Home / Attualità / La campagna del mese / Esercizio di onestà intellettuale: siamo come i nostri politici
Esercizio di onestà intellettuale- siamo come i nostri politici

Esercizio di onestà intellettuale: siamo come i nostri politici

Lamentarsi dei politici è un esercizio a tratti salutare, ma se effettuassimo un minimo di esercizio di onestà intellettuale scopriremmo di non essere migliori. Forse stiamo sbagliando prospettiva, invece di pensare che i politici dovrebbero essere migliori dei cittadini o che dovrebbero cambiare il Paese dall’alto, dovremmo migliorarci noi per poter partorire una classe politica migliore.

I politici sono il nostro specchio

La vulgata, almeno in Italia, vuole l’espressione del malcontento verso una classe politica rea di menefreghismo e opportunismo. I politici sono attaccati alla poltrona e non ne combinano mai una giusta, non sono in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini, fanno accordi sottobanco al fine di ottenere vantaggi per tutti i partiti, sono troppo morbidi con i delinquenti, insomma un vero disastro.

Non siamo qui per smentire queste accuse, in primo luogo perché non è l’argomento di questa campagna, in secondo luogo perché la maggior parte delle accuse colpiscono effettivamente nel segno, almeno in linea generale, quindi buttandoci in una generalizzazione che, come tutte le generalizzazioni, è dozzinale e ingiusta.

Il punto è che vorremmo che prendessimo tutti consapevolezza di quanto la classe politica sia l’espressione dei cittadini che la eleggono. Anche qui generalizziamo, ma con il vantaggio di poter spalmare i nostri vari difetti su diversi politici. Non vogliamo togliervi la soddisfazione delle lamentele, ci mancherebbe altro, lamentarsi è un esercizio che alleggerisce l’anima e la mente. Però, nel momento in cui non siamo impegnati in un linciaggio accalorato dei politici, dovremmo renderci conto di non essere poi migliori di loro. Almeno per alcuni, pochi o molti vedete voi, aspetti i politici sono il nostro specchio.

Facciamo qualche esempio, giusto per non proporre solo discorsi teorici che, senza appiglio alla praticità, non vi convincerebbero.

I politici rubano

I cittadini vengono derubati dei propri soldi, versati tramite le tasse, da quei furbetti del quartiere, della regione, dello Stato che sono i politici. D’altronde l’evasione fiscale non è per nulla un problema in Italia, possiamo davvero a buon diritto reclamare il maltolto.

I politici raccomandano o sono raccomandati

Mentre i cittadini non sfrutterebbero mai l’occasione di essere raccomandati da qualcuno e non rincorrono mai una conoscenza con la prospettiva di ricevere un vantaggio. Gli italiani si stracciano le vesti e cantano inni in onore della meritocrazia, loro reale madre putativa, legge non commerciabile e stella polare sul lavoro e nella vita quotidiana.

I politici sono morbidi con i delinquenti

Invece i cittadini denunciano ogni malefatta di cui sono testimoni. Lasciamo perdere il discorso crimine organizzato, è troppo più grande di questa stupida rubrichetta. Pensiamo invece al commerciante che ci propone i due prezzi: quello con fattura e quello in nero. Non conosciamo nessuno, ma proprio nessuno, che cederebbe ad un ricatto del genere.

I politici sono incapaci

E i cittadini per protesta, per ribellarsi, votano a valanga un partito che fa dell’inesperienza il proprio vessillo. Lamentarsi dell’incapacità dei politici e poi votare i grillini è come lamentarsi della cucina della propria compagna e mettersi ai fornelli in prima persona: dalla padella alla brace.

I politici sono attaccati alle poltrone

Al contrario di quei cittadini che lavorano nel pubblico pescati a timbrare, per sé e per altri dieci, e andarsene in giro. In effetti quelli sulle poltrone non ci stanno molto, si alzano e le lasciano libere. Però il posto fisso è sacro, che c’entra.

I politici litigano come bambini a scapito degli obiettivi comuni e più grandi

Infatti, quando i cittadini si riuniscono per le riunioni condominiali, tanto per fare un esempio, non battibeccano mai su stronzate, ma portano avanti discorsi ben più articolati.

I politici, chiusi nelle loro dimore dorate, non hanno il polso della situazione di chi sta peggio

Mica come i cittadini che accolgono con compassione esseri umani che hanno attraversato continenti per fuggire da guerre e povertà, dimostrando un’empatia raffinata dall’esercizio di mettersi nei panni altrui.

Insomma, potremmo andare avanti per molto ma ci fermiamo qua. Forse stiamo sbagliando prospettiva, invece di pensare che i politici dovrebbero essere migliori dei cittadini o che dovrebbero cambiare il Paese dall’alto, dovremmo migliorarci noi per poter partorire una classe politica migliore. Cambiare lo specchio non serve, perché qualunque specchio sa solo riflettere l’immagine che gli si propone.

 

Esercizio di onestà intellettuale: siamo come i nostri politici ultima modifica: 2018-05-07T18:06:08+00:00 da Redazione

Su Redazione

Può interessarti

Violenza e abusi sulle donne: guardatevi Law & Order - Special Victim Unit

Violenza e abusi sulle donne: guardatevi Law & Order – Special Victim Unit

La visione di Law & Order – Special Victim Unit non è certo la soluzione …

Sì allo ius Soli, no ad alcuni italiani

Sì allo ius Soli, no ad alcuni italiani

Concediamo ai detrattori dello ius soli che l’approvazione comporterebbe un aumento eccessivo di cittadini italiani. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Tutte le novità della settimana

Niente spam, promesso!