Roberto Baggio, i cinque gol più belli

Ci sono campioni che vanno oltre la fede sportiva. E senza dubbio Roberto Baggio è stato uno di questi. Lo dice uno che simpatizza per una squadra, la Juventus, che ha potuto “averlo” negli anni migliori della sua carriera, ma che non è mai riuscita a rubare il suo cuore

Baggio, più di molti altri è stato il campione della gente e la sua classe era troppo grande per essere circoscritta a una sola fazione. Per questo, almeno per me, le sue imprese restano capolavori a prescindere, indipendentemente dalla casacca con cui li ha compiuti. Regista, seconda punta, attaccante o “nove e mezzo” come lo ha definito Platini, Baggio era forte praticamente in tutto, anche di testa. Personalmente, del suo bagaglio di colpi, io adoro quello che si può considerare un suo marchio di fabbrica, ossia la discesa in porta scartando più o meno tutti, cioè il gesto tecnico che qualsiasi bambino innamorato di calcio vorrebbe poter fare una volta nella vita. Nella mia personalissima top five ci sono dunque tante discese mentre (curiosamente, vista la mia fede sportiva), c’è poca Juve.

Ma quel poco che c’è, fidatevi, rappresenta il non plus ultra degli orgasmi sportivi.

Napoli – Fiorentina 3-2 (1989)

Ricordo che quando ero piccolo e giocavo nella squadretta del mio paese, tra me e mio padre c’era la disputa su quale fosse la scarpa da calcio migliore di tutte. Lui sosteneva che le migliori fossero le “Pantofola d’Oro” (più che altro perché costavano meno), io, invece, parteggiavo per le Diadora, ossia quelle di Baggio. Dopo quel gol strappai la promessa di averle in regalo per la stagione successiva. Purtroppo per entrambi, pur avendo le scarpe di Baggio i miei piedi restarono comunque dei ferri da stiro.

Italia Cecoslovacchia 2 – 0 (1990)

Il mio primo Mondiale da tifoso consapevole, per di più giocato in casa. Un girone di qualificazione che ci fece sognare ben oltre le nostre reali possibilità. Eravamo carichi, inseguivamo il sogno sulle note della Gianna e di Edoardo e, tra i 2 gol di Schillaci (Austria e Cecoslovacchia) e quello di Giannini (Usa), ci fu spazio anche per una delle reti più belle di tutto quel Mondiale.

Parma Inter 1 -3 (Spareggio CL 2000)

Quando la classe non ha colori. Ultima partita di Baggio all’Inter dopo un biennio difficile e un’annata passate tra le polemiche con Recoba e i litigi con Lippi. Il 2-1 è un capolavoro al volo del Divin Codino che vince, salva le chiappe a Lippi, porta la squadra in Europa, saluta tutti e se ne va. A Brescia.

 Juventus -Brescia 1 -1 (2001)

Molli l’Inter in Champions, vai a Brescia e ricominci. E che modo migliore c’è di farlo se non siglando uno dei più bei gol della tua carriera e per di più a una tua neanche tanto amata ex? Quello stop (su assist di Pirlo), quella domenica valse solo un pareggio ma, agli occhi di chi ebbe la fortuna di ammirarlo, si guadagnò di diritto un posto d’onore nell’immaginario pallonaro italiano.

Milan – Juventus  1 – 3 (1993)

Correva l’anno 1993, il Milan era una corazzata che dal 1991 dominava praticamente ovunque. Avrebbe vinto anche agevolmente quel campionato, eppure quel 17 aprile del 1993 avvenne qualcosa di totalmente insperato. La partita (si giocava di sabato) venne trasmessa in chiaro sulla Rai per motivi di ordine pubblico, una vittoria del Milan era data per scontata, non solo per la forza della squadra rossonera ma anche per via della poca solidità della Juve di quell’anno. Da copione, il primo acuto fu milanista con Marco Simone in gol dopo soli 6 minuti. Poi arrivò la doppietta di Andy Moller e, per finire, il capolavoro assoluto di Baggio. Un gol perfetto non solo dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista simbolico: Costacurta, Maldini, Baresi e Rossi, ossia i 4/5 della difesa più forte al mondo, uccellati senza pietà (Al posto di Tassotti c’era Nava e son sicuro che se il buon Stefano si fosse trovato nei paraggi, Roby si sarebbe bevuto pure lui).

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Su massimo miliani

Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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