Al termine di un weekend di festa (per chi scrive), ci si ritrova a celebrare una ricorrenza piuttosto insolita: era da ventuno anni che Juve, Milan e Inter non perdevano nella stessa giornata di Serie A. L’ultima volta? Il 16 ottobre 1994: Inter-Bari 1-2, Foggia-Juventus 2-0 e Padova-Milan 2-0.
È accaduto di nuovo e questo crea degli orizzonti di grande incertezza nel nostro campionato. Qual è ora la maggiore candidata per lo scudetto? Le quote dei bookmaker si aggirano attorno al 3 per quanto riguarda Juve, Inter e Roma. Ma i cinque punti in classifica dei bianconeri sono molto più di un campanello d’allarme, mentre Roma e Inter viaggiano tra alti e bassi.
“… Dunque, per il tricolor, chi si mette in posa? Forse anche la Fiorentina di Paulo Sousa?…” In rima ed in perfetto stile poetico, Firenze gode e si gode questa squadra. La fantasia (poetica?) di Borja Valero e Ilicic si coniuga con la concretezza di Kalinic, centravanti tuttofare. Grande prestazione (1-4) a San Siro, con tre gol segnati dopo 23 minuti. I giocatori della Viola sanno bene cosa fare, senza farsi intimorire dal blasone dell’avversario. D’altronde era stato lo stesso Sousa che, a precisa domanda, aveva affermato che sarebbe andato a Milano per vincere. Detto fatto.
L’approccio alla partita ha fatto la differenza: si capisce subito dai particolari che la Fiorentina è davvero concentrata. Il pressing iniziale su Handanovic è l’esempio lampante di come i viola siano davvero dentro la partita. Ancor prima che sul campo la Fiorentina ha vinto a livello psicologico. Pensare prima di giocare, un motto tutt’altro che segreto.
Voto 8. Cogito ergo…. Sousa
Vince la Viola, vince anche il Napoli. Nonostante il piccolo passo falso a Modena contro il Carpi nell’infrasettimanale, gli azzurri si sono ritrovati battendo 2 a 1 la Juve. Non è il classico modo di dire: con Sarri in panchina tanti giocatori partenopei hanno davvero ritrovato il gusto e la voglia di giocare a calcio.
Uno di questi è Jorge Luiz Frello Filho, meglio conosciuto come Jorginho. Ringalluzzito dalla concorrenza di Valdifiori, tanto acclamato in estate, si è ripreso il centrocampo del Napoli. Giocate di prima, tanta corsa a supporto dei compagni nelle situazioni di gioco più difficili e lanci di precisione chirurgica. Non è più il ragazzino timido che si limita a fare il suo compito e mettere insieme due passaggini insignificanti.
Contro la Juve ha messo in mostra le sue qualità, ringhiando su ogni pallone e facendo vedere che lui in una grande squadra ci può davvero stare. Insieme ad Allan e Hamsik forma (per ora) il centrocampo migliore di questa Serie A.
Voto 7. Rinvigorito
Da un centrocampista all’altro. Perché questo è stato il weekend del riscatto anche per Marco Benassi, centrocampista del Torino. Dopo un avvio di campionato ad osservare i suoi compagni dalla panchina, ha colto al volo l’opportunità concessagli da Ventura. Il gol del momentaneo 2-0 contro il Palermo è una perla di rara bellezza che qualcuno ha osato paragonare al gol di van Basten con l’Olanda agli Europei del 1988.
A proposito di Europei, è proprio dalla competizione continentale under 21 di questa estate che Benassi non gonfiava la rete. Già allora si era capito di che pasta era fatto il ragazzo.
Sarà questo l’anno della sua consacrazione definitiva? Tutto è possibile, per il momento a goderselo sono Ventura e i tanti fanta-allenatori che su di lui hanno puntato tanto all’asta.
Voto 7,5. +3
Il giovane centrocampista del Torino proviene, tra l’altro, dal vivaio dell’Inter. Che amarezza per i nerazzurri! Una beffa nella beffa, dopo questo weekend di difficoltà.
Da sottolineare la prova negativa di Samir Handanovic, uno che di solito è abituato a salvare i compagni dalle brutte figure. Domenica sera è stato, però, il suo turno: uno sciagurato controllo di palla dopo pochi minuti è costato l’1 a 0, mentre alla mezz’ora avrebbe potuto evitare l’espulsione di Miranda con un’uscita alla Neuer fuori dalla propria area. Invece è rimasto tra i pali, sintomo dell’insicurezza che lo aveva ingabbiato dopo il primo episodio.
Serata storta che ben si concilia col disastro nerazzurro. Ma si è preso giustamente le proprie responsabilità.
Voto 5. Che faccio, esco?
Il portiere sloveno dell’Inter ha dovuto incassare: non solo i quattro gol della Viola, ma anche, verosimilmente, gli insulti dei propri tifosi. Chi ormai si è abituato a raccogliere il pallone in fondo alla propria porta è Zeljko Brkic, portiere del Carpi.
Una squadra onestamente di scarso livello, lo ha dimostrato anche contro la Roma nell’anticipo di sabato (5-1). Non basta qualche spunto di Borriello e Matos lì davanti, siamo di nuovo a parlare di una squadra inadeguata per la serie A (come nelle pagelle della prima giornata).
È triste da dire, perché in fondo tutti noi speriamo che prima o poi queste squadrette possano avere il loro momento di gloria. Che, per citarne una, possano trovarsi nelle zone alte della classifica come il Sassuolo ed il Chievo.
Ma per gli emiliani questo momento non sembra certo dietro l’angolo. Lo scialbo 0-0 contro il Napoli avrebbe dovuto essere un buon punto di partenza.
Voto 4. Falsa partenza
Ma il tecnico del Carpi, Castori, non è l’unico a rischio. Ci sono allenatori che cominciano ad affrontare i primi problemi (vedi Mihajlovic), mentre altri sono già quasi sicuri dell’esonero (Delio Rossi a Bologna).
C’è poi una panchina molto prestigiosa che comincia a scricchiolare. È quella di Max Allegri, nervoso ed innervosito dai pessimi risultati in campionato della sua Juve. I giornali già parlano di un ultimatum che gli avrebbe lanciato la dirigenza bianconera: alla fine di ottobre si capirà se Max rimarrà alla Juventus. Insomma, ad Halloween potrebbe essere riproposto il classico motto: dolcetto (ritorno tra le zone alte di classifica) o scherzetto (esonero inaspettato)?
Il momento non è dei migliori, sembra saperlo il conte Max quando esce dal San Paolo dopo la sconfitta con il Napoli per 2-1. Lo inquadrano ed ha un sorriso sarcastico. È pur vero che le sue squadre sono sempre state famose per una partenza tutt’altro che entusiasmante, ma questa sembra essere davvero deprimente.
I suoi giocatori sanno perfettamente che il momento è difficile, ma resta da capire se, per uscire da questa situazione, siano disposti a sostenere il proprio allenatore ed ascoltarne le direttive. Qualche dubbio su questo punto comincia a sorgere…
Voto 4,5. I dolori del giovane Max
Concludono la sesta giornata i due appuntamenti di lunedì: Frosinone-Empoli e Atalanta-Sampdoria.