Stramilano 2017 #5 – Fare i conti con la realtà

Io odio avere tempo libero perché quando ne ho a sufficienza, mi metto a pensare. E la mia vita è la prova provata che pensare troppo non porta a nulla di buono.

In questi giorni di ponte, per una serie di concatenazioni fortunate, ho avuto qualche ora libera da impegni. Una sorta di miracolo che non si verificava dai primi di settembre, quando sono andato in vacanza a New York (anche se più che vacanza, a dire il vero, la definirei “astensione non retribuita dal lavoro”). Al netto delle faccende di casa da sbrigare, delle attenzioni da riservare alla mia amorevole coinquilina e delle pretese di Agafan il Meteoritico, piombato in casa mia per obbligarmi a smanettare su alcune modifiche da fare al nostro, ma soprattutto vostro, sito, ho potuto affinare ancora di più la mia tabella di avvicinamento alla Stramilano. L’obiettivo era quello di realizzare una proiezione delle mie condizioni fisiche attuali e stabilire una sorta di target minimo da raggiungere.

Perciò, con la stessa foga di Fantozzi quando grazie a Folagra scoprì il comunismo, ho iniziato a incrociare i risultati delle principali mezze maratone corse negli ultimi anni con alcuni degli exploit ottenuti nei miei ultimi allenamenti. E così, dopo una serie infinita di calcoli e algoritmi complicatissimi, sono giunto a una conclusione:

Non vincerò mai la Stramilano.

Per oggi la chiudo qui. Lasciatemi solo col mio dolore.

Su massimo miliani

Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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