Le mie 5 canzoni preferite di Ivano Fossati

Le mie 5 canzoni preferite di Ivano Fossati

Forse mi sbaglierò in generale, ma se faccio riferimento alle persone che ho incontrato nella mia vita no: Ivano Fossati è un cantautore molto sottovalutato. Non ha mai avuto l’appeal di De André, ormai il mammasantissima del cantautorato italiano (eppure dopo averlo affiancato in Anime salve ha partorito Macramè, un disco fantastico); non rispecchia quella sinistra da centro sociale come Guccini; non ha l’aura del folle come Dalla; non è cool come De Gregori; non ha le stigmate professorali di Vecchioni.

Intendiamoci, tutta gente che ascolto. Eppure, Ivano Fossati meriterebbe più considerazione. Se dal basso della mia ignoranza posso affermare solo senza nessuna autorità che musicalmente e per scrittura dei testi non ha nulla da invidiare, è lecito che esprima la mia personale ammirazione strabordante per le sue canzoni.

Sceglierne cinque è impossibile, è chiaro che devo farlo per il format della rubrica. Già che lo devo fare, non prendetela però come una classifica, almeno all’interno di queste cinque.

5. J’adore Venise

Una calza di seta sull’abat-jour
j’adore venise
una musica lenta ti tira su
e vivi un po’ di più
giusto ai piedi del letto
un giornale: la questione d’algeria
ma nemmeno un motivo
che io ricordi per andare via

I motivi di un uomo non sono belli
da verificare
il problema è concedersi
un po’ del meglio e un po’ di più

4. L’orologio Americano

Verità vuole
che lei, colpo di vento
stesse al suo balcone
nel suo corpo
salivando e attendendo

Perché è così che la gente vive
perché è questo che la gente fa
perché è così che ci si insegue
per un morso di immortalità
è il meccanismo ottuso
di un orologio falsoamericano
che misura il tempo e tempo non c’è più
ma fermava il tempo se passavi tu

3. Di tanto amore

E magari morirò
di tanto amore
magari no
chi lo può dire?

Ehi come stai sapore amaro
di appuntamenti a cui mancavo
di pensieri sempre i più buoni
cancellati dalle intenzioni

2. Il bacio sulla bocca

Bella
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l’altro

Bella
non ho mica vent’anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò…

1. Viaggiatori d’occidente

Essere un uomo
di cui la donna s’accontenta
e ti viaggia vicino
ma ti guarda da lontano

I cuori difficili hanno sempre da dire
più di quanto basterebbe
dopo tanto parlare

Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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