Pagelle Serie A 2014-2015 – In campo e fuori la serie A ha garantito ancora una volta grande spettacolo. È stata un’altra stagione dominata dalla Juventus, sarà difficilissimo invertire la tendenza per le altre grandi del nostro campionato: il primo tentativo in questo senso è rappresentato dalla caccia ai grandi nomi sul mercato.
Dunque, mentre si parla del possibile addio di Tevez alla Juve e del ritorno di Ibra al Milan, facciamo un passo indietro: ripercorriamo il campionato appena trascorso stilando un breve elenco dei promossi e dei bocciati. In tempo di consegna delle pagelle (quelle vere) agli studenti, ci improvvisiamo insegnanti e proviamo a dare il nostro giudizio sulla Serie A 2014-2015.
PROMOSSI
LUCA TONI – “Ammesso alla stagione calcistica successiva”. Impossibile non concedere questo onore al capocannoniere (in condivisione con Icardi) dell’ultima serie A, Luca Toni. 38 anni e 22 gol in campionato in una squadra che ha vissuto comunque momenti difficili, dopo l’ottimo campionato 2013/2014.
Nonostante un’apparente lentezza nei movimenti, la presenza di Toni in area è sempre un pericolo per le difese avversarie. Che rivincita per il centravanti di Pavullo! Quante volte avrà sentito dire: “Quest’anno, senza Iturbe che corre per lui, Toni non farà nulla”. Ed invece lo ritroviamo al top tra i promossi. Com’è strano il calcio, Luca.
La promozione nella nostra pagella coincide con la conferma al Verona: un altro anno di contratto per il capitano dell’Hellas. Chiuderà la sua splendida carriera a 39 anni suonati: nel frattempo riuscirà a stupirci ancora con qualche record?
EMPOLI FC – È vero, in molti penseranno che il vero ed unico promosso di questo Empoli sia Maurizio Sarri, uomo eccezionale nella sua semplicità. Ma, pensiamoci bene, quante società di Serie B hanno il coraggio di andare a prendere un allenatore così, dopo che è stato tristemente esonerato dal Sorrento (Serie C)?
Ben poche, probabilmente solo una: l’Empoli di Fabrizio Corsi. Una società esemplare che punta sui giovani non solo a parole, ma anche coi fatti. Sepe, Rugani, Saponara e Pucciarelli sono solo alcuni dei talenti valorizzati nel corso degli ultimi anni.
Empoli promosso a pieni voti, nessun “debito”. Neanche la notizia che Sarri non allenerà più la squadra la prossima stagione può cancellare quanto di buono fatto dalla squadra nell’ultima annata.
Ma non finisce qui: il prescelto per sostituire Sarri è Marco Giampaolo, reduce a sua volta da un deludente campionato in Lega Pro con la Cremonese. Sulla scia di Sarri la società empolese spera di ripetersi, per finire ancora una volta tra i promossi. Sognando un’altra salvezza tranquilla.
Annata fenomenale, complimenti all’Empoli.
MASSIMILIANO ALLEGRI – Non poteva non esserci nella nostra lista: Max Allegri è il vincitore reale e morale del campionato. Accolto con il lancio delle uova dai tifosi, non si è fatto intimorire dai continui paragoni con Conte. Dettaglio molto importante: non gli interessava vincere con 100 punti il campionato. No, a lui bastava vincere. L’aveva detto già a luglio ed è stato di parola, per poco non ci scappava il triplete…
Pur senza i famosi “cento euro” necessari secondo il suo predecessore per mangiare al ristorante, si è fatto una bella scorpacciata di titoli.
Ma oltre ai trofei vinti le grandi soddisfazioni sono l’exploit di Morata, il ritrovato rapporto con Pirlo e la capacità di passare gradualmente dal contiano 3-5-2 al suo 4-3-1-2. Probabilmente dalle parti di Milanello qualcuno si starà mangiando le mani.
BOCCIATI
IL “SISTEMA” DEL CALCIO ITALIANO – Nominato troppe volte, anche a sproposito. Il famoso “sistema” rievoca certamente brutti ricordi e fa quasi pensare alla “cupola” di Moggi, a un’entità non ben definita che governerebbe il calcio italiano.
Un sistema comunque ancora lontano dal modello di trasparenza e giustizia che dovrebbe avere: lo dimostra chiaramente il caos-Parma. Una situazione per la quale nessuno si è preoccupato seriamente fino a quando le conseguenze sono diventate tali da mettere a rischio la regolare prosecuzione del campionato.
Chi avrebbe dovuto controllare l’operato dell’accoppiata Ghirardi-Leonardi? Chi avrebbe dovuto evitare che il Parma fosse svenduto a gente come Taci e Manenti? Forse proprio il sistema. Lo stesso al quale molti presidenti, allenatori e giocatori si rivolgono con lamentele annesse dopo una sconfitta causata da una svista arbitrale.
Insomma, questo sistema è presente ovunque. Sarebbe ora che si facesse un po’ di chiarezza sui capi e sui compiti di questo organismo. Per il momento, bocciatura secca.
IL CALCIO MILANESE – Bocciatura secca e scontata anche per Inter e Milan. Impossibile puntare ad un posto in Europa senza un progetto di quelli veri.
I nerazzurri hanno cominciato con Mazzarri, facendo un mercato piuttosto ridotto che di certo non ha aiutato il tecnico ex Napoli. Un’annata cominciata male e finita peggio, perché neanche Mancini è riuscito a cambiare l’andazzo. Come si dice in questi casi, è evidente che la colpa non era solo dell’allenatore. Probabilmente è mancato anche un vero leader di spogliatoio: troppo facile dare le colpe solo a Ranocchia, che comunque non si è dimostrato all’altezza della fascia. Giocatori come Handanovic e Icardi avrebbero dovuto pensare di meno a rinnovi ed adeguamenti e concentrarsi di più sul campo.
La concentrazione è mancata sicuramente pure ai giocatori del Milan, anche se il gap tecnico (soprattutto in difesa) si è fatto sentire. Povero Pippo, che squadra ti sei ritrovato?
Certo, la sua inesperienza è stata palese in tante occasioni: nelle scelte di formazione, in quelle di mercato (era necessario chiedere con insistenza Cerci per poi farlo giocare così poco?) e nelle spiegazioni dei post- partita. Ma al primo anno di Serie A era anche prevedibile, la società avrebbe dovuto senz’altro tenerne conto. Il Milan non era da decimo posto, evidentemente neanche da Europa League.
Difficile, per entrambe le squadre, fare peggio di così.
SPRAY PER LE PUNIZIONI – Maledetti writers … Ah no, sono solo arbitri! Se all’inizio della stagione l’introduzione dello spray per mantenere la distanza poteva sembrare un’innovazione interessante, col passare del tempo si è rivelata una scelta inutile. Se non altro perché il 90% dei giocatori tende ad avanzare a piccoli passi in avanti e quasi nessuno, tra gli arbitri, verifica che al momento della battuta la distanza rimanga quella segnata. Uno strumento efficace, se usato nella maniera corretta e nel rispetto della regola. Attendiamo sviluppi in questo senso.