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Smettere di fumare #9 – Fidarsi di un non fumatore è male, non fidarsi è meglio

La mancanza di nicotina porta ad una perdita di lucidità che si presenta ad ondate e, quando viene raggiunto il culmine, nuove verità squarciano il grigio andamento quotidiano. Una di queste verità mi ha fatto visita ultimamente e mi ha reso lampante che di chi non fuma non bisogna fidarsi.

La verità che ricordavo

Da quando sto cercando di fumare meno guardo il mondo con occhi diversi. Non lo guardo proprio da un oblò annoiandomi un po’, ma di certo capisco molte cose in più, o diverse, o credo di capire, di certo il mio punto di vista è incanalato su binari differenti da quelli abituali, lo stesso mondo non mi appare più lo stesso.
Quando fumavo a piacimento le sigarette placavano certe ansie, tappavano i buchi umorali, lenivano pene superficiali, riequilibravano pensieri futili. Ora che passo la giornata a desiderare di averne una, ho moti dell’animo appannati, le idee si accavallano nella costruzione di un castello improvvisato e fatiscente già in fase di edificazione, le intenzioni si confondono con le voglie, le voglie si inseguono con i sogni, i sogni si intossicano con ansie. E allora guardo il mondo con altri occhi, magari appannati, ma scopro verità lampanti, almeno nella mia mente disturbata; e il fatto che tali verità scaturiscano dalla mancanza di una lucidità anche solo accennata non toglie ad esse i crismi della verità che, si sa, è sempre figlia di chi la partorisce.

Non bisogna fidarsi di chi non fuma

Ecco allora giungere come una rivelazione la verità sui non fumatori: di chi non fuma non bisogna fidarsi. Chi non fuma ha qualcosa da nascondere. Anche chi fuma, la differenza è che chi non fuma sa nascondere, chi fuma invece rivela sempre qualcosa, concede uno spiraglio. Ho già raccontato come il modo di fumare sia cartina di tornasole di alcuni lati del carattere del fumatore, quindi vien da sé che il fumatore è in qualche modo più vulnerabile, meno mascherato.
E poi chi non sfoga ansie e altre amenità sulla sigaretta dove le tiene? Tutte dentro e pronte a sfoggiarle nel mondo contro qualcuno, perché nessuno è capace di combattere senza nemici e in questo modo chiunque ha la necessità di combattere, di spendersi in battaglie.
E poi chi non fuma non ha obiettivi immediati nella giornata, non ha mete intermedie e allora diventa una mina vagante per sé (e sarebbe poco male) ma soprattutto per gli altri che, inconsapevoli ed ingenui, diventano l’obiettivo intermedio di qualche magagna dell’anima altrui, se va particolarmente male ne diventano obiettivo finale.
E poi chi non fuma come fa a non provare il desiderio di fumare? Deve avere volontà troppo ferrea per potersi fidare e intenzioni troppo salde per poterle trattare. Una mente tanto integerrima e impermeabile alle bionde nasconde promesse troppo salutari e pulite per essere vere. Dove nasconde lo sporco? Per forza nelle azioni. Mentre il fumatore ne mette un po’ all’origine dei desideri, si sporca le mani fin da subito così ne rimane meno per dopo, per quando bisogna agire. Chi non fuma nasconde lo sporco sotto il tappeto che agghinda l’utopia di se stesso.

Aggiornamenti pratici

Devo dire che non mi sto comportando male. Dato ormai per scontato lo slittamento dell’obiettivo (da non fumatore che fuma solo in certe occasioni a fumatore debole tranne che in certe occasioni) sto dimostrando una forza di volontà tutto sommato non comune, o almeno non comune a me. Riesco a controllarmi e mantengo una media sigarette davvero bassa, se non esco la sera direi risibile, non sulla via del distacco certo, d’altronde gli addii sono così dolorosi che è preferibile evitarli quando possibile.


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Smettere di fumare #9 – Fidarsi di un non fumatore è male, non fidarsi è meglio ultima modifica: 2017-12-20T08:00:42+02:00 da agafan

Su agafan

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agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è stata una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma ha compensato con altre caratteristiche, ha aggirato l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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