Jorge Lorenzo cala il poker certificando una forma psicofisica perfetta, di quelle che farebbero invidia a Jane Fonda quando insegnava l’aerobica in videocassetta. Secondo si piazza Rossi, mentre al terzo posto, staccato di una vita e mezza, torna il redivivo Pedrosa. Marquez, invece, prosegue imperterrito per la sua strada, anzi un sentiero, visto che si tratta della ghiaia del Montmelò…
Sul circuito del Montmelò Lorenzo ha recitato l’ennesimo assolo d’autore: davanti fin dalla prima curva e senza rivali già dal terzo giro, in pratica un perfetto viatico per la mia pennichella post prandiale sul divano della magione genitoriale. Lo spettacolo in pista, infatti, per quel che mi riguarda è stato inversamente proporzionale alla quantità di cibo preparata da mamma Ninja per festeggiare il compleanno di sorella Ninja. Quindici portate comprensive di dolce (QUI un video del pranzo domenicale) che hanno reso la visione integrale del GP più complicata del riuscire a far raggiungere i 90 km/h all’Aprilia di Melandri.
In piena digestione, dunque, ecco le mie pagelle appanzate.
Jorge Lorenzo 10 – Semplicemente spettacolare. Il ventottenne maiorchino sta attraversando un momento in cui gli astri sono tutti perfettamente allineati. Tutto quel che tocca si tramuta in oro: in sella alla sua M1 è più trascendentale di Varenne quando correva, di Ronaldo (quello vero) quando giocava nel Barcellona, di Sasha Grey quando ancora faceva l’attrice impegnata. L’unico problema di Jorge è che festeggia sempre in maniera noiosa e Meda non perde occasione per farcelo notare.
Valentino Rossi 8,5 – Parte settimo e piano piano raddrizza una gara resa difficile dalla solita qualifica loffia. Aiutato (anche) dall’harakiri di Marquez e dalla caduta di Dovizioso, il Dottore con il solito mestiere centra un secondo posto che gli permette di mantenere la testa della classifica ancora per un po’. A fine gara spiegherà che se fosse partito un po’ più avanti avrebbe potuto giocarsela con Lorenzo. Probabile, anche se quei decimi rosicchiati nel finale parevano essere più figli dell’amministrazione di Lorenzo che di una vera e propria rimonta di Rossi. Alla fine si salutano al parco chiuso ma la sensazione è che la tregua tra i due stia per finire. E ci sarà da ridere.
Dani Pedrosa 8 – Fa lo slalom tra le cadute (degli altri), regola i suoi avversari diretti con dei bei sorpassi e va a prendersi un podio che sa di rinascita. Dopo tanta sfiga, la Dea della fortuna ha smesso di guardare dritta davanti a sé e, puntandosi le scarpe, ha trovato lui, Puffo Pedrosa. Speriamo duri!
Marc Marquez 4 – “Suppo, abbiamo un problema”. Ora, dopo sette GP la crisi sembra essere seria. Pare che il Cabroncito, oltre ad aver perso quell’aurea di intoccabilità propria dei predestinati, in questi GP abbia anche sviluppato un curioso istinto omicida che lo porta a bramare il contatto fisico con gli avversari. Lo ha fatto con Rossi in Argentina, cadendo, e ha replicato con Lorenzo, finendo per terra anche questa volta. E sì che a Barcellona è partito bene e nei primi due giri è stato l’unico a riuscire a restare attaccato al maiorchino (facendo pure segnare il giro più veloce della gara). Poi però, inspiegabilmente, si dimentica dell’ordine delle curve e piazza una “non staccata” che solo per culo non si è tramutata in uno strike. Ok, la moto non è al top, ma nella sua testa deve essere comunque successo qualcosa.
Ducati 6 – Media ottenuta dal 7 per Iannone, bravo a portarsi a ridosso del podio e incamerare punti importanti (uè, il nostro è tevzo in classifica) e il 5 per il Dovi che rimedia il secondo ritiro dopo quello del Mugello. E pensare che il Montmelò è un ricordo dolce per la Ducati, visto che qui nel 2003 Loris Capirossi centrò la prima storica vittoria del marchio bolognese in MotoGP. Vabbè, le gare vanno così, la Desmosedici è una gran moto ma questo risultato chiarisce che, entusiasmo a parte, quello di Dall’Igna è un progetto giovane e deve crescere.
Suzuki 7 – Beh, due piloti nei primi due posti in qualifica è già di per sé un risultato spettacolare. In più, il sesto posto in gara di Vinales (peccato per la caduta di Espargaro) certifica che, parafrasando Sabrina Salerno: oltre alla gomma supersoffice c’è di più. La creatura di Brivio cresce bene e questa è solo una bella notizia.
Casey Stoner 10 – Torna in pista per un giro dimostrativo in sella alla RC213V-S (di cui vi ho parlato qui) e guardarlo sembra lo spot perfetto per l’Inps (o per l’Inpgi, se siete degli sfigati come me): faccia distesa, moglie stupenda e nessun segnale di nostalgia per il vecchio lavoro. Purtroppo.