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Guerra all'acqua - a cura di C. Alessandro Mauceri

Guerra all’acqua – a cura di C. Alessandro Mauceri

Guerra all’acqua, a cura di C. Alessandro Mauceri, ci racconta come noi siamo fatti per la maggior parte d’acqua, la superficie della Terra è ricoperta per la maggior parte d’acqua, eppure non la trattiamo di conseguenza.

L’incomprensibile Guerra all’acqua

Noi siamo fatti per la maggior parte d’acqua, la superficie della Terra è ricoperta per la maggior parte d’acqua, insomma: che l’acqua abbia la sua importanza è palese a tutti. Davvero? Forse a livello teorico, ma a conti fatti non è così. Perché delle cose importanti ci si prende cura, si coccolano, si dà loro la giusta importanza al massimo preoccupandosi in eccesso. Tanto più se parliamo di un elemento fondamentale per la vita sia dell’uomo che della Terra, non di qualcosa di cui si possa fare a meno, di un orpello utile alla nostra vanità. Eppure, nonostante tutte le banalità scritte fino ad ora, il mondo non si comporta di conseguenza, anzi ha la pericolosa tendenza a sottovalutare il valore dell’acqua, tanto da poter parlare della guerra all’acqua del titolo.
Questo saggio ha l’indubbio merito di evidenziare alcuni elementi tanto importanti quanto bistrattati sull’argomento acqua, elementi che dovrebbero essere ben più presenti di quanto non siano nell’informazione, nelle nostre considerazioni quotidiane, nelle scelte dei governi, insomma nelle nostre vite.

Conseguenze senza risposta

I problemi legati all’acqua sono diversi, i principali: riduzione, inquinamento e disponibilità. Parte di queste problematiche derivano dai cambiamenti climatici e parte dei cambiamenti climatici derivano dalle attività dell’uomo; parte derivano direttamente dalle attività dell’uomo; per tirare le somme possiamo ben dire che l’uomo ci stia mettendo molto del suo per guastare e perdere un bene tanto prezioso. Le conseguenze dei problemi legati all’acqua sono devastanti, mettono in ginocchio intere popolazioni e, naturalmente, soprattutto le frange più deboli: i bambini. La prima parte del libro esamina tutte le conseguenze derivanti dalla carenza e dall’inquinamento delle acque, alcune sono decisamente palesi, altre non immediatamente percepibili, ma non per questo meno devastanti.
Di fronte a quella che possiamo fin da oggi definire un’emergenza (diretta per alcune popolazioni, imminente per altre), i governi di tutto il mondo sono passati alla fase due: riconoscere il problema. Peccato che, di fronte ad un riconoscimento inevitabile, non agiscano di conseguenza. Si riuniscono, firmano trattati che stabiliscono misure non sufficienti e disattendono i trattati firmati. Insomma fanno quello che sanno fare meglio: promettere per non mantenere. Con il piccolo contrattempo che qui si gioca con la vita, ma secondo loro esistono evidentemente interessi superiori.

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Guerre e migrazioni

Due delle peggiori conseguenze delle difficoltà legate all’acqua sono le guerre e le migrazioni. Quando si parla di cause scatenanti delle guerre non si tiene mai abbastanza da conto l’acqua. Il controllo di una risorsa tanto fondamentale è un buonissimo motivo per entrare in conflitto con chi ne contende l’accesso. Non solo, il controllo dell’acqua è una delle armi più diaboliche ed efficaci per mettere in ginocchio l’avversario, le fonti d’acqua (di qualsiasi natura) sono un obiettivo militare molto strategico, colpire o inibire l’accesso all’acqua è una mossa ben conosciuta dagli eserciti.
Se guardiamo ad uno dei fenomeni più preoccupanti degli ultimi anni, le migrazioni, vediamo come, più spesso di quanto si pensi, abbiano cause risalenti all’acqua. Chiariamo subito che il problema delle migrazioni non è quello di non avere stranieri in Italia o di aiutarli a casa loro, anzi leggendo questo libro forse vi farete un minimo di idea di cosa ci sia a casa loro, di cosa significhi viverci. Indubbiamente però, lo spostamento massiccio di popolazioni verso altri territori o l’ammassamento in prossimità di centri urbani crea difficoltà, paradossalmente il secondo mette in crisi proprio le risorse idriche delle città. E le migrazioni sono spesso indotte da carenze idriche o da guerre dovute a conflitti per l’acqua.

L’acqua nel mondo

E così arriviamo al grande paradosso: le persone non possono vivere senz’acqua, arrivano a combattersi per averla, ma quando ce l’hanno non se ne curano come dovrebbero. L’ultima parte del libro è un giro mondiale sullo stato delle acque, sui problemi legati alle specifiche condizioni climatiche e sull’utilizzo sciagurato delle risorse idriche. Un quadro rapido ma efficace, in grado di palesare la portata della questione.
Si tratta di duecento pagine che sanno tenere desta l’attenzione, muovendosi con agilità tra le varie questioni, soffermandosi quanto basta per informare e prima di annoiare. Guerra all’acqua parla di un problema mondiale di enorme portata e lo fa in modo chiaro.

a cura di C. Alessandro Mauceri – Guerra all’acqua. La riduzione delle risorse idriche per mano dell’uomo – Rosenberg & Sellier

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Guerra all’acqua – a cura di C. Alessandro Mauceri ultima modifica: 2018-03-05T08:31:36+00:00 da agafan

Su agafan

agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma lei compensa con altre caratteristiche, aggira l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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