MotoGP 2015, Valencia, l’epilogo del “diludendo”

MotoGP 2015, Gran Premio Valencia – Il campionato finisce con l’epilogo più scontato, se non altro alla luce di quanto successo nelle ultime due settimane. Lorenzo è campione del mondo per la quinta volta, Rossi, quarto al traguardo, perde per pochi punti. In Italia (e anche fuori) tutti gridano al biscottone. E visto come è andata…

Non so cosa dire. Per la prima volta faccio veramente fatica a tirare fuori qualcosa di sensato per commentare questa gara. Mettiamola così: Lorenzo probabilmente avrebbe vinto comunque  e questa è l’unica cosa che, in parte, può consolare se non un tifoso, un semplice appassionato di gare.

Andiamo con le pagelle, va.

Jorge Lorenzo 10 – Ha vinto facile, oggi. Lui, nell’intervista post gara, il comportamento di Marquez l’ha definito “rispettoso” e vabbè, facciamocelo andare bene. Biscotto o no, la sua è stata un’annata strepitosa, in rimonta costante e, ai punti, va detto che questa vittoria è probabilmente più che meritata. È felice al traguardo e fa bene a esserlo, addirittura festeggia in maniera originale dando vita a tutti i Lorenzo che hanno vinto gli scorsi anni (anche Meda, tra una lacrima e l’altra, ride). È un peccato che questo quinto storico titolo verrà ricordato per altri ben più neri motivi.

Marc Marquez SV – Secondo Nakamoto, la telemetria (mai divulgata) di Phillip Island lo scagiona. Secondo Rossi e mezza Italia, Marquez per ben tre gare si è comportato in maniera scorretta. Io, confesso, non ho voluto credere a una premeditazione, almeno fino a oggi. A dire il vero ho seguitato a difenderlo, se così si può dire, fino a pochi giri dal termine, quando ha chiuso in faccia la porta a Pedrosa. Io mi aspettavo un sorpasso ai danni di Lorenzo negli ultimi giri, come logico oltretutto, visto che ne aveva palesemente di più. Invece, vederlo risvegliarsi solo per quella frazione di secondo necessaria per rimettere dietro il compagno di squadra, mi ha provocato un certo disgusto. Purtroppo, quello che ha combinato Marc nei 25 e passa giri di Valencia è difficile da spiegare se si leggono i fatti sotto la lente delle normali dinamiche sportive. Non ci sono prove, non ce ne saranno mai è ovvio, ma la sensazione netta è che la gara dovesse finire così, e cioè Lorenzo primo, secondo Marquez e terzo Pedrosa. E così è stata fatta finire. Il suo imbarazzo a fine gara e il suo sorriso solo accennato spiegano meglio di molte altre cose che quello che è successo ha dei contorni poco chiari (non solo a Valencia ma a questo punto anche in Malesia e a Phillip Island).

Con se stesso il buon Marc i conti dovrà farli da solo, come pure con i suoi tifosi. Mi domando che conti farà Honda con lui.

Dani Pedrosa 6 – Comparsa (spero) inconsapevole di qualcosa che è parsa fin da subito più grande di lui. Il suo rientro negli ultimi giri ha fatto sperare, il suo tentativo di sorpasso è stato quasi commovente. Ma oggi non doveva vincere lui.

Valentino Rossi 10 – Nella seconda parte di stagione era più lento di Lorenzo. E questo è un dato. Quest’anno ha vinto solo 4 volte contro le 7 del maiorchino (facciamo 6 e togliamoci dalle palle la farsa di oggi), e questo è un altro dato. Ergo, ai punti, questo mondiale, forse, lo avrebbe perso anche senza tutto quello che è successo. Detto ciò, dispiace da morire. Perché Rossi quest’anno ci ha disegnato una bella favola e anche oggi ha fatto il suo dovere, pennellando una rimonta da “vecchi tempi”. Cosa resta al pesarese di questo 2015? L’ala di addetti ai lavori che lo scorta, applaudendolo, al termine della gara. Una dimostrazione di affetto che vale ben più di un titolo, un’immagine forte che la dice lunga su quello che è il reale pensiero del paddock.

Truppa Sky 5 – Avevano ragione a gridare al complotto? Forse sì, ma il punto non è questo. Non mi stancherò mai di ripeterlo, ma è proprio un certo modo di fare informazione che crea le aberrazioni che abbiamo visto sui social e tra la gente (#escilo e amenità varie). Rompiamo tanto le palle perché il motociclismo non arrivi mai a essere come il calcio. Beh, allora proviamo una buona volta a raccontarlo in maniera diversa.

Su massimo miliani

Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.