Riassunto breve: Pedrosa vince sul tracciato di Kuala Lumpur seguito da Lorenzo e da Rossi. Marquez viene buttato fuori dal pesarese, un contatto che ha generato polemiche a non finire. A Valencia, dunque, ci si gioca tutto e Rossi, penalizzato, partirà ultimo in griglia.
Saranno pagelle un po’ atipiche quelle di oggi perché, francamente, parlare della gara, dopo tutto quello che è successo è un po’ inutile. Diamo subito i voti ai primi tre e poi travestiamoci da psicologi e vediamo di capirci qualcosa.
Dani Pedrosa 10 – Se sta bene è uno dei piloti più forti al mondo. Lo ripeto, sarebbe bello vedergli disputare una stagione senza problemi fisici.
Jorge Lorenzo 9 – Fa la sua gara. Passa attraverso le polemiche con la facilità con cui io mi innamoro da sbronzo alle 4 della mattina. Il suo meglio lo dà alla fine rispondendo a Meda. Il sunto del suo fastidio è più o meno questo: “Tu tifa pure per lui che io tifo per me.”
Valentino Rossi 6 – Capisce fin da subito di avere fatto una cazzata. Anche i semidei perdono la testa, solo che a due gare dalla fine, con il decimo titolo in ballo, cazzo, da lui non te lo aspetti. Butta fuori Marquez come un bullo di paese qualsiasi e la direzione gara lo penalizza facendolo partire ultimo a Valencia. Che frittatona.
Truppa Sky – Il contatto Rossi -Marquez condiziona anche loro. Cito qualche chicca qui e là registrata durante e dopo la gara: Meda che tira fuori il tweet dell’ex pilota che difende Rossi e così facendo mette in atto la tristissima regola aurea del pettegolezzo (e di un certo tipo di stampa): se tutti dicono una cosa, allora diventa vera.
Beltramo, che con una sola battuta mi ha ricordato perché senza di lui, la MotoGP in TV è molto, ma molto meglio.
Capirossi, povero, che prova ad essere equidistante nel suo fare la morale. Condanna di qui e condanna di là, senza davvero prendere una posizione (anche perché prenderla mica è facile), non lo giustifico ma trovo ridicolo chi, per andare contro di lui e un certo tipo di telecronaca, lo contesta tirando fuori il contatto con Harada di 1.000 anni fa.
Dorna – Boh. C’è un regolamento? Allora, giusto o sbagliato va applicato. La regola imponeva la bandiera nera immediata per Valentino. Fargli terminare la gara, lasciargli i punti per poi farlo partire ultimo a Valencia mi sembra non una cazzata, ma una maniera meschina di salvare capra, cavoli e soprattutto… share. Guardatevi il video di Motoreetto sull’argomento: e se fosse davvero tutto un film?
E ora arriviamo al fattaccio e travestiamoci dal Morelli di turno – Ciò che è successo in gara è evidentemente figlio delle polemiche dei giorni precedenti. In breve, Rossi giovedì urla al complotto accusando platealmente Marquez di voler favorire Lorenzo. Lo fa alla Rossi, cioè in maniera diretta, guardando negli occhi il pilota spagnolo in conferenza stampa. Secondo la tesi dell’italiano, infatti, Marquez in Australia ha fatto deliberatamente da tappo per consentire a Jorge di scappare.
Ora, ognuno può pensarla come vuole però nessuno in diretta si è accorto di questo fantomatico complotto: tutti, mi pare, truppa Sky compresa, abbiamo assistito a una gara meravigliosa dove 4 piloti se le sono suonate di santa ragione e dove Marquez, oltretutto, all’ultimo giro ha superato Lorenzo vincendo meritatamente.
In tutto questo Rossi, però, tempi alla mano è convinto che Marquez abbia giocato sporco: Ne aveva per scappare e non l’ha fatto, è rimasto con noi per dare fastidio a me etc etc. Alla sua tesi si sono poi accodati in tanti (buona parte della stampa, of course) col risultato che quella che al mondo era sembrata una gara da favola si è ridotta a una partitaccia a poker dove dei quattro giocatori due sono i bari, uno è il pollo (Osvaldo) e quello che rimane, leggi Iannone, pur avendo giocato da dio, se lo son dimenticati tutti.
Una bomba atomica, insomma, i cui effetti si sono palesati nel peggior modo possibile questa mattina dove un Marquez avvelenato si incaponisce con Rossi e confeziona un duello duro per il terzo posto (la commissione di gara lo giudicherà reiterato). Sorpassi decisi a ogni curva e un corpo a corpo quasi dimostrativo. La cosa strana è che Rossi, che di solito in queste situazioni ci sguazza come un piranha in una vasca di pesci rossi, perde inaspettatamente la testa e butta fuori lo spagnolo con un calcetto/spinta/chissà.
Ragionare sul perché Rossi ha sbroccato mi sembra francamente inutile. Del resto io non comprendo mai l’origine dei miei istinti omicidi contro il vecchio che mi fa perdere il verde, figuriamoci se posso sapere cosa può passare nella testa di un pilota, per di più incazzato, che corre a 300 all’ora.
Quello che invece vorrei capire è perché Rossi ha messo in piedi tutto questo cinema.
Per condannare una combine di cui si è realmente accorto?
Per sparigliare le carte e innervosire i rivali, spostando così la partita anche sulla tenuta mentale, aspetto in cui Rossi è da sempre il migliore?
Oppure lo ha fatto perché si è reso conto che la rimonta di Lorenzo stava diventando qualcosa di inevitabile e ha pensato di prepararsi la strada per una sconfitta “onorevole”, del tipo: Se non mi avessero boicottato avrei vinto?
Le tre varianti, possiamo girarci intorno quanto si vuole, sono queste. Provo a dire la mia, tanto si tratta di chiacchiere da bar, né più, né meno di quelle di Beltramo.
Io non credo che Marquez voglia o abbia voluto in nessun modo favorire Lorenzo. Non ci credo per un motivo molto semplice: parliamo di piloti che corrono a 330 km/h, oltretutto pagati milioni dalle proprie case. Rischiare la vita per aiutare un rivale è follia. Marquez è incappato in una stagione sfigata e pensare di raddrizzarla “facendo perdere Rossi” è un po’ come se in caso di incendio e con a disposizione una sola bacinella d’acqua, invece di dirigerla sulle fiamme, ti ci fai una doccia. Al massimo posso accettare il motivo personale: è successo qualcosa e te la faccio pagare, ma non posso accettare l’idea di una combine.
Che Honda possa aver architettato un piano simile mi sembra ancora più assurdo. Che qualcuno a Tokyo possa anche solo pensare, per motivi di mercato e mediaticità, di favorire la vittoria di Lorenzo rispetto a quella di Rossi, mi sembra una tesi ai confini della fantascienza.
Non credo nemmeno che Rossi abbia voluto prepararsi il terreno per una sconfitta meno dolorosa: Rossi è Rossi. Lo si può tifare o meno ma resta il pilota più forte di tutti i tempi.
Io parteggio per la possibilità più semplice, ossia che Rossi abbia semplicemente sbagliato tattica: ha voluto metterla sulla tensione emotiva e ha sottovalutato la tenuta psicologica dei suoi rivali e, forse, ha sopravvalutato la sua. Il risultato di tutto questo pasticcio è che un campionato stupendo sarà condizionato dal fatto che uno dei due pretendenti partirà ultimo nella gara finale della stagione. È triste ed è un peccato.
Ci consola il fatto che a Valencia si prospetta una gara di quelle allucinanti dove Jorge sarà libero di fare la sua corsa, e dove Valentino, invece, sarà chiamato alla rimonta quasi impossibile.
Pensate cosa potrebbe accadere se dovesse farcela. Altro che leggenda.