Arte – Tamara de Lempicka, un’artista sempre in fuga

Arte – Tamara de Lempicka, un nome che ad alcuni forse dirà poco (se non per la fortunatissima mostra di Torino) ma un’artista che invece in molti già conoscete, solo che non lo sapete ancora. Se vi dico “Like a virgin” oppure “Evita” di certo la vostra mente si sarà accesa e l’immagine di Madonna (l’artista, almeno spero per i più) vi sarà saltata alla mente in una delle sue tante varianti.

Prendete quell’immagine in contrasto, trasgressiva, a volte anche monacale, difficile da definire e portatela sulla tela. Siete di fronte a un’opera di Tamara de Lempicka.
Anzi a dire il vero è proprio Madonna a essere uscita fuori da un quadro della pittrice. Si perché Tamara è un’artista che nasce a fine ‘800 in Europa e Madonna è una delle sue più accanite collezioniste fin dagli anni ’80 (cosa che vi fa capire che all’epoca le sue opere non avevano quotazioni stellari) in buona compagnia con Jack Nicholson e Barbra Streisand, per citarne alcuni.
Vera Material Girl, la de Lempicka ha vissuto una vita straordinaria, sempre in trasformazione e in fuga da qualunque definizione.
Biografia utile: fatto strano per un’artista del secolo scorso, pochi sono i fatti certi ed è proprio Tamara a confondere le tracce. Non sappiamo dove sia nata (nei certificati ufficiali troviamo Mosca ma lei ha sempre sostenuto Varsavia) né la sua data di nascita (collocata probabilmente fra il 1894 e il 1898, anche se lei ha sempre dichiarato il 1902), sappiamo però il suo vero nome Tamara Rosalia Gurwik-Górska (sposata in de Lempicki).
Per capire qualcosa di lei consiglio di guardare solo a ciò che volutamente ci ha lasciato, la sua arte.

Quello che Tamara non dice:
Forme: i suoi dipinti sembrano sculture, possiamo quasi toccarle ma se ci avviciniamo troppo svaniscono e ritornano a essere solo tele bidimensionali. La calligrafia dell’artista (le linee con cui compone le opere) è netta e decisa, non muta a seconda del soggetto sia che si tratti di un uomo, di una donna, di un familiare o di un oggetto inanimato. Ciò che vuole lasciarci sembra essere solo il suo punto di vista. Non gli interessa il soggetto ma il motivo per cui lei lo dipinge. I ritratti fatti alla figlia furono giudicati quasi indecenti.
Colori: Tamara usa colori forti, spesso in contrasto. Fra tutti spicca il verde, vero re della sua tavolozza. Anche qui però l’artista sfugge a una definizione. Dipinge macchie di colori forti che poi svaniscono e si perdono nei contorni delle figure. Il nostro occhio, subito, viene colpito dalla luce di quei colori ma poi inizia a perdersi nelle ombre, nelle pieghe delle stoffe, nelle variazioni di colore.
Soggetti: alterna temi sacri a soggetti profani e per questo le sue opere sono state spesso osteggiate dai benpensanti o dagli ambienti religiosi. Tamara de Lempicka usa senza nessun limite la fantasia per ritrarre qualunque cosa colpisca la sua attenzione, quasi sempre però si tratta di essere umani.
Bisessuale dichiarata, anche nelle sue opere l’elemento maschile si confronta sempre con quello femminile. Queste due nature non si contrappongono ma si fondono. Difficile dire dove sia l’uomo e dove la donna. Sposa devota (si racconta che giovanissima per liberare dalla galera il marito abbia venduto tutti i suoi gioielli) ha avuto nella sua vita numerosi amanti. La passione di certo è uno dei soggetti che più ama ritrarre, ma anche in questo caso se ci diamo un momento ci accorgiamo che non è tutto così chiaro. C’è una forza che si contrappone e che quasi rende immobile i suoi soggetti. Vivi ma immobili.

Informazioni
TAMARA DE LEMPICKA – Fino al 30 agosto 2015
Torino, Palazzo Chiablese, Polo Reale – Piazza San Giovanni 2, Torino
www.mostratamara.it

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Su dolcedisale

"Sì, parlo di te, povero Pinocchio, di te che sei così dolce di sale, da credere che i denari si possano seminare e raccogliere nei campi, come si seminano i fagioli e le zucche." Come Pinocchio mi ostino a credere che non tutto è come vogliono farci credere, soprattutto quando si parla di cultura. "Curiosa" è l'aggettivo che più mi si addice: mi aggiro a Milano e provincia per progettare attività culturali. Non amo raccontarmi perchè credo che il divertimento stia proprio nella scoperta!

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