Oggi vogliamo presentarvi la recensione di Trattato di culinaria per donne tristi
Il testo di cui voglio parlarti, Trattato di culinaria per donne tristi
Scoprirai – come il titolo fa presagire – che è ricco di ricette culinarie. Ma capirai presto che non sono affatto consigli per buone casalinghe; sono piuttosto rimedi adatti alle donne per ogni circostanza: mestruazioni o gravidanza, mal d’amore o gelosia, pallori mattutini o pensieri adulterini.
Ti sembrerà di sentir parlare un amico caro: non solo perché l’autore si rivolge a te con tono confidenziale, ma soprattutto perché sa capire ciò che senti esattamente e ti svela quello che gli uomini hanno nella mente. In sua compagnia sentirai la più preziosa delle sensazioni: quella di essere compresa. Sarai avvolta da calore e ben considerata: accolta e mai giudicata.
E se sei di quelle donne che non temono la malinconia – abituata alle ondate regolari che ti capitano di mese in mese – scoprirai che questo libriccino è ancor più irresistibile: non si parla, infatti, solo di tristezza o di ciò che è commestibile. Tra tutti gli ingredienti, i più gustosi sono senz’altro il buon senso, l’ironia, la sensualità e la poesia.
E se hai una amico intimo o un compagno, pure a lui puoi fare leggere questi rimedi, purché – e di questo ti devo avvertire – di comprendere le donne e di sorridere con loro abbia l’ardire.
Ti faccio assaggiare un pezzo di questa pietanza, cosicché tu non possa dire che ne esagero la lode:
“Ci sono giorni in cui le donne si svegliano belle e giorni in cui sarebbe preferibile non essersi alzate. Così succede a tutte e il male non è negli occhi. La carnagione è capricciosa e cambia a piacere i lineamenti. Non importa che la gente ti riconosca sempre. Tu sai e io so che ci sono giorni in cui non sei la stessa. Il tempo a volte corre in avanti (ti vedi più vecchia), e a volte retrocede. I giorni con la faccia brutta sfruttali per attività di raccoglimento; i giorni con la faccia bella, semplicemente sfruttali.
Per la pesantezza dei giorni in cui il tempo sembra aver galoppato sul tuo viso molto più del previsto, non c’è ricetta. Non si cura lo stupore dinanzi allo specchio. Lavati, tuttavia, il volto con acqua gelata; se non dà risultati, con acqua molto calda; se il male persiste, con acqua di rose; se il disgusto non passa, mettiti un paio di occhiali scuri e cambia pettinatura.
Ma la cosa migliore è mettere il viso al sole per dieci minuti, aspettare la notte e dormire dodici ore. Sonno e sole e speranza, non dubitarne, produrranno meraviglie il giorno dopo. A qualsiasi età, compresa quella tarda, è possibile far sì che il tempo sul tuo viso retroceda. Per farlo bisogna recuperare i gesti del passato; per farlo bisogna tornare ai sapori dimenticati dell’infanzia. E i sapori dimenticati dell’infanzia non li dico, perché ognuno dimentica e ricorda a modo proprio.”
Trattato di culinaria per donne tristi – Héctor Abad Faciolince, Sellerio
Felicità: 80%
Tristezza: 50%
Profondità: 80%
Appagamento: 90%
Indice metatemporale: 100%

