Lanark.-Una-vita-in-quattro-libri---Alasdair-Gray

Lanark. Una vita in quattro libri – Alasdair Gray

Lanark. Una vita in quattro libri di Alasdair Gray è un libro fuori dagli schemi, eppure si rivela solido nonostante, o per, la sua ipertrofia, l’affiorare degli elementi del sottobosco e il fiorire di situazioni e personaggi.

Vai alle recensioni di Povere creature e 1982 Janine

Lanark. Una vita in quattro libri di Alasdair Gray

Io credo che esistano città in cui il lavoro è una prigione, il tempo uno stimolo e l’amore un peso, e ciò mi fa considerare la mia libertà qualcosa di importante.

Lanark è il nome del protagonista del libro, o meglio, il nome che assume il protagonista nella seconda parte della sua vita, sempre che si tratti dello stesso protagonista e non di un diverso personaggio. Per altro è un nome improvvisato, deciso a tavolino sull’onda della confusione e dello smarrimento, eppure un nome che si farà strada, sarà conosciuto forse soprattutto per i difetti di chi lo porta. Eh già qui , dal titolo, si può intuire quanto questo libro sia fuori dagli schemi, eppure si rivela solido nonostante, o per, la sua ipertrofia, l’affiorare degli elementi del sottobosco e il fiorire di situazioni e personaggi.

Lanark è un racconto che si muove tra due mondi, speculari e intrecciati: da una parte Glasgow, dal punto di vista peculiare dell’autore, dall’altra Unthank: due città in decadenza. Si tratta di due città in mondi diversi, ma che si richiamano, si corteggiano soprattutto nei lati peggiori e sono in fin dei conti lo stesso mondo, lo stesso modo di portare avanti il mondo. A Glasgow vive Duncan, a Unthank Lanark. In linea teorica sono la stessa persona, Lanark è la costola di Duncan, è la seconda vita di quest’ultimo, ma nella nebbia del racconto non possiamo esserne certi, non dobbiamo esserlo.

Il testo è diviso in quattro libri: due raccontano la storia di Duncan e due quella di Lanark. Da una parte Duncan si muove nel nostro mondo, nella Glasgow geograficamente concreta, mentre Lanark si muove in un mondo fantasioso, riconducibile alla fantascienza per molti aspetti. Entrambi i mondi, però, sono calati in una nebbia avvilente, sovrastati da un’oscurità del cielo che lascia inquieti, anche se forse l’oscurità di Duncan è più mentale, mentre quella in cui si trova Lanark è esterna: forse Unthank è un luogo della mente di Duncan? Solo una mia suggestione, d’altronde questo libro ne crea a bizzeffe.

Sfacciatamente sfaccettato

Lanark è un romanzo, ma di che tipo? Di tanti tipi, è una cornucopia di sfaccettature, molte sfacciate, altre intime; una miniera di metafore e significati. Nel dire alcune delle cose che può essere questo libro, senza la minima intenzione di esaurirne le vie, bisogna mettere un punto fermo: dà vita a un personaggio, o due, indimenticabile. Lanark/Duncan non si dimentica, continua a lavorare nel lettore alla ricerca di nuovi spazi.

Un romanzo di fantascienza, almeno nei due libri che trattano il racconto ambientato a Unthank, o forse è una distopia. O, più semplicemente, è uno sguardo attento sul nostro mondo, è quello che già siamo fatto emergere a distanza per poterlo meglio contemplare, mascherato da fantasia per riuscire ad affrontarlo. Questo lato è giocato anche molto sull’atmosfera: la città di Unthank è opprimente, decadente e ferma su sé stessa; l’istituto in cui si ritrova il protagonista è tanto asettico, quanto riflette le intenzioni poco nobili che stanno alla base.

Un romanzo ambientalista, declinato in modi diversi nelle due parti. A Unthank la perenne nebbia impedisce di vedere il sole, fatto che sarà alla base della fuga di Lanark che ne cerca disperatamente i raggi, ne sente la mancanza perché è un elemento vitale la cui assenza spegne qualsiasi scorcio di gioia. A Glasgow la natura regala ritagli di pausa da una città che corrode, che annebbia il cielo con i suoi fumi e deprime chi vive tra i suoi vicoli malriusciti. Inoltre, nel mondo parallelo di Unthank, esiste un grande problema energetico che si tenta di risolvere sulla pelle dei cittadini, letteralmente, sulla pelle delle persone e delle città.

“Lei è un bugiardo!” esclamò Lanark. “Non abbiamo un’unica natura. Le nostre azioni sono costruite istintivamente dai nostri corpi, come gli alveari; sono opere d’arte, come le navi, i tappeti e i giardini. Le forme possibili sono infinite. Non è una questione di cattive abitudini né di natura cattiva se perpetuiamo i vecchi tristi modelli della povertà e della guerra. Solo la gente assetata di soldi che trae profitto da queste cose crede che siano naturali”.

Un romanzo sociopolitico, in cui vengono smascherati i giochi di potere e l’abbruttimento sociale di chi è costretto in povertà. Il potere manipola la realtà offrendo illusioni e propinando giustificazioni, soprattutto nei volumi di Unthank il meccanismo viene scoperchiato lentamente, additando l’inutilità dei leader politici di fronte al vero potere che è quello economico. Ma anche Duncan a Glasgow vive la rigidità del potere scolastico che, pure quando ne riconosce il potenziale e desidera aiutarlo, desidera sempre ingabbiare, ammaestrare e far corrispondere ai propri canoni. Su tutto aleggia l’impossibilità di dio, di un potere di cui si sente il bisogno ma che pervade con la sua assenza.

[…] mosso com’era da quei severi propositi che lo relegavano al di fuori delle mere soddisfazioni umane. Questi propositi difficilmente avrebbe saputo spiegarli (dopo tutto stava solo camminando, e non andava in alcun dove) ma a volte credeva d’essere in cerca della chiave.

Un romanzo esistenziale, in cui i protagonisti sono alla ricerca del proprio posto nel mondo. Il racconto di Duncan è quasi un romanzo di formazione, se non fosse che la formazione non avviene poiché il protagonista naufraga alla deriva di un mare in tempesta. Lanark, di contro, dopo aver vagato su sentieri sconosciuti, dopo aver subito le correnti degli eventi e non aver domato la propria inquietudine, trova infine un lido a cui aggrapparsi più che attraccare. In entrambi i casi, i protagonisti portano avanti una ricerca disperata del proprio posto nel mondo, provando a non esserne rigurgitati.

Facile. Non mi serve uno psichiatra per saperlo. La frustrazione. Se una persona ha queste due cose, l’onestà e l’intelligenza, ma niente sex appeal, è come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

Un romanzo d’amore, sulla sua disperata ricerca. Lanark/Duncan, contestualmente alla differente età, non ricercano il grande amore, la storia passionale che ti trascina, bensì la normalità quotidiana di esso, la stabilità che è capace di dare in mezzo ai flussi della vita. L’amore come punto d’appoggio, come punto di partenza della propria identità, possibilità di adattarsi alla vita. In un tempo che scorre rapido, ad Unthank a velocità folle, il protagonista sembra essere sempre in ritardo, continua a perdere pezzi irrecuperabili, con la vita a sfuggirgli tra le mani.

Lanark è molto di più di quello che qui ho detto in modo rozzo e schematico, è un racconto fluido, nervoso, sempre in movimento, mai domato dai fatti.

Alasdair Gray- Lanark. Una vita in quattro libriSafarà Editore
Traduzione: Enrico Terrinoni

Voto - 90%

90%

User Rating: Be the first one !

Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.