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Salvate il soldato interista, il grillino del tifo

Un parallelo percorre l’Italia da nord a sud, attraversando la spina dorsale pulsante del Paese, quello tra interisti e grillini: gli uni stanno al calcio come gli altri alla politica. Un senso spiccato del complotto e una lettura del mondo deturpata da un vittimismo senza confini.

Non è possibile conoscere il risultato di una partita di calcio prima che sia giocata, a meno di millantare capacità divinatorie, che dovranno poi essere confermate da una giusta dose di culo; o a meno di far parte del sistema che muove tutti i fili; o a meno di conoscere qualcuno all’interno del sistema, siamo pur sempre in Italia; o a meno di essere il protagonista di Ritorno al futuro. Però, quando si avvicina una partita importante per l’Inter, in particolare contro la Juve, sappiamo in anticipo una cosa: se vincerà i suoi tifosi esulteranno, se perderà si lamenteranno degli arbitri. La puntualità dello schema all’inizio sorprendeva, dopo un po’ ha iniziato a staccare, ma ormai è la stella polare delle nostre giornate calcistiche: aiuta ad orientarsi e quando non si vede ci si preoccupa sempre un po’.

Gli interisti si sentono così accerchiati da sembrare i grillini in politica: tutti nemici preventivamente, sono gli altri che devono dimostrare di non esserlo e la lista dei nemici è lunga e sempre aperta. Il complotto contro di loro non dorme mai, io me lo immagino l’interista che controlla la tazza del cesso prima di cagare per paura che il sistema abbia inserito qualche meccanismo per metterglielo in culo quando si siede. Ovviamente nemica giurata è la Juventus e i suoi tifosi. Quando giocano contro la Juve contestano qualsiasi decisione, a partire dal fischio d’inizio: ma come si fa a fischiare così il calcio d’inizio, chiaramente è un suono pro Juve.

Naturalmente la lettura di ogni singolo episodio è in chiave complottista, perché secondo loro tutto fili liscio si deve verificare (in ordine anche sparso): tre rigori a favore nelle prime tre volte che l’Inter si presenta in aria avversaria, due espulsioni ai danni dei primi due avversari che commettono fallo, ammonizione al resto degli avversari portiere compreso, difesa avversaria che si apra al passaggio dell’interista come le acque con Mosè, che il pubblico avversario modifichi il tifo a partita in corso sostenendo l’Inter, che l’arbitro effettui un assist con tocco felpato ad Icardi, che a metà campionato vengano dati alle squadre davanti in classifica tanti punti di penalità quanti bastano per mettersele alle spalle, che il signore Iddio mandi un secondo figlio a dichiararli popolo eletto del campionato.

Non bisogna accennare al masochismo di una società in grado di farsi del male da sola proprio come i grillini, perché significherebbe essere inseriti nella lista dei nemici, di coloro che li vogliono screditare. L’unica differenza è che il loro Grillo ha gli occhi a mandorla, un’espressione meno cattiva e l’incapacità di pronunciare forza Inter.

Forse dovremmo salvare gli interisti da loro stessi, o forse no, se cambiassero ci mancherebbe non vederli più schiumare rabbia inseguendo con la testa per aria le scie chimiche, ci sentiremmo persi senza la loro interpretazione degli episodi calcistici in chiave codice da Vinci, non saremmo in pace con la nostra morale senza il loro seguire la partita come fosse una via crucis in cui recitano la parte di un novello Cristo. No no lasciamo tutto com’è, anche perché permetteremmo di intascare una somma mostruosa a troppi psicologi.

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Salvate il soldato interista, il grillino del tifo ultima modifica: 2017-02-09T17:37:06+02:00 da Redazione

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