcio di oggi capita anche questo.
Voto 5. Atterraggio d’emergenza.
Un’ultima menzione tra i bocciati è di dovere. O meglio, è per Doveri. L’arbitro di Napoli-Carpi ha sorpreso tutti quando, per un fallo su Insigne, ha ammonito per la seconda volta il centrocampista Bianco del Carpi. In realtà il fallo da cartellino giallo era di Zaccardo, che cerca di convincere l’arbitro dell’innocenza del compagno.
Troppo tardi, il danno ormai è stato fatto. Rosso a Bianco, questione di sfumature.
Voto 5. Scusarsi ora è un… Doveri.