Permettetemelo. La gara di ieri è stata tra le più noiose mai viste finora in questo 2019. Con non solo il vincitore già “deciso”, ma anche pochissimi sorpassi in generale. 30 giri così sono stati lunghi, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare
Io me l’aspettavo un Marc Marquez così dominante, su questa pista dove un giorno o l’altro dovranno dargli la residenza. Il Sachsenring sembra disegnato apposta per lui e lui, da copione, è stato impeccabile con la sua Honda. Ha magistralmente condotto la gara, ha gestito tutto, e ha tagliato il traguardo con le braccia conserte come a dire “Non ho neanche spinto!”
Marquez è stato un marziano, e se l’è meritata questa vittoria, così come il nuovo record ottenuto (è l’unico pilota ad aver vinto dieci volte consecutivamente su uno stesso tracciato), così come il grande vantaggio che ormai ha in campionato. Dico ormai, perché anche se mancano ben dieci gare, nessun pilota e nessuna moto riescono a essere al suo livello, nettamente superiore. Io spero sempre che il Dovi dia linfa vitale al campionato, più per lo spettacolo che per il mio patriottismo, però sappiamo benissimo quanto Marquez sia in grado di non sbagliare e di gestire tutto. Non a caso ha 26 anni e già sette titoli assicurati in tasca. Sette, pazzesco.
Grave errore, a parer mio, di Alex Rins. Che di nuovo sbaglia e di nuovo non vede la bandiera a scacchi. Di nuovo su una pista dove quanto meno avrebbe potuto dire la sua. Niente, la sua bella Suzuki l’abbiamo vista volare nella ghiaia e lui ne è rimasto piuttosto interdetto.
Ottimo podio per Maverick Vinales, secondo, che con la sua Yamaha ora è tornato a stare con i migliori. Grande prestazione per lui, che è riuscito a resistere a Cal Crutchlow. Ecco, da loro mi sarei aspettata un duello grintoso, ma l’inglese non ha attaccato lo spagnolo portando a casa un podio importante, che mancava dal Qatar. Se poi consideriamo che Cal era anche mezzo infortunato, a causa di una strana caduta in bicicletta, questo risultato era da salvare a tutti i costi. Bravi ragazzi!
E poi eccoli, al traguardo, Petrucci e Dovizioso. Per tutta la gara hanno lottato al massimo per il quarto posto, su una “rossa” alla quale il Sachsenring è indigesta. Purtroppo Ducati non fa meglio della top 5 e il problema è tutto qui: se Marquez, quando gli va male, fa secondo, i “ducatisti” se va male perdono tanti punti. L’importante ora è non abbattersi e provare comunque a conquistare più punti possibile. Scuotere la testa non serve, bisogna reagire!
Ieri su alcuni giornali è uscita la notizia che Jorge Lorenzo, infortunato, starebbe seriamente prendendo in considerazione il ritiro a fine stagione. Non conosco le fonti, vero è che il maiorchino ha avuto un anno costellato di infortuni (piede, polso, costole, schiena e vertebre) e il non feeling con la Honda potrebbe far pensare appunto ad un suo possibile ritiro.
Se si parla di ritiri, però, io credo che sia più plausibile quello di Valentino Rossi, tra i due. O meglio, secondo me il pesarese ha sempre la solita infinita voglia di correre, lo si vede, ma i (non) risultati iniziano a pesare un po’. E soprattutto se il tuo compagno di squadra ha trovato la quadra e ti ha superato in campionato, ecco questo pesa ancora di più. Non credo che siano i suoi 40 anni a fare la differenza (l’anno scorso ne aveva 39) credo sia un insieme di fattori ai quali però, ora, è arrivato il momento di trovare una soluzione.
Se non ci ha ancora pensato, credo che dopo i test di Brno (dove proverà nuovo materiale 2020) ci penserà seriamente, ma queste sono solo mie supposizioni.
Ora piloti e team si godranno la meritata vacanza, e a noi tocca inventarci qualcosa per sopravvivere alla lunga pausa estiva forzata senza motori. Il prossimo appuntamento sarà quindi per lunedì 5 agosto, con il commento del GP di Brno. Ciao!