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Scolpitelo nel vostro cuore di Liliana Segre

Perché dobbiamo stare vicini a Liliana Segre

Il 30 Gennaio 1944 un nazista, nel raggio del carcere di San Vittore, elencò i nomi di chi sarebbe stato portato via, in uno dei tanti trasporti. C’erano anche i nostri nomi. 605 ne elencò quel giorno il soldato nazista, da quel carico siamo tornati in 20. E quegli altri 585? Sono tutti morti. Uccisi o bruciati o fucilati o morti di fame o di malattia.1 […]

Ci preparammo a partire per l’ignota destinazione. Era una lunga fila di prigionieri. […] Improvvisamente vedemmo tantissimi detenuti comuni affacciarsi a quei ballatoi. […]

I detenuti si sporgevano fuori dai ballatoi e ci buttavano una mela, un’arancia, un paio di guanti, una qualsiasi cosa ma, soprattutto, ci gridavano parole meravigliose: «Che Dio vi benedica! Vi vogliamo bene! Non avete fatto niente di male! Coraggio!». E fu un bagno di umanità straordinaria. Ci vollero anni, poi, per ritrovare uomini capaci di pietà.

Liliana Segre in Scolpitelo nel vostro cuore ripercorre la sua infanzia trascorsa tra prigionie e campi di sterminio. Un libro che tutti dovrebbero leggere, adulti e bambini, perché è importante ricordare ciò che è successo dalla promulgazione delle Leggi Razziali al termine della Seconda Guerra Mondiale, per non ripetere gli errori del passato. La scuola ha il compito di formare i cittadini di domani e non bisogna dimenticare che non basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna crearla continuamente insieme. Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale.2

Per rispondere a tal fine, è necessario informarsi in qualità di insegnanti e informare gli studenti, affinché costruiscano una loro identità senza stereotipi e pregiudizi. Ricordiamo che il bambino non è come l’adulto, non ha pregiudizi verso l’altro, ha una mente genuina.

L’educazione che offriamo al bambino permette quindi di aiutarlo a costruirsi un’idea della società che deve essere il più possibile pura, come quella che ha nella sua infanzia.

Liliana Segre stessa sottolinea il valore che i docenti hanno per lei, perché sono questi ad avere il compito, assieme ai genitori, di educare e insegnare le basi per una cittadinanza attiva, che deve essere fatta di rispetto per l’altro.

Novembre 2019

Sono ormai passati 71 anni dalla nascita della Costituzione Italiana, legge fondamentale dello Stato, dove all’articolo 3 possiamo leggere che

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,

senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,

di condizioni personali e sociali. […]

e in cui viene riconosciuto il reato di apologia al fascismo, ma che vista la sua difficile applicazione, evidentemente non è sufficiente.

Nonostante l’apparato legislativo, è inevitabile constatare come negli ultimi anni nel nostro paese si stia diffondendo un clima di odio, da cui è inutile continuare a nascondersi servendosi di ridicole giustificazioni che non fanno altro che minimizzare comportamenti ripugnanti.

Gli insulti verbali, gli hater del web, i cori razzisti negli stadi, senza dimenticare i recentissimi fatti di Predappio e di Centocelle.

L’indignazione non basta, non più! È stata, quindi, necessaria l’istituzione di una Commissione nata per contrastare i fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio.

L’istituzione della Commissione voluta dall’onorevole a vita Liliana Segre con l’obiettivo di fermare questo odio generale, tra applausi e ASTENSIONI, ha ottenuto il “Sì” in Senato, ma ha portato a minacce e pensieri ancor più negativi, nei confronti di chi, come Liliana Segre, si era preso l’incarico di incoraggiare i giovani, considerandosi la nonna di noi tutti, a non ripetere gli errori e gli orrori del passato. Ciò che infatti l’ha spinta a parlare e a portare la sua voce nelle scuole e non solo, era l’idea di dare voce a chi oggi non può farlo perché ucciso con “la sola colpa dell’essere nato ebreo”.

A seguito del flusso di manacce e sentimenti ostili nei confronti della senatrice, il prefetto di Milano ha ritenuto opportuno assegnare alla signora Segre una scorta che la tuteli durante gli spostamenti pubblici. In merito è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Secondo il capo dello Stato, il fatto che si sia resa necessaria questa misura di protezione — unito ad altri episodi di intolleranza che si sono verificati in Italia negli ultimi tempi — segnala l’esistenza di un problema concreto. «Se qualcuno arriva a dire a una bambina sull’autobus “non ti puoi sedere accanto a me, perché hai la pelle di colore differente”», ha detto Mattarella, «o se è necessario per una persona anziana, che non ha mai fatto del male a nessuno, ma il male lo ha subito da bambina in forma crudele, come Liliana Segre, di avere una scorta, significa che gli interrogativi dei bambini, che chiedono solidarietà contro intolleranza e odio, non sono astratti né retorici, ma sono concreti».3

È assurdo vedere una donna di quasi 90 anni privata della libertà di uscire di casa serenamente. La donna di cui parliamo ha già avuto privazioni di libertà, privazioni di diritti, privazioni di uguaglianza. Una donna che il dolore, pur avendo tutte le ragioni per farlo, ha deciso di non dimenticarlo, ma anzi, di farsi portavoce di una memoria scolpita nel suo cuore e nella sua pelle. Lo ha fatto e continua a farlo, per noi, nonostante l’odio, nonostante le minacce, perché solo con la conoscenza, solo con una memoria condivisa si può fare tesoro del passato e imparare dai propri errori.

Per questo e per altri motivi noi tutti dovremmo mostrare alla signora Segre la nostra vicinanza, per non restare indifferenti di fronte a una vera ingiustizia.

Le parole, però, a volte sembrano non bastare, perché sembrano prive di senso, perché forse non ci sono parole abbastanza forti per poterle stare accanto sul serio.

Useremo allora le sue di parole, per provare a starle vicino:

Dall’angolo delle nostre case, delle nostre scuole, dei nostri luoghi più cari, proveremo a “combattere la menzogna, da chiunque arrivi”, a diventare “candele della Memoria”.

Dall’intervento di Liliana Segre del 5 Giugno 2018 in Senato:

Nel ruolo di Senatrice sento fortissimo l’impegno a tentare di portare dentro le stanze della politica quelle voci lontane, e che si allontanano sempre di più dalle nostre vite, fino a rischiare di essere perdute nell’oblio. Le voci di quelle migliaia di italiani della minoranza ebraica che, come me, subirono la violenza e il rifiuto: come cittadini, come esseri umani. Espulsi dalle scuole, dalle professioni, dal cuore degli amici e dalla vita del proprio paese. Le leggi razziali perpetrarono questo scempio. Fu la persecuzione, la sottrazione di diritti – e, soprattutto, il silenzio nel quale questo avvenne – a preparare la strada alla Shoah. E’ nell’indifferenza generale che i dittatori compiono i saccheggi più gravi alla dignità dell’uomo. […] Il mio impegno è, ancora, quello che prendo ogni volta con i ragazzi che incontro. Contrastare il razzismo. Tramandare la memoria.4

Articolo a cura di: Ilaria Dui, Linda Geninazza e Francesca Izzo

1 L. Segre, Scolpitelo nel vostro cuore, Piemme, Milano, 2019, pp. 51- 54.

2 MIUR, Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, Le Monnier, 2012, p. 10.

3https://www.corriere.it/politica/19_novembre_08/mattarella-scorta-segre-intolleranza-odio-non-retorica-ma-fatti-concreti-4355c478-022d-11ea-9239-aaac9df492cd.shtml?refresh_ce-cp

4 L. Segre, Scolpitelo nel vostro cuore, Piemme, Milano, 2019, pp. 96-99.

Perché dobbiamo stare vicini a Liliana Segre ultima modifica: 2019-11-11T12:51:33+01:00 da Redazione

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