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Game of Thrones (Il Trono di Spade) - Stagione 08x04 - Serie tv - Recensione

Game of Thrones (Il Trono di Spade) – Stagione 08×04 – Serie tv – Recensione

Attenzione! Contenuto ad alto tasso di spoiler. Siamo a meno due e i giochi sono ripresi. Dopo la sbornia della lunga notte in battaglia, dopo i festeggiamenti per la vittoria sui non morti, hanno ripreso a giocarsi il trono, ognuno nei soliti modi. Anche se alcune nuove variabili potrebbero far girare di mano l’asso di briscola.

I non morti sono stati sconfitti da Arya, sì sì ognuno ha avuto la sua parte ma il cazzo di pugnale l’ha infilato lei nel fianco del cornuto, dopo gli adeguati festeggiamenti si torna a competere per il trono. Vediamo un po’ in quale situazione vengono a trovarsi i protagonisti.

Daenerys dittatrice dello stato libero di Bananas

L’episodio si apre con la Nata dal tempaccio che piange Mormont. Il dubbio viene spontaneo, rafforzato dalla scena dell’episodio precedente in cui se ne fa scudo contro i non morti: più che piangere per lui, piange il fatto di non poterlo più avere a disposizione per i suoi comodi; uno poi che la venera in quel modo mica lo ritrova tanto facilmente. Chi alimenterà senza condizioni il suo ego smisurato?

Tanto più che alla festa si scopre sola come non mai. Tutti fanno comunella in qualche piccolo gruppo, mentre lei si ritrova da sola: una solitudine che sa di isolamento, una mancanza di amicizie che odora di alleanze deboli. D’altronde in una festa la bionda presuntuosa viene adorata per due soli motivi: se sei donna per entrare nelle grazie della più figa, se sei uomo per fare centro con lei o qualcuna delle sue amiche fighe. Daenerys è così altezzosa da scoraggiare entrambi i sessi; e poi suvvia, chi berrebbe in compagnia di una che se sbagli a parlare ti minaccia come se ti stesse versando un altro bicchiere.

Il suo delirio di onnipotenza è come il paraocchi per i cavalli, non le fa vedere nient’altro. Tanto è vero che con Jon non cambia minimamente atteggiamento: rinuncia al trono e non dire niente alle tue sorelle. Mai che le venga in mente che forse quel trono non è più mica tanto suo di diritto, anche se una così fa del diritto un suo monile di poco pregio, magari da indossare alla festa di Sansa.
Vive in una bolla che alimenta nella sua testa, tanto è vero che fa dei titoli come cazzo le pare, come fosse la dittatrice dello stato libero di Bananas: tu sei il figlio di Baratheon? (e tutti a chiedersi se l’avrebbe ucciso per qualche lontano pericolo di rivendicazione), ti faccio signore di qualcosa.

Continua a millantare un mondo più giusto sotto di lei, ma la parte importante è sotto e non giusto, perché giusto è relativo sotto no.

Jaime gran rubacuori

Jaime rimane un gran mistero. Mi pare un gran bel ragazzo eppure in questa serie lo abbiamo visto bombarsi la sorella ed ora flirtare con Brienne, manco fosse uno di quei film per ragazzi in cui il bello si innamora della bruttina perché ne scopre le grandi qualità. Per carità, è anche una bella cosa, ma quest’uomo ha chiaramente potenzialità inespresse.

Il suo approccio a Brienne è quello che tenta qualunque giovane ad una festa: farla ubriacare e coglierla tra l’intenzione e il vomito. Riesce nell’intento e dà il là ad un accoppiamento che, per stranezza, sarebbe degno di un documentario del National Geographic: ora vediamo quello che era un esemplare di maschio dominante che, dopo essersi ridotto ad una mammoletta agli occhi della sua compagna, cerca di circuire un esemplare di femmina che in gioventù non avrebbe degnato di una battuta.

Alla fine lascia Brienne per tornare da Cersei. Quest’uomo cambia casacca manco fosse Ibrahimović, ma per ragioni meno chiare.

Varys il normale

Se non fosse per quel problemino mi rispecchierei in lui. In questo episodio è praticamente la voce della ragione, è come se incarnasse il pubblico della serie che dice la sua. Non è che si lanci in ragionamenti raffinatissimi, ma quando sei l’unico con un po’ di sale in zucca spicchi come saggio tra gli imbecilli.

Innanzitutto fa notare che Daenerys e Jon sono zia e nipote: ah ecco, allora qualcuno se n’è accorto! Poi chiede, in modo retorico, se Daenerys sarebbe disposta a dividere il trono con Jon: ah ecco, qualcuno l’ha vista la follia che brilla negli occhi della pazza. Consiglia risolutamente Daenerys di non attaccare: ah ecco, qualcuno allora sa come andrebbero fatte le cose, ma naturalmente non gli danno retta.

Dopo aver osservato ciò che nessuno pare vedere, trae l’unica conclusione possibile: sul trono vuole Jon e non la dittatrice.

Varie ed eventuali

Cersei e i suoi dimostrano di avere tutto l’acume tattico che agli altri manca. Manco a dirlo, la spedizione dei paladini di un’alba dorata si rivela disastrosa quasi ancor prima di averla pensata: le navi affondano, un altro drago muore. A proposito di questi draghi, dovevano essere lo spauracchio, la variabile impazzita che avrebbe sbaragliato la contesa e invece ne è rimasto solo uno. Poiché i draghi sono chiaramente delle bestie potenti, non è che sono stati gestiti un po’ alla leggera? Far nascere i draghi è capacità mirabile, ma pure perderli con questa facilità non è impresa da poco.

Dopo tutte le droghe assunte è arrivato per Bran l’inevitabile momento di down. Infatti si lascia andare ad una considerazione malinconica tipica di fine rave.

Non hanno eretto una statua in onore di Arya: ingrati, meritate di perire tra atroci sofferenze.

Ci ho pensato solo oggi, ma Cersei con quale facilità rimane incinta? Pare che pure le sue ovaie sappiamo muoversi in favore di trono tanto quanto le sue intenzioni.

Jon verrà raffigurato nelle illustrazioni delle cronache future con una testa di mulo. Va bene la lealtà, la parola data, l’amore e tutto quello che vuoi, ma vogliamo provare a uscire un minimo dagli schemi? Non hai acume tattico, non rivendichi i tuoi diritti, non ascolti i consigli di nessuno, ricordati che Thor si è trasformato in Drugo per molto meno.

Game of Thrones (Il Trono di Spade) – Stagione 08×04 – Serie tv – Recensione ultima modifica: 2019-05-06T23:31:45+02:00 da agafan

Su agafan

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agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è stata una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma ha compensato con altre caratteristiche, ha aggirato l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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