L’importanza di una bella “ripassata”

Per la campagna di questo mese abbiamo deciso di ribadire l’importanza di un’attitudine secondo noi fondamentale: quella di saper ritornare, riscoprire, approfondire ciò che già si conosce. In un mondo che ci obbliga a fagocitare di tutto e che ci spinge inesorabilmente verso il nuovo, riscoprire dei sapori conosciuti è qualcosa che può fare la differenza


Da tempo viviamo in un mondo che si muove di corsa, che non ha tempo per la riflessione e che ci spinge inevitabilmente a correre verso il nuovo, è un dato di fatto. Chi si ferma è perduto e, soprattutto, chi si sofferma è costantemente in ritardo. Essere al passo coi tempi è fondamentale, e di questi tempi lo è ancor di più che comprendere appieno le cose. Il sapere, come teorizzava Baricco più di dieci anni fa su una serie di articoli apparsi su Repubblica (e poi diventati libro), per l’uomo di oggi non è altro che un movimento costante e frenetico su una superficie di conoscenza. La connessione tra informazioni è più importante della ricerca, dell’andare a fondo, perché l’umanità moderna (che lui soprannominava i barbari) ha bisogno di un sapere più vasto, meno profondo ma di certo più efficace. Era una teorizzazione che all’epoca anticipava i tempi, ma aveva ragione: il web, i social, i media attuali sembrano essere fatti per questo, ci spingono a conoscere più cose, ci obbligano a dare importanza alle connessioni e, giocoforza, ci costringono a non avere il tempo di fermarci, per capire cosa ci piace (conosco quarantenni che ancora non sanno cosa vogliono realmente dalla vita e da loro stessi) e, soprattutto, per approfondire. Noi, questo mese, vogliamo ribadire l’importanza di tornare sulle cose. Che si tratti di una città già visitata, di un libro letto da piccoli, di una canzone, o anche solo di un film che ci ha fatto battere il cuore in età puberale.  Tornare su qualcosa che ci ha colpito, che ci è piaciuta in un dato momento della nostra vita, può offrirci emozioni molto più toccanti di una spasmodica ricerca dell’inedito a tutti i costi. Siete mai stati più volte in una stessa città? Avete visitato Parigi, New York, Firenze per più di tre o quattro volte nel corso degli anni? Avete mai provato a interiorizzare quelle strade, quegli odori (ogni città ha un suo odore ben definito) vivendole sotto la lente del “familiare” e non più sotto quella del turista? Avete mai riletto un libro, riscoprendo, a distanza di anni un passaggio che anni prima vi aveva fatto rizzare i peli delle braccia? Beh, provateci, siamo sicuri che non ve ne pentirete. Questa non vuole essere una crociata contro il nuovo, ci mancherebbe: siamo fermamente convinti che su questo treno in corsa è fondamentale esserci, tanto quanto è impossibile scendervi. Vogliamo solo consigliarvi, se ve la sentite, di fermarvi un attimo a una delle stazioni che vi passano davanti agli occhi, decidere coscientemente di prendere il treno dopo e provare a rimasticare una sensazione. Vi arricchirà più di quanto possiate immaginare.

 

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