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Intervista a Siri Ranva Hjelm Jacobsen, autrice di Isola – Iperborea

In occasione del Festival di Iperborea abbiamo incontrato Siri Ranva Hjelm Jacobsen, scrittrice danese che ha appena pubblicato il libro Isola. Da una semplice chiacchierata è nata un’intervista davvero molto interessante che tocca numerosi punti cari alla scrittrice, a partire dalle isole Fær Øer fino all’importanza del linguaggio

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Sei nata in Danimarca?  Sì, Copenaghen.

Da quanto tempo non torna alle Fær Øer?  La differenza tra me e il personaggio del mio libro è che io sono tornata alle  Fær Øer periodicamente per tutta la vita

Nel tuo libro c’è un grande contatto tra la natura e i personaggi. A me ha colpito molto quello col sole di mezzanotte che viene percepito ogni tanto come un elemento fastidioso. Qual è esattamente la dinamica tra i personaggi e il sole di mezzanotte. Cosa cambia questo fenomeno fisico? La  dinamica tra i personaggi e il sole di mezzanotte? Buona domanda! Il sole di mezzanotte è un proprio un buon esempio. Perché in generale c’è una differenza molto grande tra la madre e la sua famiglia e la giovane ragazza o il padre, la Tarantola, ed il sole di mezzanotte è un simbolo molto forte di questo. Perché per le persone delle Fær Øer non è un problema, mentre per i danesi è una forma di disturbo dei sensi, è lo è davvero, perchè quando usualmente il sole dovrebbe tramontare e invece non lo fa, il corpo è confuso. Quindi diciamo che è un esempio di come appartenere ad un posto è un fattore molto fisico.

Emerge dal libro un carattere particolare degli abitanti delle Fær Øer, una sorta di indipendenza da tutto, quindi quali sarebbero i caratteri principali di questo spirito che emerge spesso nel tuo libro? Penso di averlo fatto per caso, ho sempre molta paura di generalizzare sulla popolazione delle Fær Øer, in parte perché si arrabbierebbero molto con me e in parte perché è una questione politica la percezione danese di chi abita alle Fær Øer. La visione danese dei faroensi è molto generalizzata e un tantino ignorante ed io non voglio dare adito a ciò, ma credo che ci voglia una certa forza d’animo, primo per essere un isolano poi per essere pescatori perché metà della famiglia va via la metà del tempo. Credo inoltre che ci voglia una certa forza per avere una propria identità quando appartieni ad un’altra nazione più grande (N.B. le  Fær Øer sono ancora oggi una Nazione Costitutiva del Regno di Danimarca). Credo l’attitudine di resistenza e la trasgressione, siano il principale carattere di questa terra, che non è una resistenza arrabbiata ma con senso dell’umorismo.

Nel tuo libro c’è un comunista che difende un nazista, per un italiano è una cosa molto strana nel senso che per noi le ideologie sono molto rigide ma nel libro è molto divertente. Questa è una specificità delle  Fær Øer? Sì e no, grazie per averlo notato perché anche per me è divertente. No, neanche in Danimarca succede mai ma in questo caso Ragnar (filosofo comunista tra i protagonisti del libro) non sta esattamente difendendo la visione politica e la cosa importante qui è che “sì, è un nazista ma è un nostro nazista” e qui la sensazione che stiano portando via la loro indipendenza e credo che sia molto importante che questo avviene appena dopo le elezioni e questo è successo davvero. Le Isole  Fær Øer hanno votato per l’indipendenza e nella costituzione danese se le Isole V avessero optato per l’indipendenza, gli sarebbe stata permessa, ma il Re chiese se fossero davvero sicuri e da lì si sviluppò un senso di rabbia, un senso di difesa del proprio potere. Quindi sì, la vicenda di Rasmussen è una questione di politica locale e politica locale vincente.  Si tratta anche un buon esempio di vita in una società di un’isola remota in cui puoi avere delle grandi differenze politiche ma in certi momenti devi stare unito e lavorare insieme. Ed è questa una grande caratteristica delle isole  Fær Øer, sono una piccolissima società, molto più religiosa della Danimarca, loro vivono uno accanto all’altro possono non andare nella stessa chiesa ma in caso di qualsiasi eventualità o problema lavorano insieme.

È molto interessante che in un periodo come la seconda guerra mondiale si vivano queste vicende, in Italia si sono vissute in tutt’altra maniera.  Posso immaginare, anche in Danimarca tutto sommato.

Nel libro ci sono parole che mi hanno colpito: la nostalgia, è di un luogo o  un’atmosfera? Perché ad esempio il nonno sembra nostalgico di un’atmosfera, più che di un luogo fisico. O anche il concetto di casa è un luogo fisico o percezione. Il libro offre diverse prospettive, la cosa importante per me è che un buon libro induca la domanda e il lettore risponde ad essa. Se chiedi a me ti dico, casa è un posto fisico, e credo che l’idea di “casa è dovunque appoggi il cappello” credo che sia corretto in teoria ma non funziona così sempre. Per esempio posso dire che casa per me sono le isole  Fær Øer ma ho vissuto in un appartamento di città per tutta la mia vita e il fatto che dica che per me casa sono le isole  Fær Øer non significa che sia facile per me camminare sulle montagne. Ogni abitante delle Isole  Fær Øer corre sulle montagne come se fosse in pianura e ci sarà sempre una differenza fisica, di luogo fisico. Il suono del linguaggio, il modo in cui ti muovi all’interno dello spazio è sempre una questione molto fisica.

Il linguaggio è qualcosa che si abita? Qualcosa che influenza la realtà?  Io penso molto. Non c’è alcuna realizzazione al mondo senza linguaggio. Noi vediamo cose, sentiamo cose ma hanno senso solo tramite il linguaggio e noi ci connettiamo in modo tale che ci si possa capire tramite il linguaggio, senza di questo saremmo isolati.

Un’isola è un luogo isolato. Può essere paragonato ad una persona isolata dal linguaggio magari? Sì, l’isola è anche una giovane donna e le sue speranze, l’utopia

L’isola fluttuante è un’immagine molto forte dal punto di vista esistenziale, c’è un collegamento tra un’isola fluttuante e un’esistenza fluttuante come l’idea di migrazione che abbiamo oggi? Credo che l’isola fluttuante sia entrambe allo stesso tempo, da una parte è l’utopia, è il sogno di un posto e di non rimanere senza una casa e dall’altra è l’immagine della possibilità di un’identità tra più nazioni e si, credo sia una grande possibilità sia per i migranti ma anche per noi non essere per forza connessi ad una nazione, non credo necessariamente fluttuante ma nel mezzo.

Nel libro viene costruita una sorta di antropologia dell’immigrazione, cosa pensa del fenomeno dell’immigrazione che da noi è molto sentito ed immagino anche in Danimarca? In Danimarca si parla molto di immigrazione ma non penso sia un esempio appropriato perchè l’Italia si sta prendendo carico di molta gente e siete sicuri che i migranti arrivino e c’è paura, in Danimarca abbiamo pochi numeri ogni anno inoltre la Danimarca è un paese benestante. Si abbiamo problemi di integrazione ma nell’Europa del nord non c’è grande afflusso. Credo che sia molto importante indirizzare la paura perché se la paura è vera in Danimarca  non immagino nel resto dei paesi le cose vanno maggiormente in quella direzione. Parliamo sempre di questo come un problema, dovremmo focalizzarci forse su altro.

Ci sono le carceri sulle Isole Fær Øer (Nel libro la protagonista si chiede perché non vede mai un carcere alle Isole Fær Øer)? Sì e no, noi distinguiamo le prigioni per il lungo termine o il breve termine, per quando si passa una notte da ubriachi, insomma. Quindi sì in questo caso, per il lungo termine in Danimarca.

Mi è venuto in mente Giovanni Verga ha delle assonanze con te in quanto isolano, lo conosci? No, prendo nota!

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Intervista a Siri Ranva Hjelm Jacobsen, autrice di Isola – Iperborea ultima modifica: 2018-03-02T12:53:22+00:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in Filosofia e performer, ha scritto due album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" è stato disco della settimana dì Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" è stato ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Ora è in uscita il suo terzo album.

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