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Tempi moderni e l’importanza fondamentale dell’autorità (ergo- se davvero uno vale uno, per noi è finita

Tempi moderni e l’importanza fondamentale dell’autorità (ergo: se davvero uno vale uno, per noi è finita)

La corsa all’abbattimento di qualsivoglia autorità cancella dinamiche di contestazione salutari. Nel momento in cui non viene riconosciuta nessuna autorità (in qualsiasi campo, dalla politica alle discussioni da bar) perde forza anche la ribellione: contro chi ci si ribella se tutti sono sullo stesso piano? Salviamo le autorità per poterle contestare.

L’appiattimento dell’onniscienza

Viviamo anni strani, con internet che ha dato la stura ad un’onniscienza che forse cova da sempre nel genere umano, o forse cova da qualche centinaio d’anni, o forse ancora cova proprio da quando la rete ne ha dato l’illusione. Ormai c’è un sentire diffuso per cui tutti possono mettere becco su tutto, non solo aggirando qualsivoglia autorità nel merito, ma attaccando chiunque si erga ad autorità sventolando competenze e conoscenze.

Non è nostra intenzione, almeno in questa sede, approfondire la questione della validità dell’autorità; si badi bene non dell’autoritarismo, bensì della salvaguardia di punti di vista privilegiati non certo per caso o per pregiudizio, ma per capacità superiore di analisi di porzioni specifiche della realtà. Quello che vorremmo far presente è che un tale appiattimento che vuole annullare tutte le gerarchie, che pretende una democrazia onnicomprensiva e non accetta dettami in nessuna occasione rischia di eliminare dinamiche che oseremmo definire salutari.

Se tutti hanno lo stesso diritto alla verità di chiunque su qualunque argomento, allora diventa una guerra di tutti contro tutti, dove tutti giocano ad armi pari e nessuno può tracciare confini e limiti. In un’arena così costituita si pretende di fare a meno di qualsiasi autorità, poiché nessuno ha un vantaggio sugli altri, si abbattono le distanze che studi ed esperienza dovrebbero creare, concretizzando una scalata alle conoscenze su basi consolidate individualmente, dove ognuno crea da sé la credibilità delle argomentazioni.

Se uno vale uno nessuno vale un cazzo

A questo punto vale tutto, non perché ciò sia vero, ma perché così viene percepito, perché un esperto può argomentare solo contro affermazioni sensate, che poggiano sulle stesse basi, e perché discutere con qualcuno che si costruisce l’edificio della verità e ci si asserraglia diventa inutile più che difficile, data la sordità a cui si va incontro.

Quello che vorremmo far notare è come un tale processo porti alla cancellazione delle naturali e salutari dinamiche di ribellione. Se non esistono autorità competenti, contro chi ci si potrà rivoltare, quali autorità si potranno rovesciare? Se tutti hanno la stessa autorità, chi rimarrà da contestare, chi contrasterà chi, quale rapporto dialettico si potrà instaurare?
Viene da immaginarci una comunità di soggetti autoreferenziali che, costruitisi il proprio edificio di conoscenze, si ritroveranno a contestare se stessi, si daranno addosso, diranno una cosa per poi dire l’opposto. Le autorità servono, devono esistere per essere contestate e vale in ogni campo. Un’autorità scientifica deve trovare contestazione all’interno della comunità che si occupa di quegli argomenti; le autorità più generiche, come quelle politiche, devono trovare contestazione tra i cittadini e la trovano solo se vengono riconosciute come tali; l’autorità dei professori deve trovare contestazione presso gli studenti. Ma perché ciò avvenga è necessario che le autorità siano in qualche modo, in qualche posto, in qualche lago riconosciute. L’uno vale uno significa che tutti valgono uno e, in pratica, nessuno vale un cazzo.

Gabbie modello Ikea

Al di là dell’irragionevolezza del mancato credito a chi è più competente, fate attenzione a non chiudervi in una gabbia da cui uscireste solo tirando testate alle sbarre.
Anche se il dubbio che rimane è che le gabbie si montino e si smontino modello mobili dell’Ikea: a poco prezzo, chiunque li può montare, dal design mediamente accattivante, facilmente sostituibili. Forse quella rabbia che monta contro tutti e tutto si autoalimenterà sorda alla pur minima coerenza, alimentando un circolo vizioso per cui contestare un proprio precedente punto di vista non costituirà nessun problema, lì dove le verità perdono pezzi per strada e cambiano padrone senza lasciare tracce. Così ognuno potrà contestare se stesso senza rendersene nemmeno conto e ognuno rimarrà convinto di scaricare la propria rabbia sempre contro qualcun altro, contro un’autorità che vuole sopraffarlo nascondendogli la verità. Nuove posticce dinamiche si addensano all’orizzonte.

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Tempi moderni e l’importanza fondamentale dell’autorità (ergo: se davvero uno vale uno, per noi è finita) ultima modifica: 2018-04-04T13:55:51+00:00 da Redazione

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