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Game of Thrones (Il Trono di Spade) - Stagione 08x06 - Serie tv - Recensione

Game of Thrones (Il Trono di Spade) – Stagione 08×06 – Serie tv – Recensione

Attenzione! Contenuto ad alto tasso di spoiler. Ultima puntata che si conclude con una sola morale: mettiamola in culo a Jon. Alla fine gli Stark si sono rivelati una razza di gran figli di mignotta: quelli che non muoiono presto se la sanno cavare alla grande. Daenerys ha pagato dazio alla fotta più che alla pazzia, Tyrion ha concluso da miracolato, Verme Grigio è stato il più assurdo degli aghi della bilancia.

Siamo arrivati alla conclusione. Al di là delle sterili polemiche degli spettatori che vorrebbero non essere solo tali, questa serie ha tenuto botta fino alla fine. Non perché sia priva di difetti, ma perché ha saputo tenere incollati alle vicende e, al netto della fretta di quest’ultima stagione, è senza dubbio uno sceneggiato grandioso. Veniamo però all’analisi dei protagonisti di quest’ultima puntata, gli ultimi sproloqui di un umile spettatore che si pregia di rimanere tale.

Heil Daenerys

Le prime immagini vedono Tyrion vagare per una città fantasma, con la cenere a cadere come neve, un grande manifesto per la regina dei draghi, un megafono per dirle: ed ora regna su sto cazzo.

Poi si passa alla parata stile nazista dei soldati, tutti schierati di fronte al vessillo e alla loro regina che, come al suo solito, fa un ingresso molto sobrio: proprio come il regime hitleriano, Dany ha sempre curato le proprie entrate in scena, coccolando le sue manie di protagonismo; è anche vero che se avessi avuto un drago penso che non sarei stato da meno.

Anche in quest’ultima puntata, sia nel discorso ai soldati che nell’intimità con Jon, non ha mancato di sciorinare le proprie teorie sulla libertà, anche se credo che abbia sempre frainteso il significato della parola, costruendosene uno tutto suo: la libertà è quella di obbedirmi, chi non mi obbedisce non è libero, se mi fate girare i coglioni dracarys; oddio, siete pure liberi di scegliere, ma se scegliete di non obbedirmi dracarys; se mettete in dubbio anche un solo istante l’obbedienza dracarys; se vi muovete quando non ve lo dico dracarys; se… sentite dracarys e vaffanculo. Naturalmente la cosa deve valere per tutto il mondo emerso, sia mai fermarsi ad Approdo del re: il significato di modestia l’ha tratto dallo stesso manuale da cui ha tratto quello di libertà. Ce l’avrei vista a giocare con i bambini se fosse sopravvissuta: un, due, tre, dracarys; stella perdio Dany, stella (le dice Jon che ha perso la sua dodicesima figlia per incidente domestico).

Il colmo, non l’unico in questa puntata, è che Daenerys finisce ammazzata per l’unica sua debolezza: la fotta verso Jon di cui è vittima. Una volta scoperto che è l’erede al trono, una volta capita l’antifona che non ti vuole più scopare, una volta notata la disobbedienza ai tuoi ordini, cosa aspetti a dracaryzzarlo? Se una cosa si è capita di questo mondo, è che non puoi permetterti nessun momento di debolezza. A sua discolpa va detto che ormai aveva perso qualsiasi lume di ragione.

Vola Dany, vola tra le zampe di tuo figlio, e già che ci sei chiediti come cazzo è che tuo figlio è un drago.

Jon lo zimbello del nord

A serie finita possiamo dire che tutta la serie è la storia di come Jon l’abbia presa in culo.

Prima di capire che Dany è completamente sciroccata ci mette ancora del tempo, a dimostrazione che la sua autonomia di pensiero si ancora a pochi  e stupidi concetti. Nella sua espressione non si scorge tanto una lotta al suo interno tra la fedeltà alla parola data e lo stato evidente dei fatti; no, piuttosto si tratta di una guerra della sua testa al pensiero stesso: intuisce di dover ragionare su qualche incongruenza e altrettante evidenze, ma non riesce a farlo, la sua completa disabitudine al pensiero gli dona quell’espressione inebetita. In Siamo fatti così si vedrebbero i neuroni vagare e scontrarsi, guardarsi tra loro e dirsi: eppure c’è qualcosa che dovremmo fare.

Persino Tyrion occhio di lince lo percula in cella: sia quando Jon sostiene che la guerra è finita dopo aver assistito al discorsetto alle truppe, sia quando gli chiede se un determinato pensiero viene da lui, come a dire che col cazzo che può partorire una frase di senso compiuto.

Ma proprio quando ci chiedevamo se Jon avesse perso le palle o non le avesse mai avute, il prode fesso si ribella e uccide la zia. Ecco, abbiamo pensato tutti, finalmente l’ha capita e ha salvato il mondo. E invece…

… e invece aveva capito prima di tutti noi, l’errore è stato quello di ribellarsi al suo intuito di bifolco. Se non avesse mosso dito contro la pazza ora starebbe regnando al suo fianco su tutto il mondo. Certo, avrebbe dovuto pagare il dazio di giacere con la zia, ma anche questa cosa va superata, perché un conto è non voler giacere con le nostre zie che sono mediamente più grandi e irrimediabilmente segnate dal tempo, un altro se tua zia è un bocconcino appetitoso.

Tutti a percularlo, ma il momento in cui davvero è stato beffato è stato quello in cui ha compiuto il gesto che tutti noi gli chiedevamo. Ma farci i cazzi nostri no? E soprattutto, farsi i cazzi suoi Tyrion? Perché è Tyrion che gli ha dato la spinta finale a compiere quel gesto, così Tyrion è diventato primo cavaliere e lui è tornato a raffreddarsi il culo.

Praticamente tutti hanno ottenuto qualcosa per sé in questo finale, tutti quelli sopravvissuti naturalmente, l’unico ad essere punito è stato il babbeo. Verme Grigio pretendeva vendetta, così come la sorella Greyjoy: ma chi cazzo sono sti due per ottenere vendetta per una che ha messo a ferro e fuoco degli innocenti? Ma quale grado hanno? I tre fratelli Stark non sono nemmeno stati capaci di imporsi sul volere di uno schiavo liberato da una regina morta e di una regina di quattro cazzo di scogli perduti in mezzo al mare. Oltre al fatto che se ne sono venuti fuori con sta storia del re eletto proprio adesso che toccava a lui prendersi il potere, ma stiamo scherzando? Non mi rompete i coglioni con ste stronzate democratiche, lo pseudoamico Sam per primo, e datemi il trono che mi spetta perdio!

Alla fine Jon è stato fregato da un nano, un eunuco e una lesbica, pare una barzelletta. Oltre che dai fratelli Stark che gli hanno fatto capire che bastardo era e bastardo deve ritornare. Gli Stark saranno pure una razza cagionevole, ma quelli che rimangono se la sanno cavare alla grande. Ad uno i sei regni e all’altra il nord, e Jon a fanculo.

Ciao Jon, ti salutiamo e ti chiediamo scusa per averti rotto i coglioni quando avevi tutte le ragioni. E Jon se ne va al nord del nord gettando uno sguardo schifato sui bruti che lo accompagnano, pensando che ragionare con la propria testa, anche quando hai una testa di cazzo, è sempre meglio.

Varie ed eventuali

Sansa si è dimostrata la vera Cersei, perché altrettanto megalomane ma più paziente. Ha saputo aspettare il suo momento senza farsi prendere la mano ed ha ottenuto quello che voleva. Lasciamo perdere che il nord gliel’hanno lasciato perché non gliene frega nulla a nessuno, un po’ come quando Baranzate ha chiesto l’indipendenza da Bollate, nessuno ha battuto ciglio (scusate, storie di paese). 

Bran sale sul trono con la spocchia che lo ha contraddistinto da quando ha iniziato a drogarsi. Da vero figlio di puttana manda Jon al confino, spartisce il regno con la sorella e si prende il potere con una modestia più falsa di una moneta da tre euro. Alla fine sapeva già tutto, infatti non ha mosso un dito ed ha aspettato che il suo destino si concretizzasse: grazie al cazzo, il suo destino era di diventare re. Aiutare Jon però no, quello pareva brutto. L’inutilità di Bran rimane, sia chiaro, ma almeno adesso sappiamo che era motivata. Bran lo Spezzato lo chiamano: io direi Bran l’arrogante, il bruciato, il grandissimo figlio di una mignotta.

Tyrion è un vero e proprio miracolato. In un mondo in cui i più furbi, i più onesti, i più leali, i più forti hanno pagato dazio, lui che, da quando ha smesso di bere forte, ha sbagliato qualsiasi scelta possibile si è ritrovato con un posto d’onore. Con Bran a sostenere che sia pure una punizione: eh no Bran, quella che hai impartito a Jon è una punizione; Verme Grigio voleva far fuori pure il nano, ma tu il nano l’hai salvato, il fratello bastardo no. Tyrion è proprio lo specchio di questo governo: meno sai fare meglio ti va.

Game of Thrones (Il Trono di Spade) – Stagione 08×06 – Serie tv – Recensione ultima modifica: 2019-05-20T22:51:45+02:00 da agafan

Su agafan

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agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è stata una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma ha compensato con altre caratteristiche, ha aggirato l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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