Strana, la domenica uggiosa di fine agosto. Strano, non vedere più campioni del calibro di Pirlo, Tevez e Vidal giocare nel nostro campionato. Strani, gli esiti di questa prima giornata di Serie A. È stato vero campionato? Ai posteri l’ardua sentenza. Perché è troppo difficile capirci qualcosa dopo soli novanta minuti.
Chiedetelo ad Allegri, che ha perso inaspettatamente al debutto con l’Udinese. Dov’è finito il gioco dello scorso anno? Dove sono le certezze di una Juve ritrovata? Ma soprattutto, dov’è Dybala? La Juve stecca e il conte Max fa delle scelte piuttosto discutibili, come quella che relega il talento argentino ex Palermo in panchina dal primo minuto. L’ingresso del numero 21 (ah, che tristezza non vederlo più sulla maglia di Pirlo!) ha comunque dato un po’ di vivacità all’attacco bianconero, fino ad allora pressoché inconsistente. Gli ingressi di Isla e Llorente (due giocatori in esubero) non hanno fatto altro che aggravare la posizione dell’accusato Allegri. “Massimiliano sei arroghente” gli disse Sacchi col suo proverbiale accento in un battibecco televisivo. Allegri ha peccato di arroganza (e perché no, di sufficienza) anche ieri fidandosi troppo dei suoi giocatori. L’Udinese espugna lo Stadium, i tifosi fischiano. Max non ci ha davvero capito nulla in questa serata, la vera prova del nove sarà domenica prossima all’Olimpico contro la Roma. Voto: 4,5. Peggio di così era difficile.
C’è chi sbaglia per arroganza e chi per… inesperienza. È il caso del Carpi di Fabrizio Castori, alla prima assoluta in serie A. Sicuramente sia il tecnico che i giocatori speravano in una partita molto diversa, ma le colpe vanno condivise. Al di là delle scelte dell’allenatore, dettate anche da un mercato ancora in divenire, è chiaro che la scarsa abitudine a certi palcoscenici può fare brutti scherzi. E’ proprio questo che porta il terzino Letizia a fare un fallo da rigore molto ingenuo, Lasagna a non essere “affamato” di gol e poi Gagliolo (unico superstite della scalata dalla Serie D alla A) ad essere in balìa degli attaccanti avversari. È solo l’inizio, ma l’impressione è che senza una radicale svolta nella mentalità di gioco della squadra, la strada per il ritorno in B sia in netta e triste discesa. Non basta più difendersi e ripartire, perché a lungo andare le compagini di A riescono a trovare il varco per abbattere il “muro” emiliano. A tal proposito c’è un dato che più di tutti illustra la debolezza del Carpi nel salto di categoria: i gol subiti la scorsa stagione in B furono 28. E’ bastato un antipasto di massima serie per mettere in crisi la sicurezza difensiva degli emiliani (risultato finale 5-2). Cinque gol subiti, cinque uomini a centrocampo (che non sono serviti a controllare le sfuriate di Soriano & co). Voto: 5. Per lo meno ha avuto un barlume di orgoglio nel secondo tempo.
Nella prima serata di Serie A c’è anche un pizzico di malinconia. E’ quella che hanno sicuramente provato i tifosi dell’Empoli quando hanno visto i propri giocatori arrendersi ad un Chievo tutt’altro che stratosferico. L’anno scorso la sfida si chiuse con un netto 3-0 in favore dei toscani. Ieri sera, dopo l’iniziale vantaggio di Saponara che aveva illuso i tifosi, la situazione è precipitata verso un triste 3-1 per i clivensi. L’arrivo di Giampaolo in panchina aveva generato molte critiche, che da oggi saranno ancora più forti. Troppo fragile la retroguardia empolese, orfana di Sepe, Hysaj, Rugani e soprattutto del maestro Sarri. Movimenti scoordinati e marcature disattente l’hanno fatta da padrona in un Castellani che pareva depresso e quasi già rassegnato alla retrocessione. Le uniche speranze sono Maccarone, che vive una seconda giovinezza, e Saponara, un talento che meriterebbe una vera chance a livelli superiori (alla faccia del Milan). I grattacapi per Giampaolo sono tanti, speriamo abbia il coraggio di affrontarli e risolverli senza scappare nel nulla come fece a Brescia due anni fa, quando si perse ogni sua traccia. Il pessimo esordio gli costa un’insufficienza piena, che soltanto una prestazione coi fiocchi a Milano sabato prossimo potrebbe ribaltare clamorosamente. Voto 4 (senza alibi).
Tra gli altri grandi bocciati di questa prima giornata di Serie A inseriamo sicuramente la Roma, nonostante i cambiamenti in attacco si è dimostrata ancora troppo prevedibile negli schemi e nelle giocate. Senza dimenticare qualche malumore di troppo nel gruppo (come la dura reazione di De Rossi alla sostituzione). Voto: 5. Anche il Milan non può certo dormire sonni tranquilli: la coppia difensiva Ely-Romagnoli, tanto lodata nelle prime uscite estive, si è rivelata un flop (peccati di gioventù, i due insieme raggiungono i 41 anni d’età). Voto: 4,5.
Un’ultima menzione tra le bocciature va fatta a Fabio Caressa, grande voce del calcio italiano, che ieri forse sentiva ancora l’aria di vacanza. L’incredibile serie di imprecisioni nel nominare i giocatori (Bruno Peres anziché Bruno Fernandes, Iturbe al posto di Iturra) e l’eccessiva tendenza ad “invadere” il territorio del commento tecnico di Beppe Bergomi sono solo alcune delle note negative mostrate. Sarà pur vero che i giorni del “CAAAANNNNAAAVARO” o dei “CAMPIONI DEL MONDO” sono lontani e ormai passati, ma da un grande professionista come lui ci si aspetta un racconto comunque preciso ed imparziale.Si riscatterà sicuramente nelle prossime giornate, non sono solo i calciatori a sbagliare una partita… Voto: chiudete le valigie e ci vediamo alla seconda di campionato, Beppe.
Ma, tornando al campo, se le vere big sono partite male, chi sono i grandi vincitori di questa giornata?
Senza dubbio la Fiorentina e Paulo Sousa. Grande organizzazione difensiva, possesso palla di qualità e tantissimo talento in zona offensiva. In questo senso, c’è un giocatore della Viola che merita la copertina: Josip Ilicic. Un genio costantemente incompreso e spesso fischiato, che con Sousa sembra essere rinato. Corre, inventa e segna. Ma non solo, difende anche! Gli serviva proprio una grande iniezione di fiducia per tornare ad essere il giocatore sublime visto a Palermo, il rigore procurato e poi segnato è solo la ciliegina sulla torta di un ottimo debutto. Da esubero a punto di riferimento, con lui la Viola può tornare a sognare. Voto: 7 (con ampi margini di miglioramento).
Incredibile come le gerarchie di questa serie A siano state momentaneamente stravolte, incredibile (o forse no) come l’Udinese riesca a vincere allo Juventus Stadium. In fondo in cuor suo Stefano Colantuono, allenatore dei friulani, sentiva di poter fare l’impresa. Intervistato in settimana, aveva detto di voler provare a “fare uno sgambetto” al suo amico Allegri. E ci è riuscito con una straordinaria prestazione della sua squadra: una difesa impenetrabile grazie alla fisicità di Danilo ed Heurtaux, la corsa di Edenilson e del Roberto Carlos della Mesopotamia(!) Alì Adnan, il sacrificio in copertura di giocatori come Bruno Fernandes e Thereau. Anche senza il genio di Di Natale (sostituito nel secondo tempo), un’atipica Udinese riesce nello scherzetto tutto bianconero e fa felici i tifosi friulani giunti a Torino. Voto: Otto (volante). Davvero strana questa domenica di fine agosto.