Ti sto guardando

“Siamo diventati un paese di guardoni, ciascuno farebbe bene a guardare in casa propria” Da “La finestra sul cortile”, 1954

Io faccio parte della categoria, mea culpa, lo ammetto.
Le finestre che si illuminano al tramonto mi creano una sorta di dipendenza visiva da cui non voglio smettere.
Luci, ombre, figure.
Tutti pronti a mettere in scena una danza rituale che si ripete giorno dopo giorno.
Abitudini loro, mania mia.
Non pensiate che sia una maniaca con tanto di cannocchiale o teleobiettivo, non fino a questi livelli almeno, solo mi piace osservare la vita degli altri, tutto qui.
Ricordo benissimo una delle mie finestre di New York -location perfetta per chi ha la mia stessa patologia- da lì potevo vederne alcune con attore principale un bellissimo golden retriver dal pelo color miele.
Lui se ne stava tutto il giorno tra una poltrona e l’ingresso di un’altra stanza,che ho sempre immaginato poter essere la cucina.
Ma quando le luci dei grattacieli intorno iniziavano ad accendersi, si spostava verso la porta principale,
Si accucciava davanti ed attendeva.
Io anche.
Aspettava il padrone.
Aspettava il rumore dei passi e delle ruote della bici che poi veniva parcheggiata nel corridoio.
Grandi feste, coda che scandiva il tempo delle carezze e la felicità di ritrovarsi insieme.
Io ero lì con loro, con la stessa felicità.
Entravo nel loro privato e continuo a farlo in tutti i luoghi che mi forniscono un cortometraggio simile.
Scrivo io la sceneggiatura, le battute.
Non dirigo e non posso stabilire quando stanno per arrivare i titoli di coda, ma quando succede mi tocca aspettare la prossima puntata.
Gail Albert Halaban, fotografa newyorkese classe 1970 ha iniziato nello stesso modo.
C’erano finestre da spiare e momenti da immortalare di quella privacy violata dai nostri occhi.
Ha contattato tramite l’elenco telefonico della gente comune, li ha avvisati del suo progetto e si è messa a debita distanza per fermare quelle immagini senza disturbare.
Ha creato piccoli set di vita vera, trasportando la solitudine o la convivialità che questi microcosmi raccontavano.
Le sue immagini sono un moderno remake del film La finestra sul cortile, che vi consiglio “claramente” di vedere.
Per ‘Out my Window’ andate sul sito
www.gailalberthalaban.com oppure cliccate qui sotto.

Su Clara

Sono cresciuta a libri,moda e rock'n'roll. Mangio arte fin da piccola e ho sempre saputo che mi sarei occupata dell'immagine in tutto quello che la riguarda. Dopo i canonici anni di Liceo Artistico frequento l'Istituto Marangoni e l'Accademia del Lusso e della Moda a Milano dove spazio tra creazioni, styling e scrittura di settore. Ho una passione per il vintage a cui do una seconda vita, riutilizzando accessori e complementi d'arredo la cui immagine si stravolge e ne esce completamente rinnovata, la linea si chiama Resurrection Design, un nome che è tutto un programma, ma soprattutto una filosofia sulle possibilità. Scrivo, disegno e dispenso consigli su quello che sarà cool, una sorta di guida semiseria di quello che fotografo in giro per la City con l'occhio marcato dall'eyeliner e che racconto come se fosse una storia. Rido tanto, sogno molto e macino chilometri...ma sempre con un certo stile!

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