Così Roberto Saviano impara a scrivere Gomorra solo per avere la scorta

Lunedì 10 novembre 2014 ilGiornale.it
I boss non minacciarono Saviano: condanna per uno degli avvocati
Il boss dei Casalesi Francesco Bidognetti e l’avvocato Carmine D’Aniello sono stati assolti al termine del processo relativo alle presunte minacce a Roberto Saviano e alla giornalista e senatrice Pd Rosaria Capacchione: lo hanno deciso i giudici della terza sezione del Tribunale di Napoli, che ha contestualmente condannato a un anno di reclusione con pena sospesa, oltre al risarcimento dei danni alle parti civili, l’avvocato Michele Santonastaso. […]

vince50 scrive:
Lun, 10/11/2014 – 18:23
Questi personaggi da teatrino delle marionette, vengono considerati “importanti” solo nell’Italietta da quattro soldi. La scorta? la merita a pieno titolo, se composta da caimani affamati. Vomitevole, ma se dalla parte giusta è un VIP Very Important Pirla.

Metacommento
Hai ragione! Basta con questa gente che per farsi bella e acquistare importanza si mette a denunciare i traffici delle organizzazioni criminali. Solo nel nostro paesino da quattro soldi potevano dare la scorta ad uno così, in modo che facesse il martire e si divertisse a vivere segregato per tutti questi anni. Queste sono le classiche scorte vergogna. Meno male che delle brave persone non hanno pagato per colpa di un tale mitomane. Tra l’altro complimenti per il gioco di parole, raffinatissimo.

Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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