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Smettere di fumare #7 - Dimmi come fumi e ti dirò chi sei

Smettere di fumare #7 – Dimmi come fumi e ti dirò chi sei

Le nostalgie che produce la mancanza di sigarette sono struggenti, sedersi con i fumatori rende la tavolata più bella, ma io non posso contribuire come prima. E poi il modo di fumare dice molto, naturalmente non tutto, di una persona. Ognuno ha un modo diverso di accendere la sigaretta e fumarla, cogliere queste differenze permette di conoscere un po’ di più la persona che ci si para come fumatore.

La bellezza di una tavolata fumante

Prendete una tavolata di amici, ma pure di sconosciuti, purché sia una tavolata che chiacchiera, parla, si infervora, argomenta, scherza, ride, s’incazza, insomma una tavolata attiva e coinvolta. In realtà potete prenderne anche una silenziosa, i cui membri si conoscono poco, magari non si stanno nemmeno troppo simpatici, o si sono riuniti dopo un fattaccio, o semplicemente stanno smaltendo il fine serata in un silenzio alcolico. In ogni caso, perché sia una tavolata degna, ci devono essere bicchieri pieni, scolati, semipieni e bottiglie di birra o di vino o di grappa, insomma tracce di alcol consumato e da consumarsi, occhi liquidi e visi paonazzi. Ma perché il tutto sia davvero perfetto devono scorrere sigarette, i membri della tavolata devono fumare: mentre parlano animatamente, mentre ascoltano riflessivi, mentre commentano con il vicino quanto dice quell’altro, mentre ammiccano a chi sta di fronte, mentre decidono che è quasi ora di andare.
A me è sempre piaciuto essere seduto ad una tavolata, che sia un testa a testa o un ritrovo numericamente impegnativo, e vedere le persone fumare. Naturalmente fumare pure io, ma non mi vedo mentre fumo, quindi a livello coreografico mi gusto maggiormente gli altri fumatori. Trovo che sia un’immagine davvero conciliante, gustosa, ricca di sfumature, pregna di intensità, bella esteticamente, con molto altro da dire oltre al pronunciato.

Nostalgia canaglia (che ti prende proprio quando non vuoi)

Ormai però tutto questo è sempre più raro. Hanno impedito di fumare all’interno dei locali e quindi questo tipo di tavolate si propone solo d’estate. Sia ben chiaro che il divieto di fumare al chiuso la considero una misura corretta e necessaria, ma si sa che il romantico non rimpiange solo ciò che dev’essere rimpianto ma anche le proprie debolezze. Poi aggiungiamo che il vizio del fumo è sempre meno in voga, tra persone che smettono e non fumatori che si fanno sempre più arroganti dopo aver dovuto subire angherie per anni. Infine mettiamoci che io stesso sto cercando di trattenermi, come un grido che rimane in gola, e si vede come quelle situazioni sopra descritte si facciano sempre più rare, sempre più ricordi da non poter nemmeno raccontare agli eventuali nipoti futuri perché non sarebbero edificanti.

Accenderne una e presentarsi al mondo

Non è solo una questione di piacere o meno. Vivo, da quando diventai fumatore (nel preciso istante in cui tirai dalla prima sigaretta), nella profonda convinzione che si possa capire qualcosa della persona dal modo in cui fuma. Non tutto, ci mancherebbe, ma particolari più o meno rilevanti. L’accensione per esempio. Credo che il modo in cui una persona accende la sigaretta rispecchi il modo di presentarsi agli altri, l’atteggiamento con cui si desidera proporsi al mondo, come si vuole apparire più che come si è, la cartina di tornasole di chi vorremmo essere agli occhi di chi ci circonda. Alla fine diventa un’abitudine codificata, pur sempre sui nostri desideri però, un gesto ritualizzato dalla volontà iniziale. Che poi i contrasti tra il modo in cui si vuole apparire e quello in cui si è o si appare effettivamente, come anche il tentativo fallito di apparire come si è realmente, può creare buffe e sintomatiche incoerenze, spiragli di verità da cogliere in una fiammata di accendino.

Dimmi come fumi e ti dirò chi sei

E poi abbiamo il modo in cui qualcuno fuma la sigaretta: tenerla in mano, avvicinarla alla bocca, tirare, buttare fuori il fumo, ritrarla dalla bocca, le espressioni mentre si tira e quelle mentre si sputa il fumo e quelle mentre si sposta la sigaretta dal viso. Sono tutti gesti che ognuno effettua diversamente dall’altro, alcuni saranno simili, ma mai tutti nello stesso modo di qualcun altro. Tutto questo insieme di gesti che compongono la fumata dicono qualcosa su chi li effettua. Non faccio esempi perché dovremmo avere un fumatore in azione davanti agli occhi, ma provate ad osservare la prima volta che vi capiterà l’occasione. Non per forza si tratta di verità lampanti sulla persona, più spesso di intuizioni, bozze di considerazione, rimandi all’essere.

Spegnere è un po’ come morire

Infine abbiamo lo spegnimento. Qui, più che rintracciare un modo d’essere (che pure si potrebbe fare), vedo il sipario che cala sulla recita appena conclusa. Il fumatore mette il punto, come a dirci “avete visto, tanto vi basti”. Quindi quando viene spenta una sigaretta è come se fosse terminato uno spettacolo, mi spiace sempre un po’, con la postilla fortunata dell’attesa di una nuova che arriverà a breve.

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Smettere di fumare #7 – Dimmi come fumi e ti dirò chi sei ultima modifica: 2017-10-18T08:00:22+02:00 da agafan

Su agafan

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agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è stata una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma ha compensato con altre caratteristiche, ha aggirato l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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