Serie A – Calcio. Stessa immagine, stadio diverso. Anche questa settimana i giocatori del Napoli hanno esultato sotto la curva, cantando e saltando insieme ai tifosi. Domenica, a Frosinone (5-1), l’esultanza valeva il titolo di campione d’inverno: un titolo tanto insignificante quanto confortante visti i precedenti (due volte su tre il Napoli è diventato campione, dopo aver vinto il girone d’andata).
L’importanza dei numeri a Napoli va oltre tutto: diciotto i gol di Higuain in diciotto partite, due sole le sconfitte finora in campionato. E quarantuno sono i punti fatti nel girone d’andata.
Ma il numero più “pericoloso” è il novanta, la paura: la paura di pronunciare quella parola maledetta (Scudetto, ops!) che a Napoli può essere sinonimo di tanta, tanta sfortuna. O meglio, iella.
La squadra gioca davvero bene, sbaglia pochissimi passaggi ed è molto organizzata in difesa. Arrivano anche i complimenti di Maradona che probabilmente si è accorto della sua uscita infelice sul gioco di Sarri. Diciamocelo, era decisamente meglio quando faceva parlare di sé per le sue giocate sul campo.
Quel campo che premia i partenopei, campioni d’inverno.
Voto 8. Cinquina!
Cinque i gol del Napoli, cinque almeno le parate decisive di Andrea Consigli del Sassuolo contro l’Inter. Fenomenale soprattutto su Ljajic alla fine del primo tempo, con un colpo di reni straordinario. Da far vedere a tutti i giovani portieri.
Che storia, quella di Consigli! Mercoledì scorso ha commesso un errore grave contro il Frosinone, lasciandosi scappare un tiro innocuo e facilitando il due a due finale. Da grande portiere si è rialzato subito, parando di tutto contro i nerazzurri.
Dall’altra parte c’era un altro fenomeno coi guanti, Samir Handanovic. Anche lui protagonista con ottimi interventi su Sansone &Co., ma al termine dei 95 minuti la spunta il portiere neroverde coi tre punti che lo mandano al sesto posto solitario in classifica.
Voto 8. Saracinesca.
In fondo alla classifica qualcosa si muove. Il Carpi vince per la seconda volta in casa, per la prima sotto la gestione Castori-bis. Nella vittoria per due a uno contro l’Udinese la firma la mette anche Lorenzo Pasciuti: dopo tanta gavetta è salito tra i professionisti ed ha segnato in tutte le serie dalla D alla A.
Bella storia, soprattutto quando lui stesso ripensa a tutte le persone che, a suo modo di dire, hanno fatto di tutto per ostacolarlo e demoralizzarlo.
In questi giorni è stato celebrato anche all’estero come grande esempio di meritocrazia: ogni tanto capita anche in Italia.
Voto 7. Grande professionista.
Ha vinto il Carpi, ma si è mossa la classifica anche per il Palermo. Contro un Verona quasi spacciato, la squadra vince “senza allenatore”, parola di capitan Sorrentino. È così che si materializza l’esonero in diretta di Ballardini, ennesimo allenatore cacciato da Zamparini.
Arriva Schelotto! No, non l’ex giocatore dell’Inter. Ma un ex giocatore argentino di Lanus e Boca Juniors. Un talento emergente della panchina, secondo Zamparini. Un altro azzardo del vulcanico presidente rosanero, ci sentiamo di aggiungere noi.
Viene naturale chiedersi: durerà più di due settimane? Speriamo possa smentirci e diventare un grandissimo allenatore. Ma siamo certi che da qui alla fine del campionato se ne vedranno delle belle, dalle parti del Barbera.
Voto 5. Porte scorrevoli.
Problemi anche in casa Fiorentina, dopo la sconfitta contro la Lazio. Una partita giocata molto male dai Viola, con grande difficoltà a contenere gli attacchi avversari.
Ora si capisce perché Paulo Sousa chiede almeno un rinforzo in difesa: Roncaglia è sembrato spaesato (nonostante il gol sul finale che sembra riaccendere le speranza del Franchi), Astori spesso insicuro, mentre Gonzalo da solo non riesce a non affondare. Le alternative vacillano e i tre gol subiti dai biancocelesti sono molto di più che un semplice campanello d’allarme.
La posizione in classifica è ancora ottima, per evitare tracolli nel girone di ritorno servirà un colpo di mercato alla Pradè. Staremo a vedere, intanto Sousa non passa una settimana indimenticabile…
Voto 5,5. Sconfitta inattesa.