Qualcuno sul web ha provato a ironizzare: “quando i genitori lo mettevano in punizione, lui segnava anche quella”. Suona bene il gioco di parole su Miralem Pjanic.
Un suono simile al boato dell’Olimpico dopo il suo gol contro l’Empoli. Destro a giro sul palo del portiere e via ad esultare in panchina. E’ questo uno dei momenti chiave dell’ottava giornata e, forse, della stagione dei giallorossi. Perché grazie a questa rete la Roma si è liberata dall’incubo di un’altra serata ricolma di fischi a fine partita e scioperi della tifoseria. E soprattutto si è rilanciata in classifica.
Il numero quindici della “Maggica” può essere l’uomo decisivo per lo scudetto: per risolvere una partita in Serie A spesso ci vuole il talento dei singoli e Pjanic ne ha da vendere. Quando impatta la palla è un piacere vederlo, perché unisce eleganza e potenza in una maniera quasi perfetta, facendo sembrare tutto normale e facile. Se poi fa anche assist come quelli per il due a zero di De Rossi…
Voto 8. Cecchino (in punizione)
Qualcuno si diverte a mettere in porta tutte le punizioni che batte. Qualcun altro preferisce segnare da calcio d’angolo. Il “Papu” Gomez mette la propria firma sulla vittoria interna contro il Carpi (3-0), direttamente dalla bandierina del calcio d’angolo.
Questione di altezza. Perché il Papu è alto poco più della bandierina stessa (162 cm), ma ha fatto dell’altezza (della sua traiettoria) il suo punto forte. La palla scende inesorabilmente verso l’incrocio dopo aver scavalcato Belec, il “gigante” portiere del Carpi beffato ed umiliato.
Alla fine a sorridere è Gomez, un giocatore che Inter e Atletico Madrid hanno più volte provato a prendere. Ma che ora si ritrova nella “piccola” Bergamo ad inventare calcio con un altro “nano” della Serie A, Maxi Moralez. Sono loro due a far volare la Dea in classifica.
Voto 7,5. Olimpico
Chi è piccolo, ma solo di età, è Daniele Baselli. La partita contro il Milan è un ulteriore passo in avanti per un giocatore di grande prospettiva che Ventura sta trasformando in un calciatore ad altissimi livelli. Con quell’abbozzo di cresta che ricorda un po’ El Shaarawy, Baselli ha punito proprio l’ex squadra del Faraone grazie ad un gol di giustezza di sinistro (piede debole) sul primo palo. La sua prestazione ha messo in seria difficoltà Galliani, che aveva ormai messo le mani su di lui ma continuava a rimandare il suo acquisto sperando di poterlo ingaggiare senza sborsare un euro. Scelta sbagliata, sbagliatissima: ottima tecnica, grinta e grande corsa sono i tre fondamentali di un ragazzo che presto potrà essere il perno della Nazionale. Avrà capito l’errore Adrianone? Di sicuro glielo avranno fatto notare le urla dei tifosi granata in delirio dopo il gol del pareggio del loro centrocampista.
Voto 7,5. Grande avvenire
Uno strappo alla regola ogni tanto va fatto. Così, tra i promossi, aggiungiamo un quarto nome abbastanza inaspettato. Un giocatore solido ed affidabile che risponde al nome di Kalidou Koulibaly. Il centrale difensivo del Napoli è insormontabile, una montagna. Contro la Fiorentina gli azzurri vincono grazie ad un super Higuain, ma se dietro la squadra di Sarri soffre pochissimo (gol di Kalinic a parte), lo deve a lui. Il numero 26 sta perdendo la rozzezza che lo aveva contraddistinto la scorsa stagione, senza risparmiarsi però tanti interventi decisi e decisivi. In più, Sarri lo sta facendo migliorare dal punto di vista tattico e se continua così può davvero diventare “uno dei migliori difensori sul panorama europeo” (Sarri dixit!).
Voto 7. Roccioso
Dietro alla lavagna finisce invece il Derby d’Italia, una partita sentitissima sugli spalti, ma davvero scialba dentro al campo. Ci si aspettava di più, perché entrambe volevano affermarsi. Ma a vincere è stata la noia, con i legni colpiti da Khedira e Jovetic come unici momenti di “risveglio” della partita. Se il sonno non ha avuto la meglio è stato solo merito degli acuti ingiustificati di Piccinini, mentre la bordata verso il terzo anello di Zaza ci ha riportato indietro di qualche anno al proverbiale “Cesar Prateeees!” della Gialappa’s Band.
Insomma, avremmo voluto ricordare la partita per altri motivi. Quel che resta è il rammarico di non aver offerto un ottimo spettacolo ai milioni e milioni di spettatori che erano collegati da tutto il mondo.
Voto 5. Tutto il resto è noia
Una menzione negativa, infine, per il signor Andrea Gervasoni, arbitro di Torino-Milan. La partita gli è sfuggita di mano dopo pochi minuti, quando ha iniziato ad ammonire Kucka e Baselli in maniera spropositata. A catena hanno iniziato a lamentarsi i giocatori di entrambe le squadre e si è creato un clima di instabilità e incertezza che ha accompagnato l’arbitro per tutta la partita. Ogni sua decisione era dettata dall’insicurezza. Incomprensibile, ad esempio, l’ammonizione a Bonaventura per un tocco di mano molto dubbio ed involontario.
Il cognome dell’arbitro rimanda direttamente al personaggio della “TV Svizzera” interpretato da Giacomo con Aldo e Giovanni. Ecco, probabilmente quel “Gerva” avrebbe arbitrato meglio.
Voto 4. Serata da dimenticare. Bruta, bruta.