Vedi il Napoli in testa e poi… perdi. Gli uomini di Sarri hanno esagerato coi festeggiamenti per la vittoria contro l’Inter e si sono dimenticati di entrare in campo a Bologna. Gli orrori di Albiol, Reina e di tutta la difesa napoletana hanno fatto gioire il Dall’Ara, mentre gli interisti godevano davanti alla tivù per il primato.
La Serie A ha una nuova capolista, sembra un gioco a chi rimane di meno primo davanti a tutti. Si avvicina anche la Juve, con un Dybala in versione Tevez, mentre la Roma fa un altro mezzo passo falso a Torino (1-1). In zona salvezza vincono Chievo ed Empoli rispettivamente contro Frosinone e Verona, che ora si trovano in una situazione ben poco felice.
Felice, invece, è l’aria che si respira a Sassuolo. La squadra di Di Francesco è giovane e spensierata ed è proprio questa spensieratezza a rendere migliore l’undici neroverde. Come testimonia il centrocampista Lorenzo Pellegrini, classe ’96 proveniente dalla Roma: titolare per la seconda volta in Serie A, gioca con grandissima personalità e grinta (ammonizione inclusa), trovando anche la rete del tre a zero momentaneo contro la Samp con un’incursione centrale. Non male, per un diciannovenne.
Il destino lo ha messo contro il suo passato: Montella, che lo ha allenato nelle giovanili giallorosse, subisce la terza sconfitta consecutiva sulla panchina blucerchiata anche per mano del giovane Pellegrini. “Hai aspettato proprio me per segnare?” gli ha detto dopo la partita l’Aeroplanino. L’impressione è che anche contro un altro allenatore e un’altra squadra, Pellegrini avrebbe fatto un’ottima partita. Segno di maturità, certo. Ma anche di grande spensieratezza.
Voto 7. Pronto.
Ma in Emilia non festeggia solo il Sassuolo. A Bologna i tifosi stanno letteralmente osannando Roberto Donadoni, la guida tecnica di alto livello che mancava ai rossoblù. La sua calma apparente si trasforma in grinta appena l’arbitro fischia l’inizio della partita, la stessa grinta messa in campo dai suoi giocatori contro il Napoli. Nei primi quarantacinque minuti i giocatori sembrano assatanati, corrono su ogni palla e coprono ogni spazio. La difesa è rocciosa, a centrocampo il giovane Diawara si trasforma nel Pirlo di turno, lanciando in porta un Mattia Destro letale sotto porta. La domanda sorge spontanea: con Delio Rossi avremmo mai visto un Bologna così? Difficile, per non dire impossibile.Dopo l’annata disastrosa di Parma, Donadoni si sta prendendo una grande rivincita nei confronti del mondo del calcio, che lo ha sottovalutato. Quasi prendendolo in giro.
Voto 7,5. Dona calcio.
Destro è rinato, Dybala pure. La Joya argentina è tornata ad essere imprevedibile, come a Palermo. Qualcuno dà i meriti ad Allegri, qualcun altro alla vecchia guardia juventina che ha responsabilizzato i giovani. La realtà è che un ragazzo come Dybala aveva ed ha solo bisogno di tempo: partita dopo partita sta diventando il punto di riferimento per ogni azione offensiva bianconera. Lui stesso ha ammesso che il lavoro “sporco” di Mandzukic lo favorisce, perché tocca a lui sfruttare gli spazi lasciati liberi dal gigante croato. Goleador e assist man, come ha dimostrato contro la Lazio. Deliziosa la giocata per l’autogol di Gentiletti, che veste i panni del vero rapinatore d’area. Peccato fosse nell’area sbagliata. Poi è fenomenale nel pescare l’angolo perfetto e beffare Marchetti.
Voto 7,5. Joyoso.
Dalla P di Paulo (Dybala) alla P di Palermo. Lì, dove misteriosi allenatori vivono nell’attesa di una ri-chiamata da parte del proprio presidente. Sembra possa accadere ancora, con il povero Ballardini che non è riuscito a fare ancora un solo punto sulla panchina dei siciliani. Dopo una lunga inattività è tornato ad allenare, una scelta molto rischiosa che sta dando i suoi effetti. Negativi. Anche oggi sconfitta per tre a zero, contro l’Atalanta. Se il Palermo fosse un prodotto commerciale, la sua pubblicità sarebbe senz’altro: “Alza la cornetta, Zamparini ti aspetta”. Iachini tornerà? Continuare con Ballardini potrebbe portare alla terza P: Purgatorio. La Serie B.
Voto 4. Call center.
C’è chi i disastri li fa in panchina e chi in campo. Toni Rüdiger non sta vivendo un momento molto semplice. In Germania è considerato il nuovo Mertesacker, ma forse il problema è proprio questo: Mertesacker non è propriamente un difensore insuperabile.
Ed ecco che anche il buon Toni mette in mostra tutti i propri limiti. Tecnici, soprattutto, perché il fisico non gli manca. È accaduto sabato a Torino: un suo stop maldestro ha dato il via all’azione che ha portato al rigore di Maxi Lopez per il pareggio granata. Due punti persi per la Roma. Certo, la colpa per il pareggio non è tutta sua. E va anche detto che il momento della squadra non lo aiuta. Ma un difensore titolare nella Nazionale Campione del Mondo non può permettersi queste sbavature.
Voto 4,5. Toni bassi.