La Juve risale la classifica, l’Inter continua a vincere, mentre Napoli e Roma si dividono un punto che lascia l’amaro in bocca, soprattutto ai partenopei. Per addolcire un po’ la domenica calcistica c’è bisogno di un sapore diverso, come quello del BigMac servito sulla tavola empolese: anche se leggermente stagionato, continua ad avere successo.
Nel weekend l’Empoli affrontava il Carpi di Kevin Lasagna, in una sfida tutta grassi e carboidrati con Maccarone. Cibo spazzatura contro tradizione gastronomica italiana.
Ha vinto BigMac, Massimo Maccarone: due gol ed un assist, decisivo in Serie A alla non più tenera età di trentasei anni. Di destro o di sinistro, nessuna differenza. Con la speranza che ci regali giocate come questa ancora per qualche anno.
Voto 8. Due morsi e via.
Da un centravanti all’altro. Mario Mandzukic è tornato: sgomita, spinge e picchia. Non tira mai indietro la gamba e contro la Fiorentina ha dato prova della sua fama da lottatore. Da lui è partita l’azione del due a uno dei bianconeri, con un contrasto vinto a metà campo. Lui stesso l’ha conclusa con un tiro che scarica tutta la sua rabbia. Non molla mai, fino all’ultimo secondo della sua partita. Doveva uscire per far posto a Morata, evidentemente appena l’ha saputo si è arrabbiato ancora di più ed ha deciso di lasciare il segno. Questa volta non sulle gambe degli avversari…
Basta vedere la sua faccia perennemente indemoniata per capire che tipo di giocatore sia. Totalmente l’opposto del suo predecessore con l’aria da bravo ragazzo. Lui è Super Mario, supereroe dal tacchetto (in ferro) appuntito.
Voto 7. Decisivo.
Sicuramente Mandzukic non è stato l’unico giocatore in maglia bianconera ad essere decisivo per la propria squadra. Anche Maurizio Domizzi è stato grande protagonista, in negativo, per l’Udinese. Non giocava da tanto tempo il difensore romano, precisamente dal 22 settembre. Ma era difficile immaginare un ritorno più disastroso: il suo errore sul retropassaggio a Karnezis ha aperto le danze per il quattro a zero finale dell’Inter.
Una volta era perfino rigorista e faceva la fortuna di tanti fantallenatori, oggi l’unico allenatore che riesce a rendere felice è Mancini.
Voto 5. Arrugginito.
Bene, ma non benissimo. In questa categoria rientra anche l’estremo difensore della Lazio, Federico Marchetti. L’esultanza può causare problemi, nel suo caso il problema è una sospetta lesione del bicipite femorale sinistro. Conseguenza di un’esultanza un po’ esagerata.
La situazione non è particolarmente favorevole per la squadra di Pioli e questo infortunio ne è l’emblema.
Si dice che la fortuna sia cieca e che la sfortuna ci veda benissimo. Per i biancocelesti la sfortuna ha dieci decimi, perché situazioni del genere ti fanno capire che tutto davvero sta girando storto.
Persino Felipe Anderson, che l’anno scorso ha deciso molte partite in favore della Lazio, sta trovando grandi difficoltà. Contro la Sampdoria ha deviato il tiro di Zukanovic nella propria porta, sancendo il pareggio finale.
Tra i tanti dubbi che attanagliano l’ambiente laziale, ce n’è uno che sembra di estrema attualità: sarà Pioli a provare a risollevare la squadra da questa crisi?
Voto 4. L’aquila non vola.
Rimanendo in tema di infortuni bizzarri, anche Gianluca Cariolato merita una menzione. Il guardalinee di Napoli-Roma si è dovuto fermare al 39’ del primo tempo. Avrebbe dovuto semplicemente segnalare una rimessa laterale, ma un forte dolore alla coscia lo ha costretto al “cambio”. Nessun gesto alla panchina, nessun compagno che si scalda. Soltanto una rapida sostituzione col quarto uomo Barbirati.
Viste le lacrime con le quali l’assistente dell’arbitro ha abbandonato il campo, si potrebbe pensare ad un lungo stop. La speranza è che non si tratti di nulla di grave, dato che parliamo di uno dei più validi guardalinee italiani che ha rappresentato la nostra nazione alle Olimpiadi di Londra.