Trattato di culinaria per donne tristi – Héctor Abad Faciolince

Oggi vogliamo presentarvi la recensione di Trattato di culinaria per donne tristi, libro scritto da Héctor Abad Faciolince e indirizzato a tutte le donne che siano predisposte a seguire ottimi rimedi ma anche agli uomini che siano propensi a conoscere l’universo femminile. Non solo leggerete volentieri questo libro, lo rileggerete e poi ancora e sempre volentieri, lo terrete sul comodino o sul tavolo della cucina o sul mobile della sala o dovunque sia sempre a portata di lettura.

Il testo di cui voglio parlarti, Trattato di culinaria per donne tristi, è un piccolo gioiello, di quelli che – e non ce ne sono tanti – ti viene a volte voglia di rileggere, sfogliandolo a caso, di qua e di là.

Scoprirai – come il titolo fa presagire – che è ricco di ricette culinarie. Ma capirai presto che non sono affatto consigli per buone casalinghe; sono piuttosto rimedi adatti alle donne per ogni circostanza: mestruazioni o gravidanza, mal d’amore o gelosia, pallori mattutini o pensieri adulterini.
Ti sembrerà di sentir parlare un amico caro: non solo perché l’autore si rivolge a te con tono confidenziale, ma soprattutto perché sa capire ciò che senti esattamente e ti svela quello che gli uomini hanno nella mente. In sua compagnia sentirai la più preziosa delle sensazioni: quella di essere compresa. Sarai avvolta da calore e ben considerata: accolta e mai giudicata.
E se sei di quelle donne che non temono la malinconia – abituata alle ondate regolari che ti capitano di mese in mese – scoprirai che questo libriccino è ancor più irresistibile: non si parla, infatti, solo di tristezza o di ciò che è commestibile. Tra tutti gli ingredienti, i più gustosi sono senz’altro il buon senso, l’ironia, la sensualità e la poesia.

E se hai una amico intimo o un compagno, pure a lui puoi fare leggere questi rimedi, purché – e di questo ti devo avvertire – di comprendere le donne e di sorridere con loro abbia l’ardire.

Ti faccio assaggiare un pezzo di questa pietanza, cosicché tu non possa dire che ne esagero la lode:

“Ci sono giorni in cui le donne si svegliano belle e giorni in cui sarebbe preferibile non essersi alzate. Così succede a tutte e il male non è negli occhi. La carnagione è capricciosa e cambia a piacere i lineamenti. Non importa che la gente ti riconosca sempre. Tu sai e io so che ci sono giorni in cui non sei la stessa. Il tempo a volte corre in avanti (ti vedi più vecchia), e a volte retrocede. I giorni con la faccia brutta sfruttali per attività di raccoglimento; i giorni con la faccia bella, semplicemente sfruttali.
Per la pesantezza dei giorni in cui il tempo sembra aver galoppato sul tuo viso molto più del previsto, non c’è ricetta. Non si cura lo stupore dinanzi allo specchio. Lavati, tuttavia, il volto con acqua gelata; se non dà risultati, con acqua molto calda; se il male persiste, con acqua di rose; se il disgusto non passa, mettiti un paio di occhiali scuri e cambia pettinatura.
Ma la cosa migliore è mettere il viso al sole per dieci minuti, aspettare la notte e dormire dodici ore. Sonno e sole e speranza, non dubitarne, produrranno meraviglie il giorno dopo. A qualsiasi età, compresa quella tarda, è possibile far sì che il tempo sul tuo viso retroceda. Per farlo bisogna recuperare i gesti del passato; per farlo bisogna tornare ai sapori dimenticati dell’infanzia. E i sapori dimenticati dell’infanzia non li dico, perché ognuno dimentica e ricorda a modo proprio.”

Trattato di culinaria per donne tristi – Héctor Abad Faciolince, Sellerio

Felicità: 80%
Tristezza: 50%
Profondità: 80%
Appagamento: 90%
Indice metatemporale: 100%

Su rossopero

Rosso perché a circa otto anni dicevo ai miei che da grande sarei diventato un pilota della Ferrari ( con mio padre che mi accompagnava ogni volta dal medico sperando in una cura). Però perché una volta guarito, mi sono dedicato ai primi esperimenti con la corrente elettrica iniziando a infilare le dita nelle prese, gironzolando a piedi nudi per casa. Con una percezione del rischio completamente azzerata e spinto da questa strana curiosità per le cose elettriche, ho preso la laurea in ingegneria dando fondo a tutti i miei risparmi. Rossoperò perché oggi mi ritrovo a lavorare sulle automobili, passando anche da Maranello, a un passo da quello che è stato il mio sogno. Seguo assiduamente la F1 e suono il sassofono…come non essere felice!

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